Atp Finals a Torino: una grande conquista per il tennis italiano

Atp Finals a Torino: una grande conquista per il tennis italiano

A tre giorni dal successo di Fabio Fognini a Monte-Carlo, la scelta del capoluogo piemontese come sede dell’ultimo appuntamento della stagione dal 2021 al 2025: due segnali importantissimi che fanno ben sperare in un nuovo “rinascimento” del tennis in un’Italia (ingiustamente) calciocentrica.

di Michele Alinovi

Certamente è un caso, eppure, dicono alcuni, le coincidenze non esistono. Sta di fatto che negli ultimi tre giorni sono accadute due delle cose più belle e positive per il tennis italiano degli ultimi anni: la vittoria del primo Master 1000 della storia da parte di un giocatore azzurro, il genio incompiuto Fabio Fognini mattatore a Monte-Carlo, e l’ufficializzazione di Torino come sede delle Atp Finals, il torneo più importante del tennis maschile dopo le quattro prove Slam, dal 2021 al 2025. Due imprese importantissime, dal punto di vista reale e simbolico, per la salute e la fioritura nel Bel Paese del nostro amato sport, che potrebbero aiutarlo – e in parte lo hanno già fatto – a ritrovare maggiore attenzione da parte dei media e del grande pubblico in un’Italia (da troppo tempo, e ingiustamente) calciocentrica.

Non è sempre stato così: i meno giovani lo ricorderanno. Nel lontano 1976, grazie alla storica vittoria della squadra italiana di Coppa Davis nel Cile di Pinochet, il tennis era diventato, mai prima di allora, uno sport nazional-popolare. Le imprese di Adriano Panatta e soci non apparivano in trafiletti defilati, ma nelle prime pagine dei quotidiani sportivi, così come nei primi servizi dei tg nazionali. Sempre più bambini volevano iscriversi alle scuole tennis, per emulare le gesta di campioni italiani, astri di punta del tennis che fu. Sulla scia di questa popolarità, basti ricordare che nel 1982 erano addirittura otto i tornei del circuito maggiore che si disputavano in Italia, riccamente finanziati da sponsor e gremiti di pubblico, che aveva la possibilità di ritrovare i propri beniamini più volte l’anno, in diverse aree dello Stivale. La situazione restò simile fino alla metà degli anni ’90 (sette gli appuntamenti tra il 1992 e il 1993), fino al rapido e vertiginoso calo degli ultimi due decenni. Oggi gli eventi ufficiali sono solo due: il Master 1000/Premier 5 degli Internazionali d’Italia e il Wta International di Palermo, riesumati dopo un’assenza di cinque anni a cui va aggiunto, dal 2017, l’appuntamento sperimentale delle NextGen Finals a Milano.

Questa drastica riduzione, fra le altre cose, è sintomo evidente del calo di interesse per il tennis che conta, da parte di enti e organizzatori, e quindi anche dei media, che negli ultimi decenni lo hanno relegato a sport di nicchia – e di conseguenza, anche del pubblico. Alcuni potrebbero ribattere che è stato il calo di interesse del pubblico per il tennis, causato soprattutto dall’assenza prolungata di grandi campioni, a ridurre gli appuntamenti e l’attenzione generale; altri ancora potrebbero vedere la radice del problema nella presunta incapacità di formare tennisti di livello dentro i confini da parte di scuole tennis federali, per troppo tempo rimaste qualche passo indietro rispetto a quelle più moderne e organizzate degli altri Paesi europei (e non solo). Dovunque stia la verità, ricercare a tutti i costi l’origine “del male” è come un cane che si morde la coda, uno sterile circolo vizioso senza fine. Ora bisogna pensare al futuro e percepire segnali positivi verso un rilancio concreto del nostro sport che sembra ormai più che un pio desiderio.

