Il ritorno del numero uno e le stoccate dell’ex campione
Il ritorno di Jannik Sinner sul Centrale del Foro Italico non è passato inosservato. Dopo tre mesi di stop forzato, il numero uno del mondo ha fatto il suo esordio agli Internazionali d’Italia, attirando commenti, analisi e – nel caso di Adriano Panatta – anche qualche frecciata al vetriolo. L’ex leggenda del tennis italiano, oggi opinionista schietto e irriverente, ha analizzato con il suo stile inconfondibile le prospettive del tennista altoatesino e dei suoi avversari nel torneo romano.
“Ha sbagliato 7-8 palle in più, poi tutto come prima”
Secondo Panatta, il ritorno in campo di Sinner è stato più che positivo: “Ha sbagliato 7-8 palle in più e poi è come prima, non è cambiato niente”. Un’osservazione che sottolinea come l’interruzione non abbia scalfito il talento e la solidità mentale del giovane campione. L’ex fuoriclasse ha inoltre giustificato la prestazione al servizio meno brillante del solito con le condizioni ambientali: “La terra battuta non è il suo giardino di casa e, a quell’ora, l’umidità del Tevere rende il campo più lento. È normale che le palle camminino meno e gli ace diminuiscano”.
Ruud, Zverev e gli altri: “Sconfitti prima ancora di giocare”
Ma è sulle valutazioni degli avversari che Panatta ha davvero infiammato la discussione. Con tono sarcastico e pungente, ha demolito buona parte della concorrenza di Sinner: “Il povero Ruud contro Jannik perde prima di scendere in campo, si fa direttamente la doccia. Zverev? Lo stesso. Anche de Minaur ha già perso prima ancora di iniziare a giocare”. L’ex campione non ha risparmiato nemmeno chi ancora gode di un posto stabile nella top 10, sottolineando come molti, pur ispirandosi a Sinner, non riescano ad avvicinarne la qualità: “A parte Alcaraz, tutti giocano come Jannik, ma nessuno è Jannik. Sono copie sbiadite”.
I veri ostacoli secondo Panatta: “Solo Alcaraz e Musetti possono impensierirlo”
In un tabellone che Panatta giudica “abbastanza favorevole”, i veri pericoli per Sinner sarebbero pochi ma ben definiti. Da un lato Carlos Alcaraz, che definisce “troppo bravo, ma a volte tende a strafare e dimentica di gestire le partite”. Dall’altro Lorenzo Musetti, che viene visto come il rivale italiano più credibile: “Ha un gioco vario e gli sta molto vicino. Potrebbe diventare presto un vero avversario per Jannik”.
Più che un pronostico, quello di Panatta sembra un verdetto: con avversari così, Sinner ha strada spianata verso il titolo romano, sempre che non sia proprio lui a complicarsi la vita. “Fisicamente mi sembra benissimo – ha concluso –. Gli serve solo qualche partita per tornare al top. A Parigi sarà al massimo della forma. E ha fatto bene a voler giocare anche ad Amburgo, ha bisogno di match”.
Roma accoglie un Sinner già protagonista
Il Foro Italico ha ritrovato il suo protagonista. Jannik Sinner è tornato, con l’obiettivo dichiarato di vincere, e con il carico di aspettative che solo un numero uno al mondo può portare. Dietro di lui, un circuito che – secondo Panatta – non ha ancora trovato qualcuno capace di intimorirlo davvero. Con l’ironia tagliente di chi conosce il tennis a fondo, l’ex campione ha messo a nudo le debolezze dei rivali e ribadito ciò che i numeri già raccontano: Sinner non è solo il migliore, è anche l’unico che gioca come Sinner.


