Un anno di trionfi e nuove sfide
Simone Vagnozzi, allenatore di Jannik Sinner, ha tracciato un bilancio dell’ultima parte di stagione del numero uno italiano, sottolineando i progressi compiuti e le scelte tecniche adottate. Dopo la sconfitta agli US Open contro Carlos Alcaraz, lo staff ha deciso di intervenire sul servizio, introducendo variazioni che hanno già dato i primi frutti durante la tournée asiatica. “Negli Stati Uniti Jannik non ha servito benissimo e abbiamo preso degli accorgimenti. Il movimento è cambiato un giorno prima di arrivare in Cina e i primi match sono serviti per adattarsi. Poi ha cominciato a servire molto bene”, ha spiegato Vagnozzi, ribadendo come l’obiettivo sia quello di evitare prevedibilità e rendere il gioco sempre più vario.
Innovazioni e crescita tecnica
Il coach marchigiano ha chiarito che l’introduzione di nuove soluzioni non significa trasformare Sinner in un giocatore da serve and volley, ma arricchire il suo arsenale tattico. Smorzate, slice, risposte aggressive e variazioni di traiettoria fanno parte di un percorso di miglioramento continuo. “Ci sono momenti in cui certe cose funzionano e altri in cui bisogna aggiustare. L’importante è lavorare su idee in cui Jannik crede, altrimenti non può funzionare”, ha aggiunto.
Il rapporto con Sinner e lo staff
Il legame tra Vagnozzi e Sinner va oltre il campo: l’allenatore ha espresso il desiderio di restare al fianco dell’altoatesino per tutta la carriera. “Spero di continuare il più possibile con Jannik. Magari faccio 15 anni con lui e sarà il mio ultimo tennista”, ha confidato. Riguardo a Darren Cahill, il coach australiano che potrebbe lasciare a fine anno, Vagnozzi ha chiarito: “Io penso e spero che Darren possa continuare, quindi non abbiamo pensato a nessuno al di fuori di lui”.
Non sono mancate riflessioni sulla separazione con Marco Panichi e Ulises Badio, storici membri dello staff: “Hanno fatto un ottimo lavoro, ma Jannik ha scelto un’altra strada. Non c’è nulla di strano”.
Gli avversari e il futuro
Guardando al circuito, Vagnozzi individua diversi giovani in crescita, pur sottolineando come pochi possano realmente insidiare oggi il dominio di Sinner e Alcaraz. Tra i nomi citati ci sono Fonseca e soprattutto Mensik, considerato un talento con grande prospettiva se sostenuto dal fisico. Sul connazionale Lorenzo Musetti, Vagnozzi ha espresso apprezzamento per i progressi compiuti: “Il talento c’è, e sulla terra può ottenere risultati importanti. Ora è in crescita anche sul cemento”.
Obiettivi e ambizioni
Il traguardo più grande della stagione, Wimbledon, è già stato centrato. Ma parlare di Grande Slam non è un obiettivo realistico per l’allenatore: “È talmente difficile vincere uno Slam che non si può pensare di vincerne quattro senza muoversi un passo alla volta”. La priorità resta quindi consolidare i progressi e accompagnare Sinner in un percorso di crescita costante, con la stessa determinazione che finora ha contraddistinto il loro lavoro.


