Panatta loda Musetti: “Non pensa più solo alla bellezza del gesto, ma gestisce il match”

Panatta esalta Sinner e Musetti agli Internazionali BNL d’Italia. Il numero uno al mondo ha un tabellone favorevole, ma attenzione a Musetti: “Può diventare il suo vero rivale”.
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Il tennis italiano è più vivo che mai, e lo dimostra l’aria elettrica che si respira agli Internazionali BNL d’Italia. Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Matteo Berrettini stanno riscrivendo la storia recente del movimento azzurro, ma a rubare la scena – almeno fuori dal campo – è ancora una volta Adriano Panatta, che con la sua analisi pungente e appassionata ha acceso il dibattito. Accanto a lui, nel podcast La Telefonata e sul palco de La Domenica Sportiva, anche Paolo Bertolucci, per un confronto tra passato e presente del tennis nostrano.

Sinner: contro Ruud sfida “più facile” di Cerundolo

Tutti gli occhi sono puntati su Jannik Sinner, numero uno del mondo e primo favorito per il titolo. Dopo il successo contro Cerundolo, Panatta ha offerto un’analisi chiara: “L’argentino non ha giocato al massimo, direi all’85% delle sue possibilità. Jannik invece ha mostrato segnali di crescita. Le condizioni erano difficili: dopo pioggia e grandine il campo sembrava un galoppatoio. Ma nel tie-break del primo set si è vista la differenza tra un buon giocatore e il numero uno al mondo”.

In vista del quarto di finale contro Casper Ruud, Panatta ha ribadito: “Secondo me sarà più facile che con Cerundolo. Ruud è un ottimo giocatore ma molto prevedibile. Fa un tennis che si conosce, schematico. È buono come Padre Pio” – una battuta che, come spesso accade con l’ex campione del Roland Garros, strappa un sorriso ma centra il punto. Anche Bertolucci, inizialmente dubbioso durante il primo set con Cerundolo, ha riconosciuto la superiorità mentale e tecnica di Sinner: “Quando lo ha portato al tie-break è venuta fuori la classe del campione”.

Musetti: da promessa a potenziale rivale

Ma se Sinner domina il presente, Lorenzo Musetti potrebbe essere il volto del futuro. Lo afferma senza mezzi termini Panatta: “È diventato un giocatore vero. Non pensa più solo alla bellezza del gesto, ma gestisce il match. Contro Zverev ha mostrato come si gioca a tennis sul serio”. Un elogio forte, seguito da un sincero ringraziamento: “Avevo perso le speranze, e invece forse non è tutto perduto. Grazie, Lorenzo!”.

Panatta è convinto che Musetti possa presto essere “il vero rivale di Sinner”. Secondo lui, è uno dei pochi ad avere un gioco abbastanza vario da mettere in difficoltà Jannik. “I vari Zverev e Ruud si fanno la doccia prima di scendere in campo contro di lui. Ma Musetti può stargli vicino davvero”.

Berrettini e Paolini: luci e ombre

Meno brillanti le note dedicate a Matteo Berrettini e Jasmine Paolini. Se per Matteo c’è soprattutto un posto nel tabellone che può aiutarlo a ritrovare fiducia, per Paolini il discorso è più articolato. “Prima tirava di più, adesso aspetta troppo. Da quando non è più allenata da Furlan, ha cambiato modo di giocare”, osserva Panatta, che critica l’impostazione più attendista data dal nuovo coach spagnolo. Ironico, ma anche amaro, il suo commento sulla qualità del tabellone femminile: “Ci sono giocatrici da ricovero. La partita tra Paolini e la Shneider lo dimostra”.

Il futuro è adesso

Con tre italiani ancora in corsa, il torneo romano offre uno spaccato entusiasmante del movimento tricolore. Jannik Sinner guida la carica, ma l’exploit di Musetti e le speranze ritrovate su Berrettini accendono la fantasia degli appassionati. Il giudizio degli ex grandi non è mai banale, e in questo caso non fa eccezione: tra ironia e competenza, Panatta e Bertolucci ci ricordano che il tennis italiano sta vivendo un momento irripetibile – e forse solo all’inizio della sua epoca d’oro.

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