Alla vigilia degli US Open 2025, Jannik Sinner ha rassicurato tifosi e addetti ai lavori sul suo stato di salute dopo il ritiro nella finale del Masters 1000 di Cincinnati. Il numero uno al mondo, protagonista di una stagione straordinaria, si è presentato in conferenza stampa con la consueta serenità, chiarendo che il problema era legato a un virus già contratto da altri giocatori e che ora si considera in ripresa.
Condizione fisica e preparazione
“Fisicamente mi sento bene. A Cincinnati ho avuto un virus che hanno avuto anche altri giocatori. Mi sono ripreso quasi del tutto, non ancora al 100%, ma puntiamo ad arrivarci in un paio di giorni”, ha spiegato Sinner, aggiungendo di essere contento di non dover scendere in campo già domenica, così da avere qualche giorno in più per recuperare. Gli allenamenti a Flushing Meadows, secondo lui, stanno restituendo sensazioni positive: “Le condizioni qui sono diverse da Cincinnati, giocare a tennis qui è più facile. Sono soddisfatto di come stanno andando gli allenamenti”.
La rivalità con Alcaraz
Non poteva mancare un passaggio sulla rivalità con Carlos Alcaraz, che potrebbe infiammare ancora una volta il torneo newyorkese. Se lo spagnolo dovesse spingersi più avanti nel tabellone rispetto all’altoatesino, tornerebbe numero uno del mondo. “Siamo due giocatori diversi. Lui è molto veloce e legge il gioco in maniera particolare, i nostri scambi sono spesso lunghi e molto tattici. L’unica cosa che ci accomuna è il duro lavoro”, ha dichiarato Sinner, sottolineando come questa competizione reciproca rappresenti una spinta continua al miglioramento.
La crescita personale e i sacrifici
Il campione altoatesino si è soffermato anche sul suo percorso, ricordando le difficoltà degli inizi: “Da giovane dissi ai miei genitori che se a 23 o 24 anni non fossi stato almeno tra i primi 200, avrei smesso. Viaggiare e avere un coach costa molto, non potevamo permettercelo. Sono stato fortunato a guadagnare già a 18 anni e questo mi ha dato sicurezza”. L’attuale numero uno del mondo definisce quindi tutto ciò che è arrivato dopo come un “extra” rispetto al sogno originario, che era semplicemente entrare nella top 100.
Le sfide dello US Open
Guardando al torneo, Sinner ha sottolineato come lo US Open sia sempre un appuntamento imprevedibile e complesso: l’atmosfera di New York, le differenze tra i match di giorno e quelli serali e la stanchezza di fine stagione sono fattori che incidono sulle prestazioni. “È l’ultimo grande trofeo dell’anno, qui ci sono tanti dettagli che fanno la differenza”, ha commentato, ribadendo però di sentirsi pronto per affrontare la sfida.
Con il virus ormai alle spalle e una motivazione altissima, Sinner si prepara quindi a inseguire a New York un titolo che potrebbe consacrare ulteriormente la sua leadership nel tennis mondiale.


