Navratilova e Evert, tra amicizia e rivalità

In una lunga diretta Instagram, Chris Evert ha invitato e intervistato Martina Navratilova. È così che due delle più grandi leggende del tennis hanno fatto riaffiorare ricordi lontani, ma ancora intensi, della loro rivalità in campo e amicizia fuori.

di Marco Bonavoglia

In questo difficile periodo, sono sempre più le occasioni in cui atleti e personaggi di rilievo si concedono alle dirette social, spaziando da Facebook a Instagram, e questa volta è toccato a due nomi d’eccellenza. Chris Evert, numero 1 del mondo per 7 anni e vincitrice di 18 prove dello Slam in singolare e 2 in doppio, ha deciso di intervistare la sua più grande rivale, nonché una delle sue più grandi amiche nel mondo del tennis e non, Martina Navratilova.

Anche quest’ultima si è aggiudicata 18 prove dello Slam in singolare, a cui se ne aggiungono però 31 in doppio e 10 in doppio misto, per un totale di 59 Major. In tutto Martina si è aggiudicata quasi 350 tornei, di cui 167 in singolare, e il suo principale ostacolo nel non vincerne ancora di più è stata proprio Chris, che ha alzato 154 trofei. Due dominatrici, che si sono spartite tutto nel tennis per molti anni, e che hanno creato un legame unico, solido, che dura ancora negli anni, e questo è emerso più chiaro che mai nella loro diretta. Le due leggende hanno ricordato qualche episodio del passato, come il loro primo incontro diretto, nel 1973 in Ohio. Erano entrambe ancora molto giovani, ma la 18enne Evert era già ai vertici del tennis, con il suo rovescio bimane – uno dei primi -, mentre la 16enne Navratilova era ancora agli esordi, non aveva ancora vinto un titolo – sarebbe successo l’anno dopo – ma sapeva già il fatto suo.

Navratilova racconta che tutto ciò che voleva era che Evert si ricordasse di le e di fare il suo in campo, perché sperava di poter reggere il confronto. Andò esattamente così, con la più esperta delle due che rimase colpita dal dritto in top e dagli angoli mancini trovati dalla giovane Martina. Fu Evert ad aggiudicarsi la prima delle 80 sfide tra le due, ma il bilancio finale pende dalla parte della sua avversaria, per 43 vittorie contro le 37 di Chris. Tra i vari numeri riportati da Evert nella diretta c’è anche l’ultimo titolo vinto da Navratilova, il doppio misto agli Us Open del 2005, pochi mesi prima di compiere 50 anni. Martina dà il merito ad un grande compagno di doppio – Bob Bryan – e ironizza sul fatto di aver ricevuto poco dopo la carta AARP, destinata agli americani over50. “Ti trovano sempre!” è stato il commento della mancina di origine ceca, che era ben lontana dal dimostrare i suoi 50 anni. E a proposito delle sue origini, nel loro primo incontro nel 1973, Navratilova giocava ancora per la Cecoslovacchia, paese in cui era nata e cresciuta, ma nel 1975 riuscì ad andarsene e ottenere la cittadinanza americana.

Qualche anno dopo Martina e Chris dovettero andare proprio a Praga per giocare la finale di Fed Cup, e questo è probabilmente il ricordo che più emoziona Navratilova, che nella diretta racconta di come non fosse scontato che lei potesse rientrare, esattamente come era difficile uscire da lì. Alla fine il permesso arrivò, Martina rivide anche sua nonna dopo anni, e portò Chris Evert e Pam Shriver a vedere la sua città natale. Un viaggio emozionante, un ricordo agrodolce. Evert si dice felice di essere stata al fianco della sua amica anche in questo, in un momento che ha portato un grande carico di emozioni. Emozioni che si sono moltiplicate quando gli Stati Uniti hanno battuto Mandlikova e Sukova, trionfando e alzando l’insalatiera. Quel momento, con il trofeo in mano, tutte insieme, è stato uno dei migliori per Evert, che era prossima alle lacrime. Un’avventura che ha consolidato una grande amicizia, destinata a rimanere a lungo. Nonostante le due si affrontassero spesso sul campo, erano anche solite giocare a backgammon o Boggle prima di scendere in campo e dare tutte loro stesse per vincere.

L’intervista si conclude con una domanda fatta a Martina riguardo un consiglio da dare a tutti i giovani atleti che sognano di diventare grandi tennisti. “Fai ciò che ami, ama ciò che fai. Se ami il tennis, ottimo, ma fai anche tutto il resto come se amassi anche quello. La mentalità del campione deve essere una parte di te, non deve essere saltuaria”. Con questa risposta si è conclusa la lunga intervista, e oltre ad augurarci che tanti giovani seguano il suo consiglio, speriamo anche di poter rivedere presto le due campionesse per altri aneddoti e ricordi di un grande passato ricco di emozioni.

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