La separazione tra Jannik Sinner e il suo team, con l’addio ai collaboratori Marco Panichi e Ulises Badio, ha scosso il mondo del tennis. Ma dietro a questa scelta c’è molto di più di una semplice decisione professionale. Novak Djokovic, che conosce molto bene i due professionisti, ha voluto commentare la vicenda, esprimendo la sua sorpresa e rivelando quanto Panichi e Badio abbiano influito sul suo percorso. Quello che emerge da questa situazione non riguarda solo il lato tecnico, ma anche il delicato equilibrio che regola le dinamiche tra un giocatore e il suo staff.
Djokovic si pronuncia sulla separazione di Sinner
In una recente conferenza stampa, Djokovic ha spiegato di essere rimasto sorpreso dalla scelta di Sinner, soprattutto considerando i progressi che il tennista italiano ha fatto sotto la guida di Panichi e Badio. “Io ho lavorato con Marco Panichi e Uli Badio, e penso che entrambi siano dei professionisti fenomenali. Hanno contribuito tanto ai miei successi e al mio team”, ha dichiarato il serbo. La sua sorpresa non si limita solo alla qualità del lavoro di Panichi e Badio, ma anche ai rapidi miglioramenti nel gioco di Sinner negli ultimi anni. Secondo Djokovic, infatti, “Il gioco di Jannik e il suo fisico sono migliorati molto nell’ultimo anno/anno e mezzo”, rendendo difficile comprendere le motivazioni dietro la separazione.
Djokovic, tuttavia, non si addentra nei motivi personali che potrebbero aver influenzato la decisione di Sinner. “Non so quali siano le ragioni che hanno portato alla separazione con Jannik. È stata una sorpresa anche per me. I cambiamenti possono succedere, e a volte non è solo una questione professionale, ma anche privata. Ci sono tanti fattori che possono portarti a prendere una decisione del genere”. Sinner, dal canto suo, ha preferito non entrare nei dettagli, limitandosi a sottolineare che la sua ricerca è rivolta a figure professionali che si adattino bene al gruppo già esistente e che siano persone di cui fidarsi.
Djokovic, sempre determinato: “Non è il mio ultimo ballo”
Nel frattempo, Djokovic, pur essendo consapevole di non essere più il principale favorito per la vittoria a Wimbledon, si prepara con la solita grinta al torneo che più di tutti lo ha visto trionfare negli ultimi anni. Il campione serbo ha ammesso di non sapere se quella di Wimbledon 2025 sarà la sua ultima partecipazione a uno degli Slam più prestigiosi, ma ha lasciato intendere che il suo desiderio è quello di continuare a giocare ad alti livelli ancora per diversi anni. “Non sono sicuro che sia il mio ‘ultimo ballo’. Il mio desiderio è giocare ancora diversi anni. Mi piacerebbe essere in salute fisicamente e restare mentalmente motivato per continuare a giocare ad alto livello”, ha dichiarato con la consueta sincerità.
Djokovic ha poi ricordato i suoi straordinari successi a Wimbledon, dove negli ultimi sei anni è sempre arrivato in finale. Il legame con il torneo londinese è particolare, alimentato dall’atmosfera unica e dalla tradizione che avvolge l’All England Club. “C’è qualcosa di speciale in questo torneo che mi spinge a dare sempre il massimo. Ogni volta che arrivo qui, mi sento ispirato a giocare il mio miglior tennis”, ha dichiarato. Nonostante qualche incertezza sul suo stato di forma, Djokovic è convinto che Wimbledon possa essere ancora una volta la sua occasione migliore, sia per la superficie che per la sua motivazione.
Un futuro in continua evoluzione
La separazione tra Sinner e il suo staff, unita alle dichiarazioni di Djokovic, mette in evidenza come il mondo del tennis sia in continua evoluzione. Le scelte professionali, anche quelle più sorprendenti, sono il risultato di una combinazione di fattori che vanno ben oltre la tecnica e il gioco. E se Sinner è alla ricerca di un team che risponda meglio alle sue esigenze, Djokovic continua a lottare per restare al vertice, dimostrando che, nonostante gli anni che passano, la sua determinazione e passione per il tennis rimangono intatte.


