Dopo due settimane da protagonista assoluta sui prati di Wimbledon, Amanda Anisimova si è trovata di fronte alla realtà più dura: una sconfitta schiacciante in finale contro Iga Swiatek, che ha chiuso il match con un impietoso 6-0 6-0. Un risultato pesante per qualsiasi giocatrice, ancora di più per chi sta vivendo la prima finale Slam della carriera.
Eppure, al di là del punteggio severo, la corsa dell’americana di origini russe nel torneo londinese resta straordinaria. Anisimova ha mostrato un tennis di altissimo livello, eliminando giocatrici del calibro di Aryna Sabalenka – numero uno del mondo – in una semifinale memorabile, e conquistando così un posto tra le top 10 WTA: da lunedì sarà ufficialmente la numero 7 del ranking mondiale.
Una giornata da dimenticare, ma anche un trampolino per il futuro
Al termine della finale, visibilmente provata, Anisimova ha raccontato in conferenza stampa la complessità di un’esperienza che le ha lasciato il segno. “Sono state due settimane molto speciali per me, mi sono goduta ogni momento. Ma oggi mi sono sentita bloccata, forse dai nervi, forse dalla stanchezza”, ha spiegato con sincerità, riconoscendo la superiorità dell’avversaria. “Swiatek ha giocato in modo incredibile, ha meritato la vittoria. È una sconfitta difficile da digerire, soprattutto nella mia prima finale Slam. Non avrei voluto che finisse così”.
L’americana ha ammesso di essere rimasta “in stato di shock” subito dopo il match, ma ha promesso a se stessa e al suo team di non lasciarsi abbattere da questa batosta. “Mi sono ripromessa che tornerò più forte. Questa deve essere solo una tappa del mio percorso. Ora ho più esperienza e so su cosa devo lavorare”.
Tra emozioni, famiglia e consapevolezza dei propri limiti
Uno dei momenti più toccanti della giornata è stato il discorso durante la premiazione, quando Anisimova non è riuscita a trattenere le lacrime parlando della madre e della sorella, figure fondamentali nel suo percorso. “Mia madre ha fatto tantissimi sacrifici per me. È la persona più altruista che esista e significa tutto per me. Se oggi sono qui, è anche grazie a lei e a mia sorella”, ha detto con commozione, sottolineando l’importanza del supporto familiare in un momento tanto delicato.
Oltre alla componente emotiva, Anisimova ha fatto riferimento anche a un fastidio fisico che l’ha condizionata nel riscaldamento pre-partita: “Ho avvertito un dolore alla spalla. Non so nemmeno se il nervosismo sia stato l’unica causa della mia brutta prestazione al servizio, ma oggi qualcosa non ha funzionato”. La gestione fisica, quindi, sarà uno degli aspetti su cui lei e il suo staff dovranno concentrarsi nei prossimi mesi.
Uno spirito combattivo da top player
Nonostante il ko, la 23enne guarda al futuro con determinazione. La stagione 2025 l’ha già vista trionfare al WTA 1000 di Doha, raggiungere la finale al torneo sull’erba del Queen’s Club e ora firmare un risultato storico a Wimbledon. È il segno che il suo tennis è tornato competitivo dopo anni difficili, segnati da infortuni e problemi personali.
Anisimova ha sottolineato di aver imparato una lezione importante da questa esperienza: “La perfezione non esiste. Quando guardo campioni come Sinner o Alcaraz, vedo che la chiave è non mollare mai. Io voglio essere così, anche se oggi non sono riuscita a esprimere il mio meglio. Il mio spirito di lotta mi ha portata fin qui e questa finale mi servirà per crescere ancora”.
Il suo percorso a Wimbledon 2025 si chiude quindi con un risultato amaro, ma con la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per essere protagonista nei prossimi grandi appuntamenti del circuito mondiale.


