Musetti sfida Tabilo nella finale di Chengdu: occasione d’oro per l’azzurro verso Torino

Lorenzo Musetti sfida Alejandro Tabilo nella finale dell’ATP 250 di Chengdu: per l’azzurro è l’occasione di tornare al successo dopo tre anni e avvicinare le ATP Finals di Torino.
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Un traguardo che profuma di svolta

Per Lorenzo Musetti la finale dell’ATP 250 di Chengdu non è solo un appuntamento con la gloria, ma anche la possibilità concreta di rompere un digiuno lungo tre anni. L’azzurro, oggi numero 9 del ranking, ha superato con autorità Alexander Shevchenko in semifinale, imponendosi per 6-3 6-1 e centrando la settima finale della carriera. Un risultato che lo avvicina sensibilmente alla qualificazione per le ATP Finals di Torino, obiettivo che potrebbe diventare realtà con un successo in Cina.

Al termine del match Musetti ha raccontato le sue sensazioni: “Nel secondo set mi sono sentito più rilassato, ogni colpo entrava nella direzione giusta. Era quello che volevo, ma il lavoro non è ancora finito. Domani sarà una partita difficile contro Tabilo, speriamo di poter cogliere la vittoria”.

Il 2024 della maturità

La stagione del tennista toscano ha segnato la definitiva consacrazione: semifinale a Wimbledon, semifinale al Roland Garros e quarti allo US Open, oltre alla finale di Monte Carlo persa con Carlos Alcaraz. Risultati che hanno rafforzato il suo status tra i primi dieci al mondo, anche se la bacheca dei trofei è ancora ferma ai due successi del 2022, ad Amburgo e Napoli. Il titolo di Chengdu, dunque, avrebbe un valore speciale: significherebbe tornare a sollevare una coppa dopo tre anni e rilanciarsi in vista dell’ultimo sprint della stagione.

L’ascesa interrotta di Alejandro Tabilo

A contendergli il titolo ci sarà Alejandro Tabilo, mancino classe 1997, nato a Toronto ma cresciuto sotto la bandiera cilena. Per lui il 2024 è stato l’anno della consacrazione, con due titoli conquistati sull’erba di Maiorca e sul cemento di Auckland. Ex top 20 e semifinalista agli Internazionali d’Italia 2023 (dove superò anche Novak Djokovic), Tabilo si è imposto come uno dei giocatori più imprevedibili del circuito.

Nonostante un 2024 tormentato da problemi fisici — un edema osseo al polso lo ha tenuto lontano dai campi nella stagione sulla terra — Tabilo è riuscito a ritrovare la brillantezza proprio a Chengdu. Partito dalle qualificazioni, ha superato tra gli altri l’azzurro Luciano Darderi e l’americano Brandon Nakashima, guadagnandosi l’accesso alla finale.

Dopo la semifinale, il cileno ha commentato soddisfatto: “Sono stati mesi altalenanti, quindi sono davvero felice di essere tornato in un’altra finale. Ho servito bene e sono contento della mia prestazione”.

Una sfida che vale doppio

Il confronto tra Musetti e Tabilo promette spettacolo. C’è un solo precedente tra i due, risalente al 2021 in un Challenger ad Antalya, vinto nettamente dall’italiano. Ma oggi lo scenario è completamente diverso: entrambi sono cresciuti, entrambi hanno trovato nuove certezze e la finale di Chengdu rappresenta un’occasione unica.

Per Musetti si tratta della possibilità di tornare a vincere e consolidare la rincorsa verso Torino; per Tabilo, della chance di rimettere in moto la sua ascesa interrotta dagli infortuni. Un incrocio che va oltre il trofeo e che, qualunque sarà l’esito, segnerà un passaggio importante nelle carriere di entrambi.

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