È iniziata la guerra del tennis

La ormai arcinota decisione della Federtennis francese ha scatenato una bufera, che difficilmente si calmerà: ormai infatti anche il destino di Wimbledon è appeso ad un filo molto sottile e spostare l’evento sembra ormai impossibile.

di Thomas Scarinzi

Facciamo innanzitutto un riassunto: a causa della epidemia di coronavirus scatenatasi ormai non solo in Europa, ma in tutto il globo, il mondo del tennis si è fermato: il primo torneo cancellato è stato il Masters 1000 di Indian Wells, seguito poi a ruota da Miami, quando sono scoppiate le prime polemiche. Infatti Novak Djokovic ha lasciato gli USA prima che venisse comunicata la decisione di annullamento come se fosse stato avvisato in anticipo e Taro Daniel aveva fatto notare la cosa. Successivamente è stato cancellato un primo blocco di tornei sulla terra, per poi prolungare lo stop fino al 6 giugno. Questa decisione comprendeva quindi anche l’annullamento del Roland Garros, ma gli organizzatori non ci stavano e hanno posticipato il torneo a settembre, una settimana dopo la finale degli US Open e in concomitanza con la Laver Cup. L’unico parere che è stato preso in considerazione, a detta dell’organizzatore Guy Forget, è stato quello di Rafael Nadal che si è detto favorevole. Nessun altro giocatore, né ITF, ATP e WTA.

Se alcuni giocatori come Wawrinka, Chardy, Osaka e Garcia hanno espresso il proprio dissenso e la propria incredulità riguardo questa decisione, altri addetti ai lavori hanno difeso lo Slam transalpino, come Ashleigh Barty, dichiaratasi disponibile a difendere la sua corona sul rosso in qualsiasi momento, o Julien Boutter, direttore dell’ATP 250 di Metz, che ha deciso di annullare il proprio torneo (previsto dal 21 al 27 settembre, proprio durante la prima settimana dello Slam): “Bisogna prenderla con filosofia. Il tennis ha più da perdere senza il RG che senza un torneo come il Moselle Open”. Per quanto riguarda la Laver Cup, l’organizzatore Tony Gosdick (manager di Roger Federer) ha dichiarato che le date del torneo non verranno spostate perché è sold-out da tempo.

Quindi ora Wimbledon sembra essere in grave pericolo, perché se dovesse venire annullato a causa del coronavirus, cosa molto probabile visto che l’epidemia nel Regno Unito è appena iniziata, le prime 2 settimane libere nel calendario sarebbero dopo la Davis, in un periodo dell’anno in cui è impensabile fare un torneo all’aperto a Londra. Un indizio, seppur piccolo, ci è dato dal fatto che i Championships hanno fermato l’allenamento dei raccattapalle per seguire il “suggerimento” del governo a evitare tutti i contatti non essenziali.

E così, tutti gli equilibri del tennis, che sembravano stabili, sono crollati ed ognuno pensa per sé. Nadal preferisce giocare il torneo del quale è il re, i giocatori che faticano sul rosso avrebbero preferito venisse cancellato. C’è chi sosterrà che sarebbe stato meglio perdere i punti perché magari ne difendeva pochi e chi è d’accordo con il congelamento del ranking. Ci saranno ancora conflitti tra i giocatori che si sentono meno salvaguardati rispetto ai Big Three e le rispettive federazioni. Ci saranno sicuramente screzi tra RG e Laver Cup (Federer salterà davvero uno Slam per il suo torneo? E gli altri giocatori chi saranno?). Wimbledon si darà davvero per vinto nel caso venisse annullato o si sovrapporrà a qualche torneo meno importante? Senza dimenticare che ITF e ATP continueranno a bisticciare per la Davis e la ATP Cup. Insomma, è iniziata la guerra del tennis.

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