Wimbledon, Burioni contro la coppettazione di Shelton: “Scemenza antiscientifica”

Durante Wimbledon, Ben Shelton ha mostrato i segni della coppettazione, una pratica criticata duramente dal virologo Roberto Burioni, che la definisce "una scemenza antiscientifica".
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La sconfitta con Sinner e i misteriosi segni sulle spalle

Durante i quarti di finale di Wimbledon, Ben Shelton ha attirato l’attenzione non solo per la sua performance contro Jannik Sinner, ma anche per dei vistosi segni circolari scuri sulle spalle. Lo statunitense, attuale numero 10 del mondo, è stato battuto in tre set dall’azzurro, confermando la sua costanza nei tornei del Grande Slam, ma anche la necessità di un ulteriore salto di qualità per competere con i dominatori del circuito.

I segni visibili sul suo corpo non sono passati inosservati: si tratta dei risultati della coppettazione, una pratica millenaria della medicina tradizionale cinese che consiste nell’applicazione di bicchieri riscaldati sulla pelle. Questo trattamento, secondo i suoi sostenitori, dovrebbe stimolare la circolazione sanguigna e favorire il recupero muscolare.

La critica di Burioni: “Non serve a niente”

Le immagini di Shelton hanno scatenato un acceso dibattito, culminato con l’intervento del noto virologo Roberto Burioni. Attraverso un post sui suoi canali social, il medico ha espresso il suo parere con toni decisi e senza mezzi termini:

“Durante la partita Sinner-Shelton si poteva vedere che il tennista statunitense si era sottoposto alla cosiddetta coppettazione. Qualcuno può pensare che serva ad aiutare il recupero, ma in realtà NON SERVE A NIENTE, come è scontato per chiunque abbia minime conoscenze in campo medico. Non credo faccia male, ma non ne sono certo. Vi basti ciò, perché non ho voglia di perdere anche solo un minuto del mio tempo studiare l’ennesima scemenza antiscientifica”.

Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni. Per Burioni, la tecnica è priva di fondamento scientifico, e il suo utilizzo da parte di atleti di alto livello contribuisce soltanto a diffondere metodologie inefficaci e fuorvianti.

La moda tra gli sportivi e le reazioni social

Nonostante le critiche della comunità scientifica, la coppettazione continua ad avere ampio seguito nel mondo dello sport. Oltre a Shelton, anche atleti come Michael Phelps e Karim Benzema hanno mostrato in passato i caratteristici segni lasciati da questa pratica. Il fenomeno è diventato quasi un trend, ma la scienza, al momento, non ha fornito evidenze che ne dimostrino l’efficacia.

Sui social, l’intervento di Burioni ha scatenato una valanga di reazioni, spesso ironiche. C’è chi ha liquidato il tutto come l’ennesima “moda pseudoscientifica”, chi ha paragonato la tecnica a “rituali scaramantici” e chi ha ironizzato: “L’unica coppettazione che funziona è quella con nocciola e pistacchio”.

Molti utenti hanno sottolineato quanto il mondo sportivo sia spesso popolato da tecniche prive di validazione scientifica, alimentate più dal passaparola che da reali benefici. Qualcuno ha perfino paragonato la situazione a quella delle sanguisughe della nonna, enfatizzando l’aspetto folkloristico più che terapeutico.

Scienza e sport: un dialogo ancora aperto

L’episodio ha riacceso il dibattito sul rapporto tra sport di alto livello e pratiche non validate scientificamente. L’utilizzo della coppettazione, al di là delle mode, evidenzia la necessità di un dialogo più rigoroso tra medicina e sport, affinché gli atleti – e i loro numerosi follower – non siano spinti a seguire trattamenti privi di fondamento.

Benché la coppettazione non risulti pericolosa nella maggior parte dei casi, la mancanza di benefici dimostrabili solleva interrogativi sull’opportunità di continuare a promuoverla. E quando figure scientifiche come Burioni intervengono pubblicamente, il messaggio è chiaro: affidarsi alla scienza resta il solo metodo affidabile per prendersi cura del proprio corpo.

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