Dusan Vemic: “Nakashima mentalmente ricorda Djokovic”

L’ex collaboratore di Djokovic ha evidenziato tutte le qualità del suo assistito 18enne. La sua forza mentale ricorda a Dusan Vemic quella del numero 1 Atp.

di Samuele Diodato

Ai microfoni di Sport Klub ha rilasciato un’intervista l’ex tennista serbo Dusan Vemic, che ora assiste la promessa del tennis americano Brandon Nakashima. L’ex numero 3 junior compirà 19 anni il prossimo 3 agosto. È nato 13 giorni prima dell’unico coetaneo che gli sta davanti in classifica Atp, Jannik Sinner. L’altoatesino ha già sfondato la Top-100, mentre Nakashima è numero 220. Ha frequentato il college della Virginia, ed è quindi sconosciuto per i meno esperti, ma negli Stati Uniti ha già fatto parlare di sé. È stato anche eletto miglior matricola della Atlantic Coast nel 2019, e da Delray Beach anche Pat Cash è rimasto rapito dal suo talento. Il “Pirata” del tennis lo segue proprio insieme a Vemic, che nel ragazzo crede moltissimo. In lui rivede diverse qualità di Novak Djokovic, di cui è amico e con cui ha lavorato in passato.

Dusan Vemic e Novak Djokovic

I lineamenti del ragazzo sono chiaramente asiatici, perché il padre nato in California viene da famiglia giapponese, mentre la madre vi è arrivata all’età di 5 anni dal Vietnam. Proprio grazie al nonno materno Nakashima si è appassionato al tennis, cominciando a palleggiare con in testa il mito Roger Federer. Eppure, come ha confessato anche lui in una recentissima intervista esclusiva su Ubitennis, è consapevole di avere un tennis molto più vicino a quello di Djokovic.

A Sport Klub, Dusan Vemic ha raccontato di essersi avvicinato a Brandon Nakashima grazie ai genitori che lo hanno contattato. “Direi che la sua forza mentale è la sua arma migliore, mentalmente è quasi al livello di Novak e questo mi ha incuriosito fin dall’inizio“, ha confessato il coach. D’altronde, di talento Nakashima ne ha sempre avuto, tanto che nel 2018 ha chiuso al numero 3 della classifica juniores. Un circuito, quello giovanile, che non ha frequentato con estrema costanza, chiudendo tuttavia con un superbo 64-20.

Nel suo percorso di maturazione ha evidentemente avuto un ruolo molto positivo l’esperienza nel college, che lo ha reso ciò che è oggi. Difficile sbilanciarsi in complicati paragoni, ma la forza mentale si rivede anche nell’applicazione e nell’umiltà. Dusan Vemic infatti ha aggiunto: “Sappiamo che questa [la forza mentale] è una delle caratteristiche più difficili di allenare, il resto è molto più semplice. Brandon è molto diligente e si allena per tutto il tempo che vuoi, questo è un altro vantaggio“. Nakashima si definisce piuttosto timido, ma non sempre questa peculiarità caratteriale impedisce di essere mentalmente forti. Nel 18enne di San Diego la forza mentale non è qualcosa da ostentare teatralmente, come nota Vemic: “In certi momenti del match gioca con calma e tranquillità, è sempre molto concentrato“.

Solo il tempo potrà dare ragione all’ex membro dello staff di Djokovic, ma intanto, senza alcuna pressione, Brandon Nakashima si sta togliendo diverse soddisfazioni nelle varie esibizioni giocate durante questo periodo di sospensione delle competizioni Atp. Ha giocato 20 match con tennisti quasi tutti più forti di lui ad oggi e ne ha portati a casa 13. A lui si sono arresi anche Steve Johnson, Sam Querrey e Hubert Hurkacz. Al World TeamTennis si è recentemente preso la rivincita anche su Jack Sock. L’ex Top-10 lo aveva fermato prima del lockdown nella cavalcata più importante della sua giovane carriera, in semifinale al Challenger di Indian Wells.

L’ascesa, infatti, è stata velocissima: basti pensare che lo scorso autunno Brandon Nakashima era fuori dai primi 900 giocatori Atp. Poche settimane prima dello stop, a Delray Beach, era cominciata la collaborazione con Pat Cash, e non a caso in quella stessa settimana è arrivato il primo quarto di finale in un torneo Atp. Le potenzialità che il campione di Wimbledon 1987 vede in lui poggiano sulla sua grandissima manualità. Nakashima ha infatti rivelato anche il focus del suo allenamento in questi mesi: “Durante gli allenamenti qui in California abbiamo deciso di lavorare tanto sul gioco in avanzamento e su quello a rete, così da poter variare maggiormente gli schemi“. Un primo obiettivo è la Top-100, ma Nakashima punta in alto, e spera di raggiungere la Top-10 per il biennio 2022-23.

Pat Cash e Brandon Nakashima
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