Berrettini, incubo a Wimbledon: fuori al primo turno contro Majchrzak

Clamorosa eliminazione al primo turno per Matteo Berrettini a Wimbledon 2025. Il romano cede in cinque set a Kamil Majchrzak, tra errori, blackout mentali e un linguaggio del corpo dimesso.
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Un debutto da dimenticare per Matteo

Il ritorno a Wimbledon di Matteo Berrettini si è trasformato in un vero incubo. Al primo turno dei Championships 2025, il romano è stato eliminato in cinque set dal polacco Kamil Majchrzak, numero 109 del ranking ATP, con il punteggio di 4-6 6-2 6-4 5-7 6-3. Una sconfitta che brucia, non solo per la precoce eliminazione, ma anche per il modo in cui è maturata: tra occasioni sprecate, black-out mentali e un linguaggio del corpo mai davvero combattivo.

Berrettini tornava in campo dopo oltre un mese e mezzo di stop per una lesione agli addominali che lo aveva costretto al ritiro a Roma e, prima ancora, a Madrid. Il match di rientro sembrava poter essere favorevole, anche perché Majchrzak arrivava da sette sconfitte consecutive e l’erba non è certo la sua superficie preferita. Invece, la mancanza di ritmo partita e una condizione fisica ancora lontana dal top si sono rivelate fatali.

Un match altalenante, pieno di rimpianti

Il primo set aveva illuso. Berrettini ha iniziato bene, solido al servizio, incisivo con il dritto e abile a sfruttare lo slice per tenere il polacco lontano dalla riga di fondo. Ma già nel secondo set qualcosa si è inceppato. I colpi sono diventati più imprecisi, il servizio meno efficace e la risposta di Majchrzak ha cominciato a fare male. “Sembrava non crederci più”, hanno commentato alcuni osservatori, notando un atteggiamento remissivo dell’azzurro anche nei momenti di vantaggio.

Il terzo set è stato il più emblematico: Matteo era avanti 4-2 e ha avuto la palla del 5-2. Invece, ha sbagliato un dritto inside-in e da lì è crollato, subendo quattro game consecutivi. La testa ha ceduto, prima ancora del fisico. Anche nel quarto, pur riuscendo a trascinare la sfida al quinto set, si è visto un Berrettini che alternava fiammate di classe a momenti di inspiegabile passività.

Il quinto set e l’amara consapevolezza

Nel parziale decisivo, Berrettini è rimasto completamente assente nei primi tre game, subendo un parziale di dodici punti consecutivi. Ha provato a reagire, ma l’espressione sul volto tradiva rassegnazione. Persino il pubblico ha avvertito il suo disorientamento. Majchrzak, galvanizzato, ha continuato a spingere soprattutto sul lato del rovescio, dove Matteo non è mai riuscito a trovare contromisure efficaci. Alla fine, la vittoria è andata al polacco, che ha così interrotto una lunga striscia negativa e avanzato al secondo turno, dove affronterà l’americano Ethan Quinn.

Le ombre sul futuro

Per Berrettini, questo stop pesa come un macigno. Le aspettative non erano da titolo, ma certo nemmeno da eliminazione immediata. L’azzurro, che a Wimbledon ha disputato una finale nel 2021 e vanta quattro titoli su erba, aveva sperato in un rientro più dolce. E invece, tra i 69 errori non forzati e la scarsa incisività sulla seconda di servizio avversaria, è emersa tutta la fragilità di un giocatore che sembra ancora lontano da una condizione accettabile.

Il 2024 lo aveva visto premiato come Comeback Player of the Year, ma il 2025 si sta rivelando ben più complicato. “Non si può pretendere di tornare a spaccare la palla come se nulla fosse”, è il pensiero che in molti hanno letto nella sua espressione del quinto set. Forse non è solo una questione fisica: l’impressione è che ci sia anche un blocco mentale da superare.

Wimbledon finisce qui per Berrettini. E lascia più interrogativi che risposte.

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