Sharapova: “La squalifica per doping del 2016 fu colpa del mio agente”

Max Eisenbud, ex agente della russa non controllò la lista dei farmaci utilizzabili alla fine del 2015

di Alessandro Zecchini

Finalmente è arrivato il documento su Maria Sharapova e sulla sua squalifica per doping del 2016. L’ex tennista russa, ritiratasi lo scorso febbraio ha parlato tramite #Vamos della Movistar la propria carriera soffermandosi sulla squalifica per doping ricevuta quattro anni fa, episodio che danneggiò non poco la sua immagine.
“Ricevetti una mail, dall’International Tennis Federation-ha raccontato la Sharapova- quelle mail erano solitamente molto semplici, ma questa in particolare diceva qualcosa sul doping e menzionava qualcosa su un farmaco chiamato Meldonium. Andai sul dizionario per cercarlo, perché non conoscevo quella sostanza, ma poi ho letto Miteronato e sapevo perfettamente cos’era. Da giovane prendevo questa stanza perché avevo problemi di salute, in Russia si può prendere senza ricetta. Il problema era che dal gennaio 2016 questo farmaco era diventato illegale e nessuno mi aveva avvertito, cosa che invece era stata fatta con altre tenniste”.


In una fase successiva dell’intervista la Sharapova fa il nome del suo ex manager Max Eisenbud, responsabile del fatto di non averla avvertita quando il farmaco diventò illegale: “In un team ci sono più persone e ognuna è addetta a qualcosa di specifico. Il mio manager in quel periodo aveva problemi personali e nonostante avesse il compito di controllare gli elenchi dei farmaci non lo fece, sbagliando”.
La russa ha riflettuto infine sui vari momenti della sua carriera: “La vita è fatta di cicli. È un po’ come l’oceano a volte è calmo e sembra solido come il ghiaccio, altre volte è turbolento e violento. Passiamo noi stessi momenti di tranquillità e altri di onde. È un ciclo di alti e bassi. Ci sono stati momenti nella mia vita in cui mi sono resa conto che quello che stavo passando era una lezione, ma solo dopo averlo superato, soprattutto dopo il 2016″.

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