Diego Nargiso: “Sinner deve alzare l’asticella per battere Alcaraz”

Diego Nargiso analizza la finale degli US Open tra Sinner e Alcaraz: dominio tattico dello spagnolo, difficoltà dell’azzurro e prospettive future per la rivalità.
Jannik Sinner competes in the men's singles final of the 2025 U.S. Open tennis championships at the USTA Billie Jean King National Tennis Center in Flushing New York on September 7, 2025. (Photo by Andrew Schwartz) //SCHWARTZANDREW_MSMI1506/Credit:Andrew Schwartz/SIPA/2509080742
Jannik Sinner competes in the men's singles final of the 2025 U.S. Open tennis championships at the USTA Billie Jean King National Tennis Center in Flushing New York on September 7, 2025. (Photo by Andrew Schwartz) //SCHWARTZANDREW_MSMI1506/Credit:Andrew Schwartz/SIPA/2509080742

La finale degli US Open 2025 ha segnato un momento chiave nella rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Sul cemento dell’Arthur Ashe Stadium, lo spagnolo ha imposto la sua legge con una prestazione impeccabile, conquistando il suo sesto Slam e tornando al numero uno del mondo. Una partita che, secondo l’ex tennista Diego Nargiso, ha messo in evidenza tanto i meriti di Alcaraz quanto le difficoltà dell’azzurro.

L’analisi tattica: dominio Alcaraz e limiti Sinner

Nargiso ha sottolineato come Alcaraz abbia saputo “togliere tempo e mettere pressione a Sinner fin dal primo gioco”, ribaltando l’attesa secondo cui sarebbe stato l’altoatesino ad accelerare e comandare gli scambi. Lo spagnolo, arrivato a New York in fiducia dopo il successo netto contro Djokovic, ha giocato con continuità e aggressività, senza mai dare la sensazione di poter perdere un set.

Per Sinner, invece, le difficoltà sono emerse fin dall’inizio: errori di dritto nei momenti cruciali, soprattutto sulle palle break, e una percentuale troppo bassa di prime di servizio. “Se sbagli quando sei in comando e lo fai su una palla break in attacco significa che non sei tranquillo e che non è la giornata giusta”, ha spiegato Nargiso, evidenziando come questa fragilità abbia impedito all’azzurro di trovare ritmo e fiducia.

Una sconfitta che deve trasformarsi in stimolo

Il messaggio di Nargiso è chiaro: questa sconfitta non deve essere letta come un ridimensionamento, ma come un punto di svolta per crescere ancora. “Per battere Carlos ha bisogno di più: non può limitarsi a giocare al 60-70% come fa con gli altri. Con Alcaraz servono cambi di ritmo, verticalizzazioni maggiori e la capacità di sorprendere”.

Secondo l’ex azzurro di Davis, il confronto con Alcaraz rappresenta un campanello d’allarme e al tempo stesso uno stimolo. Lo stesso Sinner ha già dichiarato di voler tornare a lavorare con intensità su quegli aspetti che aveva momentaneamente trascurato per difendere la sua posizione in classifica.

L’eredità dei big e la nuova generazione

Nargiso ha colto l’occasione per allargare lo sguardo al panorama ATP. Se Djokovic rimane il principale inseguitore, la generazione intermedia – da Zverev a Tsitsipas, passando per Medvedev e Fritz – sembra non aver mantenuto le aspettative. “Molti hanno pensato di vivere di rendita e non hanno lavorato con la stessa continuità. Alla lunga si paga”, ha commentato, ricordando che ognuno di loro presenta limiti tecnici o mentali che hanno impedito il salto di qualità.

In questo scenario, Sinner e Alcaraz si sono imposti come i veri protagonisti del presente e del futuro del tennis mondiale, capaci di suscitare grande empatia nel pubblico e di rinnovare l’entusiasmo attorno a questo sport.

Fiducia per il futuro di Sinner

Nonostante la sconfitta, Nargiso invita i tifosi italiani a non perdere fiducia: “Se è stato numero uno per 65 settimane, vuol dire che ci può tornare. Ha vinto due Slam e adesso ha il tempo per lavorare su quegli aspetti che lo renderanno ancora più competitivo”.

La finale di New York, dunque, non è soltanto un titolo in più per Alcaraz, ma anche una tappa di crescita per Sinner. La rivalità tra i due è destinata a scrivere nuove pagine di storia e a riportare alla memoria sfide leggendarie come quelle tra Federer e Nadal.

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