Una vittoria che vale doppio: tennis e maturità personale
Elisabetta Cocciaretto sta vivendo un Wimbledon da sogno. Per la seconda volta in carriera è approdata al terzo turno del torneo più prestigioso del mondo, lasciandosi alle spalle due solide vittorie: la clamorosa eliminazione di Jessica Pegula, terza testa di serie, e la convincente affermazione su Katie Volynets. Ma oltre ai risultati, a colpire è l’approccio della 24enne marchigiana: maturo, consapevole, e soprattutto umano.
“Qui sono felice, mi piace tutto: l’eleganza, l’atmosfera… è un altro mondo”, ha raccontato sorridendo dopo il successo contro Volynets. Scegliere di prepararsi sull’erba rinunciando ad altri tornei non è stato casuale: “Non vedevo l’ora di tornare a giocare su questa superficie”. Un amore sincero, che si riflette nel suo gioco fatto di varietà, smorzate e volèe: colpi che da piccola non osava ma che oggi esegue con entusiasmo.
Un tennis che parla anche di vita
Dietro il sorriso e la grinta in campo, Cocciaretto mostra una rara profondità fuori dal campo. Mentre molti colleghi si limitano al tennis, lei rivendica la necessità di vivere anche oltre le righe del rettangolo verde. “Io non riesco a vivere solo di tennis. Ho bisogno di altro: amicizie dell’infanzia, i libri di giurisprudenza, i miei hobby”. È questo il suo equilibrio.
In un momento in cui nel mondo del tennis si torna a parlare di salute mentale, Elisabetta offre una riflessione schietta: “Anche io non ho dormito dopo certe sconfitte, ma resto convinta che i problemi veri siano altri. Siamo fortunati, la vita vera è un’altra cosa”. Cresciuta in una famiglia che ha sempre lavorato duro, non dimentica i sacrifici dei nonni, dei genitori e della zia, che “da 35 anni passa nove ore al giorno alla stessa scrivania”.
Studio e passione: un equilibrio che funziona
Oltre a vincere sul campo, Cocciaretto continua a inseguire un traguardo personale: la laurea in Giurisprudenza. Mancano undici esami, e anche se il futuro è ancora incerto, la motivazione è chiara: “Lo faccio per arricchimento personale. Mi è sempre piaciuto studiare e so che un giorno me lo ritroverò”. Un impegno che porta avanti anche per la gioia di suo padre, definito affettuosamente “il mio numero uno”, che si entusiasma più per un 30 e lode che per una vittoria su una top 5 mondiale.
Un carattere che si racconta
Sul campo Elisabetta non si risparmia e nemmeno fuori. Parla tanto, anche con sé stessa, in stile Mattia Bellucci, con cui condivide una lunga amicizia e la tendenza a “dialogare” durante i match: “Ora però sono più positiva e meno severa con me stessa”. Lo confermano le parole del coach Fausto Scolari, che dal box le ricorda continuamente di “camminare attraverso la palla”, cioè spingere, essere propositiva e restare dentro al gioco.
Con la vittoria su Volynets, Elisabetta rientrerà tra le prime 100 del ranking WTA, dopo essere scivolata fino alla posizione 116. Ma il pensiero non va al tabellone o alla classifica. “Non lo guardo mai. Alla fine ogni partita è storia a sé. Siamo tutte umane, con due braccia e due gambe, e si può vincere o perdere con chiunque”.
Sabato la attende una sfida impegnativa contro Belinda Bencic. Una partita difficile, ma che Cocciaretto affronterà con la solita leggerezza e determinazione. Forte del suo tennis, della sua testa e, soprattutto, della sua autenticità.


