Sinner e Alcaraz, la sfida per il numero uno mondiale si accende nella tournée americana

La tournée nordamericana di tennis accende la sfida tra Sinner e Alcaraz per il numero uno del ranking ATP. Ecco come potrebbero cambiare le gerarchie nei prossimi tornei.
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La stagione tennistica entra nel vivo con la lunga e delicatissima tournée nordamericana sul cemento, una maratona di tornei che culminerà nello US Open e che potrebbe ridisegnare profondamente la classifica ATP. Nei prossimi quaranta giorni, tra Washington, i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati e lo Slam newyorkese, si giocheranno migliaia di punti fondamentali. Il focus sarà inevitabilmente sulla lotta al vertice tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, ma le insidie e le opportunità sono molte di più. Per alcuni sarà un incubo, per altri un’occasione irripetibile.

Una valanga di punti in palio: chi rischia di più?

La situazione di partenza è chiara: Jannik Sinner deve difendere 3.200 punti nella tournée americana, la cifra più alta tra i top 20. Lo scorso anno l’altoatesino aveva trionfato a Cincinnati battendo Frances Tiafoe e conquistato il suo primo US Open superando Taylor Fritz in finale, oltre a un buon quarto di finale in Canada. Questo lo espone ora a un rischio concreto: ogni risultato inferiore a quelli dello scorso anno significherà una perdita di punti che potrebbe costargli caro.

Invece Carlos Alcaraz difende appena 60 punti: un’opportunità d’oro per lo spagnolo, eliminato nel 2023 al secondo turno a Cincinnati da Gael Monfils e al primo turno dello US Open da Botic van de Zandschulp, oltre ad aver saltato il Masters 1000 canadese per rifiatare dopo le Olimpiadi. Per Alcaraz, quest’anno, ogni vittoria sarà praticamente tutta guadagnata. Ecco perché il distacco di oltre 3.400 punti da Sinner, che a prima vista sembra abissale, potrebbe assottigliarsi molto rapidamente.

La corsa al numero uno: equilibrio fragile

Attualmente Sinner è al comando della classifica ATP e ha già messo a referto 58 settimane consecutive da numero uno, superando Novak Djokovic tra i migliori debutti di sempre al vertice mondiale. Davanti a lui, ora, ci sono solo i giganti della storia: Lleyton Hewitt con 75 settimane, Jimmy Connors con 160 e Roger Federer con 237. Ma per continuare a inseguire questo primato, l’azzurro dovrà superare indenne un periodo in cui la pressione si farà enorme.

A Montreal, il primo snodo della tournée, Sinner potrebbe provare ad allungare, visto che ha “solo” un quarto di finale da replicare. Ma a Cincinnati e allo US Open la missione sarà ben più complicata: in totale può difendere al massimo 3.000 punti tra questi due eventi. Ogni risultato diverso dalla vittoria significherà inevitabilmente perdere terreno.

Per Alcaraz, invece, il margine di manovra è molto più ampio. Anche solo raggiungere una semifinale in Canada gli permetterebbe di rosicchiare 400 punti. Due semifinali tra Cincinnati e US Open significherebbero aggiungere 1.140 punti e ridurre lo svantaggio a meno della metà rispetto ai 3.430 iniziali. L’eventuale sorpasso non è automatico, ma il calendario, a oggi, è tutto dalla parte del 21enne spagnolo.

Tra rincorse e difese: gli altri protagonisti

Oltre a Sinner e Alcaraz, questa tournée nordamericana potrebbe essere decisiva per molti altri top player. Novak Djokovic difende solo 100 punti, e se riuscisse a ritrovare una condizione ottimale, potrebbe risalire rapidamente fino alle prime quattro posizioni, il che lo proteggerebbe nei sorteggi dello US Open.

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