Per un lustro intero Torino sarà il grande capolinea del tour tennistico mondiale, il campo di battaglia dei migliori. Un risultato grandioso per il tennis nostrano, fortemente voluto per mesi dal governo – fra gli altri, l’instancabile Simone Valente, sottosegretario M5S alla Presidenza del Consiglio – dal Comune di Torino e dal sindaco Chiara Appendino, dalla Regione e dalla Federazione italiana tennis che, bisogna rendergliene atto, tanto ha fatto negli ultimi anni per diffondere il nostro sport al grande pubblico. Per cinque anni l’Italia sarà il centro del tennis che conta, sotto i riflettori di tv e media internazionali e sotto gli occhi di milioni di italiani, adulti e bambini, che magari anche grazie all’evento torinese preferiranno la racchetta al pallone. La ciliegina sulla torta sarebbe quella di trovare, tra due anni, almeno un giocatore azzurro tra i primi otto del mondo, pronto a lottare per il tricolore. Si sa, il nostro sport riguadagnerà totalmente l’attenzione perduta quando avremo di nuovo un grande campione, un nuovo Pietrangeli o Panatta, una Schiavone o una Pennetta al maschile, un idolo di massa, capace di vincere tornei di grande spessore e conquistare il trono delle classifiche. Aspettando l’agognato Messia, godiamoci l’impresa di Fabio Fognini, che campione è già, anzi avrebbe potuto esserlo dieci volte di più, se non fosse per la sua proverbiale incostanza: il suo incredibile successo a Monte-Carlo ha finalmente riportato il tennis nelle prime pagine dei giornali, affiancando le notizie della Serie A. Il titolo conquistato domenica scorsa suona come un meraviglioso premio alla carriera del 31enne Fabio, oppure invece un’occasione di svolta verso una nuova maturità che, unita all’eccezionale talento, potrebbe portare ad altri risultati fino a ieri insperati.

11 Commenta qui

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  1. Gianni Proli - 4 mesi fa

    Il tennis c’è sempre!!! Basta quello…

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  2. Vincenzo Torzillo - 4 mesi fa

    L’Italia tennistica in Paradiso,pensa Ale a quando avevamo l’ottimo Pozzi numero 1 e solo lui nei 100,Sembra la preistoria e non capisco l’origine di questa devastante evoluzione.Ma è chiaro che tutti noi ne siamo entusiasti.Ora mancano solo altri 2 Atp

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  3. Flavio Guzzetti - 4 mesi fa

    Nel 2021 ? Non vedremo più Federer, Nadal, Del Potro…Però gira la notizia che verrà proiettata, prima degli incontri, grazie ad un restauro, la pellicola contenente tutta la partita di tennis “Filini vs.Fantozzi” del 1975. “BATTI LEI”.

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  4. Enrico Carrossino - 4 mesi fa

    Di gran lunga meglio delle next gen… Io personalmente, visto il prestigio, invertirei le location per una questione di bacino d’utenza, più adatta al capoluogo meneghino per una questione di numeri…

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    1. Enrico Carrossino l’unico impianto che può sostenere realmente le atp finals in Italia è quello di Torino.

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    2. Enrico Carrossino - 4 mesi fa

      Alessandro Nizegorodcew strano che Milano non abbia una o2 Arena… Ma qual è la differenza di capienza richiesta?

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  5. Anna Galbani - 4 mesi fa

    Mi auguro che si dia giustamente più visibilità al tennis, spesso mi sembra trascurato al tal punto che le notizie bisogna impegnarsi per trovarle, a differenza del calcio

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  6. Angela Bruni - 4 mesi fa

    Dal 2021? Chi vedrà Nadal Federer il serbo Del Potro…e altri? Chi vedrà il meglio del tennis degli ultimi 15 anni?

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    1. Edo Risto Federer - 4 mesi fa

      Angela Bruni andremo a vedere Shapovalov e Tsitsipas…

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  7. Aletta Rigo - 4 mesi fa

    Chissà se faccio in tempo a vederli dal vivo i miei eroi

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  8. Alessandro Panella - 4 mesi fa

    C’mon!

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