Cori Gauff, giovane stella Usa: “Mio padre mi disse di lottare per i miei sogni”

Cori Gauff, giovane stella Usa: “Mio padre mi disse di lottare per i miei sogni”

In un’intervista al Guardian, la brillante promessa Cori Gauff ha parlato di tutto ciò che ha vissuto negli ultimi mesi, fondamentali per la sua giovane carriera.

di Giacomo Marchetti, @GiackMarket28

Vi è talvolta, nella vita e nella carriera di alcuni giocatori, ma in generale di alcuni uomini un momento magico in cui il futuro diventa finalmente realtà, in cui tutto il lavoro e la fatica vissuti si concretizzano in grandi risultati. Quel momento, probabilmente, sta arrivando in questo 2019 per una ragazza che, da perfetta sconosciuta, si sta trasformando in una tennista di livello, in grado di entrare nell’élite: Cori Gauff, che ha abbandonato la sua comfort zone pochi mesi fa, dopo i primi anni in cui, a causa della sua giovane età, non era mai uscita dagli Stati Uniti. I suoi ottimi successi negli slam hanno reso il suo nome più conosciuto, finché questa straordinaria promessa di quindici anni non è diventata una realtà affermata nel circuito e una delle giocatrici più in vista, destinata, secondo molti, a un ruolo da protagonista in un futuro per niente remoto. Dopo il trionfo a Linz, l’americana ha concesso un’intervista al “The Guardian”, per commentare tutte le notizie che la riguardano in questo periodo così positivo.

NUMEROSE CRITICHE SUI SOCIAL – “Dopo avere giocato a Wimbledon e agli Us Open, ho letto molti messaggi in cui la gente sosteneva che fossi stata fortunata, e che i media enfatizzassero troppo i miei risultati. Molte persone si irritavano per la quantità di messaggi positivi su di me, ma vorrei fare capire ai tifosi che non sono io a pubblicare quelle cose sui media, sono i giornalisti, e non posso farci niente. Purtroppo, ci sono persone che ti fanno del male, coi loro commenti, ma ho imparato a conviverci e a non prestarci troppa attenzione”.

LE CRITICHE LE INFONDONO MOTIVAZIONE? – “Se devo essere sincera, non ho mai preso in considerazione le critiche, però certamente le ho sfruttate come motivazione aggiuntiva nei miei tornei. Mi fa piacere dimostrare che si sbagliano, e che sto lavorando duramente per fare grandi cose nel circuito. Wimbledon e gli Us Open sono stati fantastici per me, considerando anche che non avevo previsto di giocarli a inizio anno, ma le cose hanno iniziato ad andare meglio quando ho potuto giocare nei tabelloni principali dei grandi tornei”.

GLI OBIETTIVI FISSATI A INIZIO ANNO- “Quando è iniziata la stagione, ero all’incirca numero 800 del mondo, e mi sono prefissata l’obiettivo di provare a mettere nel mirino la top 100. Le prime partite sono state disastrose, dal momento che ho perso nei primi turni delle fasi iniziali dei WTA 25K. Ero molto frustrata, e continuavo a ripetermi che era impossibile che questo obiettivo si realizzasse davvero. Ora, invece, la situazione è decisamente cambiata, e potrò finire l’anno in una posizione davvero privilegiata”.

L’AIUTO INDISPENSABILE DI SUO PADRE- “Mio padre mi ha sempre inculcato alcuni valori a cui mi ispiro costantemente. Mi ha sempre detto di lottare per i miei sogni e di prefiggermi grandi obiettivi, poiché con il duro lavoro e la fatica i risultati sarebbero sicuramente arrivati. Ho 15 anni, e sono all’inizio della mia carriera tennistica. Capisco che le persone parlino molto di me per la mia età, ma io sono solo una giocatrice come tante altre, che tenta di lottare per i suoi sogni”.

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