Leylah Fernandez delusa a Montreal: “Promesse non mantenute, sognavo la sessione serale”

Leylah Fernandez delusa dopo la sconfitta a Montreal: accusa gli organizzatori di non aver rispettato le promesse sulla programmazione. "Sognavo la sessione serale, ma mi è stata negata".
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Dopo la storica vittoria a Washington, Leylah Fernandez è tornata a Montreal con grandi aspettative e un carico emotivo non indifferente. Il sogno di brillare nel torneo di casa si è però infranto subito: l’astro nascente del tennis canadese è stata eliminata al primo turno dalla giovane Maya Joint con un netto 6-4, 6-1. Una sconfitta pesante non solo per il risultato, ma soprattutto per come si è sviluppata la situazione fuori dal campo.

Promesse disattese e delusione profonda

Fernandez non ha nascosto la sua amarezza nella conferenza stampa post-match. Più che la stanchezza accumulata dal trionfo a Washington, è stato l’aspetto organizzativo a lasciarle l’amaro in bocca. “Avevo ricevuto delle promesse sulla programmazione, pensavo di giocare nella sessione serale, ma così non è stato”, ha dichiarato visibilmente contrariata. La canadese si riferiva alle aspettative create dai colloqui avuti con gli organizzatori, che le avevano garantito uno slot in prima serata, quello che lei desiderava fortemente per vivere appieno l’atmosfera del torneo di casa.

Sognavo di giocare di sera. Questa cosa mi ha fatto male, perché non vedevo l’ora di scendere in campo davanti alla mia gente in quell’atmosfera speciale. Immagino ci siano stati dei problemi “politici” dietro a questa scelta, ha aggiunto con tono deluso, lasciando intendere che decisioni esterne al suo controllo abbiano influito sulla programmazione.

Una sconfitta segnata dalla stanchezza mentale e fisica

Il risultato contro Maya Joint è stato netto, ma Fernandez non ha cercato alibi. “È stata una partita dura. Maya ha giocato in maniera incredibile. Io, purtroppo, non sono riuscita a fare altrettanto. Il mio livello è stato molto, molto basso”, ha ammesso con onestà. L’energia spesa nella settimana precedente ha avuto il suo peso, così come la difficoltà a ritrovare concentrazione e freschezza mentale in così poco tempo.

Fernandez ha spiegato che la pressione non derivava tanto dal pubblico o dalla location, quanto da se stessa: “Ho già giocato qui e me la sono sempre cavata bene. Ma oggi il mio livello non era quello che avrei voluto. La stanchezza mentale non aiuta, così come il poco tempo di recupero”.

Il legame con il pubblico resta intatto

Nonostante la delusione, la 22enne ha voluto ringraziare il pubblico di Montreal per il sostegno ricevuto: “È stato fantastico sentire il calore e il supporto dei tifosi. Mai avvertito una energia simile. Il pubblico è stato incredibile”. Per Fernandez, originaria proprio della città canadese, tornare a giocare a casa è sempre un momento speciale, al di là del risultato.

Ha concluso il suo intervento con una nota di speranza: “È stato un onore tornare a Montreal. Tornerò, pronta a dare di più”.

Una riflessione che va oltre il campo

L’episodio ha aperto una riflessione più ampia sul trattamento riservato alle atlete nei grandi tornei. Quando le promesse organizzative non vengono rispettate, anche un’atleta in forma come Fernandez può trovarsi in difficoltà. La sua frustrazione evidenzia come la gestione dei dettagli — anche quelli apparentemente marginali — possa fare la differenza, soprattutto quando si tratta di equilibrare ambizioni, aspettative e recupero psicofisico.

Ora Leylah Fernandez guarda avanti, con l’obiettivo di trasformare questa esperienza amara in ulteriore motivazione per il prosieguo della stagione.

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