Dalla maternità ai quarti di Wimbledon: il ritorno da sogno di Belinda Bencic

Belinda Bencic raggiunge per la prima volta i quarti di finale a Wimbledon, scrivendo una pagina speciale della sua carriera dopo il ritorno dalla maternità. Un traguardo storico per la svizzera.
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La rinascita di una campionessa

Belinda Bencic ha scritto una delle storie più emozionanti di questa edizione di Wimbledon. Dopo una lunga pausa dal tennis per diventare madre, la tennista svizzera ha conquistato per la prima volta in carriera i quarti di finale sull’erba londinese, segnando un punto di svolta nella sua carriera e nella sua vita personale. Un traguardo che arriva 15 mesi dopo la nascita della piccola Bella e meno di un anno dal suo ritorno ufficiale nel circuito.

L’impresa è maturata al termine di un match ad alta tensione contro Ekaterina Alexandrova, vinto nonostante cinque match point sprecati. Una vittoria che ha esorcizzato il fantasma di una cocente sconfitta del passato: due anni fa, sempre a Wimbledon e sempre agli ottavi, aveva mancato un match point contro Iga Swiatek. Stavolta, però, la storia ha avuto un finale diverso.

Mamma e tennista, tra fatica e determinazione

Bencic ha affrontato il rientro nel tour con grande realismo e determinazione, riuscendo in pochi mesi a tornare a competere ai massimi livelli. “Lo sto facendo come fanno tutte le mamme, con equilibrio. Devo fare dei malabarismi, ma è un’esperienza straordinaria”, ha dichiarato, sottolineando quanto sia cruciale il supporto della sua famiglia, in particolare del marito.

Nonostante le difficoltà legate alla nuova routine da madre e atleta, ha saputo trovare un nuovo equilibrio: “Ora non alleno più quanto prima, ma cerco di essere più produttiva con il tempo che ho”. Il cambiamento più grande, però, è stato mentale: il tennis non è più l’unico centro della sua vita, e questa nuova consapevolezza sembra averle dato una marcia in più. “Il tennis è importante, ma non è più tutto il mio mondo”, ha ammesso con lucidità.

Una rincorsa costruita col sudore

Il cammino verso questo storico traguardo non è stato privo di ostacoli. Rientrata nel circuito nell’autunno del 2024, ha iniziato da tornei minori per ritrovare il ritmo. I segnali di ripresa sono arrivati presto: ottavi all’Australian Open, un titolo ad Abu Dhabi, buone prestazioni a Indian Wells e Madrid. Dopo uno stop forzato per infortunio che le ha fatto saltare il Roland Garros, è tornata in grande forma proprio a Wimbledon.

Qui ha eliminato avversarie come Parks, Jacquemot, Cocciaretto (dopo un match durissimo) e Alexandrova. Un risultato ancora più impressionante se si considera che appena una settimana prima, a Bad Homburg, la stessa Alexandrova l’aveva battuta in due set rapidi. “Credo di aver fatto molto meglio stavolta, questo ha fatto la differenza”, ha commentato Belinda dopo la vittoria.

Un sogno chiamato Wimbledon

Cresciuta sognando Wimbledon, ispirata dalle imprese di Roger Federer, la svizzera ha sempre avuto un legame speciale con il torneo londinese. “Il mio primo ricordo è Federer che vince nel 2003. È allora che ho pensato: voglio sollevare quel trofeo anch’io”, ha raccontato.

Non sorprende quindi che sia riuscita ad adattarsi rapidamente al gioco sull’erba: “La prima volta che ho giocato sull’erba l’ho adorata subito, non ho dovuto cambiare nulla del mio gioco”. Ora, a 28 anni e con una carriera segnata da alti e bassi, è pronta a giocarsi l’accesso alla semifinale contro la giovanissima Mirra Andreeva.

Il futuro è ancora tutto da scrivere

Già numero 4 del mondo nel 2019 dopo la semifinale agli US Open, Bencic sta rapidamente risalendo la classifica (è destinata a rientrare tra le prime 20 dopo Wimbledon) e mostra un tennis maturo, efficace e pieno di cuore. È l’unica madre rimasta in tabellone, ma non vuole essere etichettata solo per questo: “Anche i padri fanno sacrifici. Ognuno ha la sua storia. Sono contenta che il tennis stia andando nella giusta direzione per rendere più facile il ritorno alle madri”.

In un mondo sportivo che spesso mette la maternità in secondo piano, la storia di Belinda Bencic è una lezione di resilienza e passione. Un esempio che ispira, dentro e fuori dal campo.

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