US Open, Medvedev furioso: caos in campo, pubblico scatenato e nuove polemiche

Caos allo US Open 2025: Daniil Medvedev si infuria per una decisione arbitrale, il pubblico si scatena e il russo parla di multe e di un possibile ritiro.
medvedev-12

Il match tra Daniil Medvedev e Benjamin Bonzi allo US Open 2025 resterà negli annali non tanto per il risultato, quanto per i sei minuti di caos che hanno infiammato il Louis Armstrong Stadium. Un episodio nato da un’interruzione imprevista, con un fotografo entrato in campo durante il match point del francese, ha innescato la rabbia del russo, il delirio del pubblico e un’atmosfera surreale che ha cambiato il volto della partita.

Il caos del fotografo e la decisione contestata

Medvedev ha voluto chiarire subito un punto: “Non ero arrabbiato con il fotografo, ero arrabbiato con la decisione dell’arbitro”. Secondo il russo, in casi simili, quando un rumore o un disturbo interrompono il gioco tra la prima e la seconda di servizio, non viene concessa una nuova prima palla. Questa volta, invece, l’arbitro ha optato per far ripetere il servizio. Una scelta che ha fatto esplodere la sua frustrazione e che, di riflesso, ha acceso gli spalti.

Un’atmosfera surreale con il pubblico protagonista

Il russo ha spiegato di aver cercato persino di calmare i tifosi: “Ad un certo punto ho chiesto loro di smettere, ma non volevano”. In quei sei minuti, tra cori, fischi e gesti plateali, il pubblico newyorkese ha alimentato un clima da spettacolo, spingendo di fatto Medvedev a rientrare momentaneamente in partita. Lo stesso tennista ha ammesso con ironia: “Cuoricini sì, li amo. Amo New York. Sono stati loro a fare il lavoro, non io”.

La provocazione sul ritiro e la stagione deludente

In conferenza stampa, l’ex numero 1 del mondo ha lasciato cadere parole pesanti: “Onestamente, vivendo quel momento ho pensato: sai che c’è? Potrebbe essere divertente finire la mia carriera con una partita allo US Open”. Ha poi chiarito che non si tratta di un addio imminente, ma l’immagine del russo sembra quella di un campione in crisi. Il bilancio del 2025 negli Slam è impietoso: una sola vittoria, un dato che lo stesso Medvedev ha definito preoccupante. “Sto giocando male e nei momenti importanti ancora peggio. Mi manca tutto: servizio, risposta, volée. Devo solo provare a giocare meglio l’anno prossimo”, ha ammesso con amarezza.

La questione multe e il feeling con gli arbitri

L’altro fronte di polemica riguarda le sanzioni. Medvedev ha spiegato di aspettarsi un provvedimento disciplinare, ma ha puntato il dito contro quella che definisce una disparità di trattamento: “Multano me molto più di altri. Kyrgios, Bublik, Opelka, io. Anche se sono bravi ragazzi, li multano solo perché non piacciono”. Secondo il russo, anche Bonzi avrebbe ricevuto coaching durante il match, ma – ha sottolineato – “alla fine multano sempre gli stessi”.

Un futuro da scrivere

Nonostante le uscite colorite, Medvedev ha ribadito di non aver superato i limiti in campo: “Oggi non ho fatto nulla di male”. Eppure, l’immagine che esce da New York è quella di un giocatore diviso tra il desiderio di lottare e il peso di una stagione fallimentare. La sua affermazione su un ipotetico addio a Flushing Meadows resta sospesa tra provocazione e confessione, lasciando aperto l’interrogativo sul futuro di uno dei protagonisti più controversi e discussi del tennis contemporaneo.

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI