Matteo Berrettini: “La scritta “Mi siete mancati”? Ecco per chi era!”

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Un rientro atteso quattro anni

Matteo Berrettini è tornato. E lo ha fatto nella sua Roma, davanti a un pubblico che lo ha accolto con calore e commozione. Dopo quattro anni di assenza dagli Internazionali BNL d’Italia, il tennista romano ha vinto il suo match d’esordio contro l’inglese Jacob Fearnley, regalando al pubblico un momento carico di emozioni. Non era una partita come le altre, né per lui né per chi da tempo attendeva di rivederlo lì, su quella terra rossa così familiare e simbolica.

Con gli occhi lucidi al termine dell’incontro, Berrettini ha raccontato quanto fosse profondo il legame con il torneo capitolino: “Avevo tanta voglia di tornare a Roma, un posto speciale per me. È stato pazzesco ritrovare questo pubblico. Quando sono entrato in campo ho provato il primo brivido. Poi è successo anche durante la partita. Mi sono gustato fino all’ultimo punto la vittoria.”

Una prova fisica e mentale

Dopo un lungo periodo segnato dagli infortuni, e in particolare dal recente problema agli addominali che aveva messo a rischio la sua partecipazione, la priorità era tornare in campo senza forzare. “Non mi sono chiesto di giocare bene oggi, ma di lottare, di continuare a fare quello che mi piace fare: servire bene, essere aggressivo. Non potevo chiedermi un livello troppo alto.”

Eppure, nonostante qualche incertezza nel secondo set – “Ci sta un calo di attenzione, ho avuto palla del 2-2 e non ho giocato benissimo, ma l’importante è che ho reagito” – il romano ha mostrato grande lucidità e determinazione. La sua risposta alla tensione è stata quella di un campione: “Ogni volta che mi saliva un po’ di magone, allo stesso tempo mi veniva da sorridere, perché mi dicevo che era quello che volevo. Era molto importante per me sentire queste cose.”

Un ritorno celebrato anche dal pubblico

Il feeling con il pubblico romano è stato il filo conduttore di tutta la giornata. La scritta “Mi siete mancati!” tracciata sulla telecamera a fine partita era un messaggio diretto e sincero: “Riferito a tutti voi, le persone che mi guardano e mi tifano. Sentire quel calore che avevo assaporato in Coppa Davis, ma è sempre diverso. Qua sono nato e cresciuto, questo feeling mi mancava.”

Il tifo, infatti, ha avuto un ruolo cruciale nel sostenerlo nei momenti più delicati del match. Come ha sottolineato lui stesso, “Il pubblico mi ha veramente aiutato. Quando ho annullato il set point e ho tenuto il game del 5-4, ho sentito un’altra scarica di adrenalina.”

Il futuro tra singolare, doppio e un occhio a Sinner

Berrettini guarda ora avanti, consapevole che la strada del ritorno è ancora lunga, ma con la fiducia di chi ha superato ostacoli importanti. In singolare, il prossimo avversario sarà il vincente tra Casper Ruud e Alexander Bublik: “Sono giocatori completamente diversi, ma io mi preparo su me stesso. Poi avrò un giorno libero per preparare la partita.”

Non solo singolare però: il ritorno a Roma sarà celebrato anche nel doppio, insieme al fratello Jacopo, in una curiosa sfida tutta italiana contro Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego. “Tutti e quattro ci siamo guardati e detti: ‘Che sfiga’. Sarà un match strano, ma io e Jacopo siamo pronti a godercelo fino in fondo, lo abbiamo sempre sognato.”

Infine, inevitabile una parola su Jannik Sinner, anch’egli presente al torneo e oggetto di grande attesa da parte dei tifosi. Berrettini, con grande rispetto, gli ha augurato il meglio: “Jannik è il giocatore più forte del mondo. È felice di essere qui, l’ho visto sorridente. Saprà gestire molto meglio di me quello che succederà.”

Un ritorno che sa di rinascita

Il ritorno di Matteo Berrettini agli Internazionali d’Italia è stato molto più di una semplice vittoria sportiva. È stato un atto di amore verso la sua città, il suo pubblico e il tennis stesso. Dopo anni di sofferenze fisiche e lontananza, il suo rientro sulla terra rossa di Roma segna una nuova pagina nella sua carriera. Un rientro fatto di emozioni, fatica, sorrisi e brividi. Ma soprattutto, di passione.

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