Un trionfo atteso 40 anni
Con una prestazione magistrale, Jasmine Paolini ha riscritto la storia del tennis italiano, conquistando gli Internazionali d’Italia a Roma. Un successo che mancava dal 1985, quando Raffaella Reggi alzò il trofeo al Foro Italico. L’impresa della 29enne toscana la consacra come la quarta italiana a vincere il prestigioso torneo, dopo Lucia Valerio (1931), Annelies Ullstein-Bossi (1950) e appunto la Reggi.
Il suo è il primo titolo in carriera su terra battuta, un risultato tanto simbolico quanto meritato. Con questa vittoria, Paolini entra in un club ristretto di campionesse: prima di lei solo Jelena Dokic (2001) e Serena Williams (2002) erano riuscite a conquistare Roma per la prima volta dopo i 29 anni. Proprio come la fuoriclasse americana, anche Jasmine è diventata una delle poche nell’Era Open a sollevare il trofeo capitolino oltre questa soglia d’età.
“Non ho parole. Sono felicissima. È un’emozione enorme, me la sto godendo al massimo”, ha dichiarato Paolini visibilmente emozionata dopo la finale. “È stato il giorno in cui mi sono sentita meglio. Un grande grazie al Presidente della Repubblica, allo stadio e a questo pubblico incredibile”, ha aggiunto, ricordando la presenza del Capo dello Stato tra gli spalti.
Il balzo in classifica e la crisi di Swiatek
Il trionfo romano ha avuto effetti immediati sulla classifica WTA: Jasmine Paolini è ora la numero 4 del mondo, il suo miglior ranking di sempre. Un’ascesa che arriva dopo un inizio di stagione opaco, riscattato con determinazione e un cambiamento nel suo team tecnico. La finale vinta contro Coco Gauff al Foro Italico, oltre a valere il secondo titolo “1000” della carriera (dopo Dubai), le garantirà una posizione di testa di serie privilegiata al prossimo Roland Garros, evitandole incroci pericolosi nelle prime fasi del torneo con avversarie come Sabalenka, Pegula o la stessa Gauff.
Questa nuova posizione segna anche un momento critico per Iga Swiatek, scivolata al quinto posto del ranking e fuori dalla Top 4 per la prima volta dal 2022. Un crollo che si somma a prestazioni poco brillanti e tensioni crescenti nel suo team. L’ex numero uno è apparsa in difficoltà, come dimostrano la pesante sconfitta in semifinale a Madrid e l’eliminazione al secondo turno a Roma per mano di Danielle Collins, nonostante fosse la campionessa in carica del torneo.
Per Swiatek, le incertezze aumentano in vista del Roland Garros, dove rischia di affrontare una big già nei primi turni. Al contrario, Paolini arriverà a Parigi con fiducia e leggerezza, consapevole del proprio valore e delle opportunità offerte dalla nuova posizione nel seeding.
Il sogno continua: Parigi nel mirino
La crescita esponenziale di Jasmine Paolini non è frutto del caso, ma di un percorso fatto di scelte coraggiose e lavoro costante. Dopo la finale a Wimbledon e la vittoria a Dubai, il trionfo di Roma rappresenta la definitiva consacrazione della tennista di Castelnuovo di Garfagnana. Ora il suo obiettivo è chiaro: proseguire su questa strada e firmare un’altra pagina di storia al Roland Garros, dove serve una prestazione impeccabile per consolidare la posizione in vista di Wimbledon.
Se fino a qualche mese fa sembrava un sogno proibito, oggi Jasmine Paolini è una realtà del tennis mondiale, pronta a giocarsela con le migliori su ogni superficie.


