Fabio Fognini, un 2020 da co-protagonista

Fabio Fognini, un 2020 da co-protagonista

Dopo molto tempo, ad iniziare la stagione in qualità di numero uno d’Italia sarà Berrettini e non Fabio Fognini. I riflettori, infatti, non saranno più puntati solamente sul ligure, che nel frattempo ha annunciato il suo nuovo team, ma anche sui connazionali Berrettini e Sinner. Questa minore pressione mediatica influirà sul suo rendimento? Cosa aspettarsi dal ligure nel 2020?

di Antonio Sepe

Si può dire di tutto riguardo Fabio Fognini, ma non che non abbia portato in alto i colori azzurri in uno sport come il tennis per l’ultimo decennio. Nonostante qualche comportamento sopra le righe e un atteggiamento non sempre esemplare, se il tennis italiano sta attraversando quest’ottimo momento, il merito è in parte suo. Anche se, come da lui stesso dichiarato in una recente intervista rilasciata a Sky Sport: “E’ iniziato tutto dall’anno magico di Cecchinato, quando raggiunse la semifinale a Parigi. Di conseguenza io ho vinto Montecarlo e Berrettini ha fatto semi agli Us Open ed è entrato in Top 10″. 

Fabio Fognini

Le cose però stanno cambiando tanto che, dopo molto tempo, il 2020 inizierà con una novità: il numero uno d’Italia infatti non sarà Fabio Fognini. Complice lo stratosferico finale di stagione di Matteo Berrettini, il ligure ha perso il primato che ha vantato a lungo ed è scivolato alle spalle del suo connazionale. Se si considera anche la notevole ascesa di un altro giovane, quale Jannik Sinner, il 2020 si prospetta come una stagione estremamente interessante, che sicuramente contribuirà a scrivere il futuro della storia italiana di questo sport. Ragion per cui, la pressione mediatica nei confronti di Fognini diminuirà, o meglio verrà divisa con i neo arrivati. Ciò farà bene all’azzurro, permettendogli di giocare in maniera più distesa senza avere la pressione di dover tenere alti i colori azzurri? Oppure risentirà degli exploit dei suoi connazionali e si sentirà in qualche modo trascurato, dopo anni in cui è stato l’unico vero “big” del tennis italiano?

Partiamo da un dato di fatto: il 2019 è stata la migliore stagione della carriera di Fabio Fognini. L’ingresso in Top 10 e la vittoria del Masters 1000 di Montecarlo sono due risultati difficilmente ripetibili che hanno reso l’annata del ligure indimenticabile. Inoltre, il 2020 sarà un anno pieno di cambiamenti per Fognini, che ha infatti interrotto il duraturo rapporto con Franco Davin e, proprio nella giornata di ieri, ha annunciato quelli che saranno i membri del suo team. Il suo head coach sarà Corrado Barazzutti, affiancato dal preparatore atletico Stefano Barsacchi, il fisioterapista Giovanni Teoli ed infine Alberto Giraudo. 

Probabilmente, con l’esperienza che ha acquisito negli anni e la sua forte personalità, Fabio non avrà problemi a gestire questa situazione e forse gli farà bene non essere il solo tennista da cui aspettarsi qualcosa. Fondamentali, però, ai fini di un positivo 2020 saranno le motivazioni dell’italiano. La carta d’identità recita infatti “1987” come anno di nascita, vale a dire 32 anni, a breve 33. A casa ci sono una moglie ed un figlio che lo aspettano. A breve arriverà persino la seconda figlia, dunque sarà ancora più dura separarsene e stare in giro per il mondo tante settimane l’anno. Forse per questo Fabio ha rinunciato alla tourneè sudamericana, che in passato gli ha garantito vittorie e punti importanti, in favore di una programmazione incentrata sui tornei che si disputano sul cemento indoor europeo.

Fabio Fognini, Australian Open 2019

Come già affermato, ripetere un’annata come quella appena volta al termine è pressoché impossibile. E’ altrettanto vero, però, che Fabio ha un livello di tennis che gli permette di stare fisso in Top 20. Ergo, nonostante la continuità non sia il suo punto forte, i presupposti per un’altra stagione ai vertici del tennis mondiale ci sono tutti. Sarà molto importante partire subito bene e cercare di ottenere punti delicati in Australia. Difficilmente lo vedremo impegnato nell’Atp Cup, dato che il periodo nel quale si disputa il torneo coincide con la probabile nascita della figlia, ma potremmo vederlo ai nastri di partenza la settimana dopo ad Auckland. A meno di clamorose sorprese, infine, scenderà in campo a Melbourne per gli Australian Open. Complice una testa di serie favorevole – sarà tra i primi sedici del seeding – Fabio potrebbe beneficiare di un sorteggio abbordabile e spingersi avanti. Quantomeno difendere il terzo turno dell’anno scorso potrebbe essere un buon punto di partenza.

Un anno dunque molto delicato, ma che offrirà a Fabio diverse opportunità. Starà a lui cercare di sfruttare a suo favore la presenza di un tennista come Berrettini a questo livello e l’ottimo momento del movimento italiano. Difficile fare pronostici, soprattutto con un personaggio imprevedibile quale Fognini. Fatto sta, però, che le aspettative sono inevitabilmente alte ed un rendimento inferiore, non all’altezza dei propri connazionali, potrebbe venir messo in evidenza dalla stampa.

La freschezza di Matteo Berrettini guida il carro degli italiani nel 2020; segue l’esperienza di Fabio Fognini, che dopo molto tempo non sarà il protagonista. Ma questo poco importa; l’augurio è che il tennis azzurro possa rivivere un’altra fantastica stagione e continuare a far sognare ancora i tanti appassionati di questo magnifico sport.

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