Marco Panichi tra tennis e calcio: “Roma, il mio sogno. Gasperini farà benissimo”

Marco Panichi, ex preparatore di Sinner, parla del suo amore per la Roma, dell’incontro con Gasperini e del sogno di lavorare nel calcio. El Aynaoui e il figlio nella Roma.
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Marco Panichi, noto preparatore atletico e figura di spicco del tennis mondiale, ha recentemente aperto una finestra sul proprio passato, sul presente e su un sogno tutto romanista. Dopo la conclusione della fruttuosa collaborazione con Jannik Sinner, Panichi è pronto a iniziare una nuova avventura al fianco del danese Holger Rune. Ma nel cuore resta forte il legame con il calcio, e soprattutto con la Roma, la squadra per cui tifa fin da bambino.

Una vita da romanista: “Un amore infinito”

“Sono della Roma perché nasco in una famiglia di romanisti”, ha raccontato Panichi con entusiasmo ai microfoni di Tele Radio Stereo 92.7, ricordando l’emozione della prima volta allo stadio per un Roma-Foggia con tripletta di Pierino Prati. “Da lì è cominciato un amore infinito”. Un legame viscerale, che va al di là dei risultati e che lo porta a descrivere la sua passione come un “morbo” felice.

Nel suo undici ideale, Panichi cita con affetto nomi che hanno segnato la storia del club: da Francesco Rocca, “il mio idolo da bambino”, a Pruzzo, Candela, Amantino Mancini e il Capitano per eccellenza, Francesco Totti. “Ogni volta che facciamo il nome di Pruzzo tra amici ci facciamo il segno della croce”, ha scherzato.

Dal tennis al calcio: scienza, postura e mentalità

Preparatore di altissimo livello nel tennis, Panichi non esclude un futuro nel mondo del pallone, convinto che “un preparatore atletico di tennis possa lavorare anche nel calcio”. Le differenze ci sono, certo, ma secondo lui esistono anche punti di contatto importanti, soprattutto dal punto di vista scientifico e metodologico.

Analizzando la preparazione atletica nel calcio, ha lodato l’approccio di Gian Piero Gasperini, nuovo allenatore della Roma. “Fisicamente le sue squadre corrono fino alla fine, lo abbiamo visto con l’Atalanta”, ha detto. Panichi ha sottolineato l’importanza dell’aspetto posturale e dell’ottimizzazione del dispendio energetico: “Oggi si lavora molto a secco e in palestra, c’è una ricerca del particolare molto più accurata rispetto al passato”.

Per lui, non si tratta solo di forza o resistenza: la chiave sta anche nel “talento decisionale”, nel contesto e nella cultura del lavoro. È convinto che l’ambiente creato da Gasperini sia uno dei motivi per cui certi calciatori riescono a esprimersi meglio sotto la sua guida rispetto ad altre squadre.

Il sogno Roma e l’incontro con Gasperini

Nonostante la carriera internazionale nel tennis, Panichi non nasconde un sogno: “Andare alla Roma per me, più che un’ambizione, sarebbe un sogno”. E racconta con entusiasmo un episodio significativo: “Ho avuto la fortuna di parlare con Gasperini al Roland Garros, mi sono presentato da tifoso romanista. È una persona che ha una cultura sportiva enorme. Mi espongo raramente su queste cose, ma sono convinto che farà veramente bene”.

El Aynaoui: la favola del figlio d’arte

Infine, Panichi ha parlato con affetto di Younes El Aynaoui, ex tennista marocchino che ha portato il continente africano ai vertici del tennis internazionale. Scopre solo durante l’intervista che il figlio Neil gioca nella Roma: “Younes è un personaggio storico nel tennis, un grandissimo talento e un grandissimo fisico. Sarebbe una favola bellissima se il figlio potesse diventare campione con la Roma”. E aggiunge: “Quando c’è una componente genetica importante, speriamo tutti che il figlio possa diventare campione come il papà”.

In attesa del debutto al fianco di Rune al Masters 1000 di Cincinnati, Marco Panichi continua a muoversi tra racchette e palloni, sempre con il cuore giallorosso ben saldo al petto.

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