Nick Kyrgios riaccende la polemica: “L’ATP ha protetto Jannik Sinner dopo il caso Clostebol”

Nick Kyrgios torna a parlare del caso Clostebol e accusa l’ATP di aver protetto Jannik Sinner. L’australiano, tra infortuni e voglia di tornare in campo, non risparmia nuove polemiche.
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Il ritorno di Nick Kyrgios davanti ai microfoni non è mai banale. L’australiano, fermo da tempo a causa di continui problemi fisici, è tornato a far parlare di sé durante un intervento nel podcast “Unscripted” condotto da Josh Mansour. Tra confessioni sul proprio futuro e nuove frecciate al mondo del tennis, il 30enne di Canberra ha riacceso la discussione sul caso Clostebol che aveva coinvolto Jannik Sinner, non risparmiando accuse dirette all’ATP e ai vertici del tennis internazionale.

Kyrgios tra dolore e voglia di tornare in campo

L’ex finalista di Wimbledon ha descritto un momento personale complicato, segnato da infortuni cronici al ginocchio e al polso. “So cosa serve per giocare ad un certo livello, ma il mio fisico è arrivato a un punto di non ritorno”, ha ammesso, sottolineando la difficoltà di mantenere la motivazione quando “ogni allenamento e ogni partita sono accompagnati dal dolore”. Nonostante la fatica, Kyrgios ha espresso il desiderio di giocare ancora una volta gli Australian Open, anche se non è sicuro di poterlo fare. “Non posso affrontare un altro intervento chirurgico — ha detto — significherebbe restare fuori per mesi e probabilmente la fine della mia carriera”.

Le accuse a Sinner e all’ATP

Ma è sulle sue parole riguardo a Jannik Sinner che si è concentrata l’attenzione del mondo del tennis. L’australiano ha definito “teso” il rapporto con l’azzurro e ha ribadito la propria convinzione che la gestione del caso Clostebol sia stata tutt’altro che trasparente. “Era il numero 1 del mondo, un giocatore straordinario che insieme ad Alcaraz guiderà questo sport per i prossimi 10-15 anni. Ma non ci vuole un genio per capire che l’ATP lo abbia protetto”, ha dichiarato.

Kyrgios ha poi puntato il dito contro la governance del circuito: “Il CEO e i massimi dirigenti dell’ATP sono tutti italiani, è chiaro che c’è stata una mancanza di trasparenza in quella vicenda”. L’australiano ha definito “una strata” l’intera storia, aggiungendo di sperare che Sinner “abbia imparato la lezione e continui su questa strada”.

“Non ne avevi bisogno, fratello”

Nonostante le accuse, Kyrgios ha voluto riconoscere il talento dell’altoatesino, ricordando la loro sfida al Miami Open 2022: “Mi ha battuto in una partita tiratissima, e ho pensato subito che quel ragazzo sarebbe diventato incredibile”. Poi, con il tono diretto che da sempre lo contraddistingue, ha aggiunto: “Se è stato un incidente, ok. Ma se non lo è stato, gli direi: fratello, non ne avevi bisogno. Sei abbastanza forte da farcela con i tuoi meriti”*.

Un futuro incerto, tra tennis e verità scomode

L’australiano non è nuovo a polemiche di questo tipo, e le sue parole si inseriscono in una lunga scia di dichiarazioni spesso taglienti verso colleghi e istituzioni. Oggi, mentre il suo futuro nel circuito resta appeso a un filo, Kyrgios continua a dividere l’opinione pubblica tra chi lo considera un talento incompreso e chi lo accusa di cercare visibilità attraverso la provocazione.

Una cosa è certa: anche lontano dal campo, Nick Kyrgios resta uno dei personaggi più imprevedibili e discussi del tennis mondiale.

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