Dopo mesi altalenanti e la fine prematura della collaborazione con Andy Murray, Novak Djokovic ha avviato un nuovo capitolo della sua preparazione, scegliendo di riprendere gli allenamenti nella sua Belgrado natale. E lo fa circondato da volti familiari: Boris Bosnjakovic e Viktor Troicki, due figure che conoscono bene il suo mondo e il suo tennis.
Un taglio netto con Murray
La notizia della separazione da Andy Murray, avvenuta dopo appena sei mesi, ha colto molti di sorpresa. La loro collaborazione non aveva mai avuto una durata ufficiale, ma si pensava potesse estendersi almeno fino a Wimbledon. I risultati poco brillanti di Djokovic nella prima parte della stagione – eccezion fatta per la semifinale agli Australian Open e la finale di Miami – hanno contribuito ad alimentare dubbi e riflessioni nel team del serbo. In particolare, le prove deludenti nei tornei sulla terra battuta di Monte Carlo e Madrid, seguite dal ritiro dagli Internazionali d’Italia, hanno imposto un cambio di rotta immediato.
Il ritorno a Belgrado e i volti del passato
Djokovic ha così scelto di tornare alle origini, sia geograficamente che professionalmente. A Belgrado, durante una sessione di allenamento accanto al connazionale Miomir Kecmanovic, sono stati avvistati due nomi noti del suo entourage: Boris Bosnjakovic, già collaboratore in passato, e Viktor Troicki, attuale capitano della Serbia di Coppa Davis e da sempre molto vicino a Djokovic. Troicki, in particolare, era nel suo box durante le Olimpiadi di Parigi, segno di una relazione di fiducia consolidata.
Bosnjakovic, tecnico serbo con una lunga esperienza e già parte dello staff allargato del 24 volte campione Slam, potrebbe rappresentare più di una semplice soluzione d’emergenza. La sua profonda conoscenza del gioco e delle dinamiche di Djokovic offre un’opportunità di continuità, evitando sconvolgimenti tecnici in un momento cruciale della stagione.
Ginevra come tappa strategica
In vista del Roland Garros, Djokovic ha deciso di accettare una wild card per il torneo ATP 250 di Ginevra, in programma la prossima settimana. Una mossa in controtendenza rispetto agli anni passati, che sottolinea la volontà di ritrovare fiducia e ritmo competitivo dopo settimane di incertezza. L’obiettivo è chiaro: arrivare a Parigi nelle migliori condizioni, lasciandosi alle spalle l’infortunio al ginocchio che lo aveva costretto al ritiro nei quarti di finale lo scorso anno.
Anche se non è ancora ufficiale se Bosnjakovic e Troicki faranno parte del team che accompagnerà Djokovic a Ginevra e a Parigi, la loro presenza a Belgrado è un indizio significativo. Con la stagione che entra nel vivo, ogni scelta, anche quella del coach, diventa cruciale. Djokovic, noto per la sua maniacale cura dei dettagli, non può permettersi passi falsi.
Un rilancio necessario
L’attuale numero 6 del mondo si trova a un bivio importante della sua carriera. Dopo aver dominato il tennis per oltre quindici anni, la prima metà del 2025 ha mostrato crepe inaspettate. Ma come spesso accaduto in passato, Djokovic è pronto a trasformare le difficoltà in carburante. La scelta del nuovo allenatore, il ritorno a casa, la ricerca di sensazioni positive su un campo amico: tutto sembra indicare che il serbo voglia riprendersi il palcoscenico con determinazione.
Il Roland Garros è dietro l’angolo. E Djokovic, ancora una volta, punta a farsi trovare pronto.


