Carlos Alcaraz trionfa agli US Open: “Il miglior torneo della mia carriera, orgoglioso di essere di nuovo numero uno”

Carlos Alcaraz vince il suo secondo US Open e torna numero uno al mondo. Lo spagnolo parla della rivalità con Sinner, del sogno Career Grand Slam e del miglior torneo della sua carriera.
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Un trionfo che vale doppio

Carlos Alcaraz ha conquistato il suo secondo titolo agli US Open e il sesto Slam della carriera, tornando contemporaneamente in vetta al ranking mondiale. A soli 22 anni, lo spagnolo ha dimostrato una continuità e una maturità mai raggiunte prima, perdendo un solo set in tutto il torneo e subendo appena tre break in sette partite. Con il suo sorriso inconfondibile davanti al trofeo, ha descritto la vittoria come un’emozione unica: “Ho appena vinto un Major e sono tornato numero uno del mondo. È sempre un sogno che si avvera, forse ancora più speciale del primo. Vincere qui una seconda volta è incredibile”.

Rivalità con Sinner e crescita tattica

Il successo newyorkese ha un sapore ancora più intenso perché arrivato contro Jannik Sinner, grande rivale dell’iberico negli ultimi anni. Alcaraz ha spiegato di aver imparato molto dalla finale di Wimbledon persa con l’azzurro: “Appena finita quella partita ho capito che dovevo cambiare delle cose. Con il mio team abbiamo studiato ogni dettaglio e due settimane prima di Cincinnati abbiamo lavorato su aspetti specifici. Oggi ho trovato il giusto equilibrio tra varietà e solidità da fondo campo”.

Alcaraz ha sottolineato come la varietà sia il cuore del suo gioco: “Sento di poter fare tutto in campo: slice, palle corte, colpi piatti, andare a rete. Questa imprevedibilità è la mia forza”. Sinner stesso, dopo la finale, ha ammesso di essere stato troppo prevedibile, un aspetto che conferma la capacità dello spagnolo di leggere le partite e adattarsi meglio agli avversari.

L’obiettivo del Career Grand Slam

Nella sua bacheca manca solo l’Australian Open e il murciano non nasconde il sogno di completare il Career Grand Slam: “Sarebbe bellissimo. È sempre uno dei miei grandi obiettivi e ci proverò nei prossimi anni. Non importa quando, ma voglio riuscirci prima della fine della mia carriera”.

Il suo coach Juan Carlos Ferrero ha definito la finale giocata contro Sinner come “un match perfetto”, un riconoscimento che Alcaraz non prende alla leggera: “Se voglio vincere uno Slam, devo giocare così. In questa edizione degli US Open ho mantenuto un livello altissimo dal primo turno alla finale, forse il miglior torneo della mia vita”.

Un campione che guarda avanti

Nonostante i trionfi, Alcaraz non si sente ancora al massimo del suo potenziale: “Sento di essere alla miglior versione della mia carriera finora, ma non ho ancora raggiunto il 100%. A 22 anni penso di avere ancora margine per migliorare”.

Il calendario non gli lascia troppo tempo per festeggiare: lo attendono subito la Coppa Davis a Marbella, la Laver Cup a San Francisco, la tournée asiatica e le Finals di Torino. Eppure il campione spagnolo ha imparato a fermarsi almeno un istante: “È importante prendersi dei momenti per celebrare con il mio team e la mia famiglia. Sollevare un altro Slam è qualcosa di speciale e bisogna saperlo apprezzare”.

Conclusione

Il successo di New York segna una tappa fondamentale nella carriera di Carlos Alcaraz, che non solo si conferma al vertice del tennis mondiale, ma alimenta una delle rivalità più avvincenti della nuova era, quella con Jannik Sinner. Una sfida che sembra destinata a scrivere pagine memorabili della storia di questo sport.

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