Il record e la qualificazione
Novak Djokovic entra ancora una volta nella storia del tennis. Con la qualificazione alle ATP Finals di Torino 2025, il serbo raggiunge quota 18 partecipazioni in carriera, eguagliando Roger Federer per numero di presenze nel torneo dei maestri. È la sua ottava qualificazione consecutiva, frutto di una stagione solida, arricchita da quattro semifinali Slam, la finale del Miami Open e il centesimo titolo vinto a Ginevra.
Djokovic, che debuttò alle Finals nel 2007, ha trionfato sette volte nella competizione, la prima nel 2008 e l’ultima nel 2023 contro Jannik Sinner. Nessuno come lui ha dominato l’evento di fine anno, dove vanta un impressionante record di 50 vittorie e 18 sconfitte.
Il ritiro a Riad e le condizioni fisiche
Nonostante i risultati, il finale di stagione del 38enne di Belgrado resta in bilico. Durante la Six Kings Slam di Riad, Djokovic si è ritirato dopo un intenso primo set perso contro Taylor Fritz, accusando problemi fisici già manifestati nel torneo di Shanghai.
Il campione serbo ha voluto spiegare personalmente quanto accaduto: «Voglio chiedere scusa a tutti. Mi dispiace che non abbiate potuto vedere il secondo set, ma abbiamo giocato dei grandi punti. È stato uno dei set più lunghi che io abbia mai disputato. Voglio ringraziare tutti per il modo in cui mi avete trattato. Ora ho bisogno di riposare e di curare alcuni problemi fisici. Spero di poter disputare gli ultimi tornei della stagione».
Il dubbio sulle ATP Finals
La qualificazione alle Finals è dunque garantita, ma resta da capire se Djokovic deciderà davvero di partecipare. Negli ultimi anni il torneo non sembra più una priorità assoluta per il campione, che potrebbe scegliere di concentrarsi sul recupero fisico e sulla preparazione per la stagione 2026.
Il serbo stesso ha ammesso di voler «riposare e curare alcuni problemi che ho con il corpo», lasciando aperta la porta alla possibilità di rinunciare a Torino. Nella sua programmazione resta solo un appuntamento abbastanza certo: l’ATP 250 di Atene, in programma dal 2 all’8 novembre.
La decisione definitiva dipenderà dalle sue condizioni nelle prossime settimane. Una sua eventuale assenza, oltre a privare il pubblico torinese del suo campione più titolato, aprirebbe anche nuove chance di qualificazione per Lorenzo Musetti, attualmente in corsa per un posto tra gli otto migliori del mondo.
Un finale di stagione da decifrare
Djokovic si trova dunque a un bivio: chiudere l’anno onorando il torneo che ha contribuito a rendere leggendario, o fermarsi per tutelare un fisico che chiede tregua dopo quasi due decenni al vertice. Qualunque scelta farà, la sua presenza aleggia comunque su Torino — perché il torneo dei maestri, senza Djokovic, non sarà mai lo stesso.


