Un’avventura breve e tormentata
La collaborazione tra Stefanos Tsitsipas e Goran Ivanisevic si è interrotta dopo meno di due mesi, lasciando dietro di sé un misto di delusione, critiche pungenti e riconoscimenti reciproci. Un progetto nato con grandi aspettative, ma naufragato rapidamente a causa di difficoltà tecniche, problemi fisici e incomprensioni.
Ingaggiato nel mese di maggio, l’ex coach di Novak Djokovic era stato chiamato per rilanciare il percorso del tennista greco, reduce da risultati modesti nei tornei dello Slam. Tsitsipas, infatti, era uscito di scena al primo turno degli Australian Open e al secondo turno del Roland Garros, dove era stato eliminato da Matteo Gigante, capace di firmare la sua prima vittoria contro un Top 20.
Un finale amaro a Wimbledon
L’epilogo più amaro è arrivato a Wimbledon, dove il 26enne ateniese si è ritirato all’esordio per un problema alla schiena, quando era già sotto di due set contro il francese Valentin Royer. “Una cosa che odio è il dovermi ritirare o interrompere un match,” aveva dichiarato Tsitsipas, “e non mi era mai successo così spesso da quando mi è capitato alle ATP Finals di Torino due anni fa.” Una dichiarazione che ha fotografato lo stato di frustrazione crescente di un giocatore alle prese con limiti fisici e una forma lontana dai suoi standard.
Ma la reazione di Ivanisevic è stata ancora più netta, al limite della rottura. In un’intervista rilasciata a SportKlub, il croato non ha usato mezzi termini: “Mai visto un giocatore così impreparato. Sono tre volte più pronto io, nonostante il ginocchio che mi ritrovo. Senza forma fisica, aspettare la propria occasione diventa difficile. Gli sento dire sempre ‘Io voglio, io voglio’, ma alla fine non fa nulla. Non vedo alcun progresso. Sono rimasto scioccato.”
Una stima professionale che resta, nonostante tutto
Nonostante le critiche dure, Ivanisevic ha poi cercato di spiegare meglio la sua posizione ai microfoni di Gol, riconoscendo che “il tennis è uno sport individuale e lui non era pronto né mentalmente né fisicamente”. Secondo il campione di Wimbledon 2001, Tsitsipas ha ancora il potenziale per tornare ai vertici: “Deve prima recuperare. Se non è al 100%, come può competere contro i migliori giocatori del circuito? Stefanos è un tennista troppo bravo per occupare la posizione che occupa attualmente.”
Dal canto suo, Tsitsipas ha scelto toni più concilianti nel salutare il coach, definendo l’esperienza “un capitolo breve ma prezioso del mio percorso.” In un post sui social, ha ringraziato Ivanisevic “per il tempo, l’impegno e l’energia dedicati a me e al mio team,” aggiungendo di nutrire “solo rispetto per Goran, non solo per ciò che ha ottenuto nel tennis, ma anche per la persona che è.”
Bilanci e prospettive
La separazione tra i due arriva in un momento complicato per entrambi. Dopo l’esperienza trionfale al fianco di Djokovic, con nove titoli Slam conquistati insieme, Ivanisevic ha vissuto due parentesi brevi e poco fortunate, prima con Elena Rybakina e poi con Tsitsipas. Il greco, invece, dovrà trovare nuove soluzioni per rilanciarsi, oggi scivolato alla posizione numero 29 del ranking ATP, ben lontano dal suo best ranking di numero 3.
Resta il rammarico per un’occasione sprecata. Le basi per un progetto solido c’erano, ma la mancanza di forma fisica e di sintonia ha reso impossibile ogni tipo di progresso concreto. Il tempo dirà se Tsitsipas riuscirà a ritrovare la strada giusta per tornare protagonista.


