Djokovic cede a Sinner: il corpo non regge più
La corsa di Novak Djokovic a Wimbledon si è fermata in semifinale, sconfitto da Jannik Sinner con un netto 6-3, 6-3, 6-4. Una battuta d’arresto che segna la quinta sconfitta consecutiva contro l’azzurro e apre un nuovo capitolo di riflessione nella carriera del fuoriclasse serbo, apparso visibilmente provato fisicamente e mentalmente.
Djokovic non cerca scuse, ma non nasconde la frustrazione. “Mi sono sentito limitato in campo. Non voglio entrare nei dettagli dell’infortunio, né lamentarmi: faccio solo i complimenti a Jannik per un’altra grande prestazione”, ha dichiarato a caldo. Il 24 volte campione Slam ha ribadito come la condizione fisica stia diventando un ostacolo sempre più difficile da superare: “Entro in campo col serbatoio mezzo vuoto, e così non puoi vincere una partita contro avversari come Sinner”.
Il peso dell’età e la realtà di un corpo in difficoltà
A quasi 38 anni, Djokovic ammette senza mezzi termini che il suo fisico non risponde più come un tempo. “È semplicemente l’età, l’usura del corpo. Per quanto io me ne prenda cura, la realtà mi ha colpito nell’ultimo anno e mezzo come mai prima”, ha confessato. L’aspetto più difficile da accettare, secondo il campione serbo, è l’incapacità di mantenere un livello fisico competitivo lungo tutto l’arco degli Slam, soprattutto nei match al meglio dei cinque set: “Più il torneo va avanti, peggio mi sento fisicamente. Ho raggiunto le semifinali in tutti gli Slam quest’anno, ma quando arrivo a questo punto devo affrontare Sinner o Alcaraz, e loro sono in forma, giovani, lucidi”.
Djokovic respinge l’idea che si tratti di semplice sfortuna: “Non è sfortuna. È solo il corpo che non risponde. Vuoi giocare, sei determinato… ma il corpo non ti ascolta”. E aggiunge con amarezza: “Anche se fossi stato in piena forma, non sarei stato favorito contro Jannik, ma almeno avrei avuto una possibilità. Così, invece, è stato impossibile competere”.
Il futuro: riflessione, famiglia e la voglia di continuare
Nonostante la delusione, Djokovic non intende lasciare il tennis di vertice. “Non ho intenzione di concludere la mia carriera sul Centre Court di Wimbledon oggi. Spero di tornare ancora su questo campo”, ha assicurato. Ma sarà inevitabile una revisione del suo calendario e del modo in cui affronta la stagione: “Probabilmente dovrò rivedere tutto con il mio team e la mia famiglia. Non so cosa potrei fare diversamente, perché sfido chiunque nel circuito a prendersi cura del proprio corpo quanto me. Purtroppo ora, nonostante gli sforzi, gli infortuni arrivano proprio nelle fasi decisive”.
Djokovic ha poi riflettuto con lucidità sul significato di questo momento della sua carriera: “Magari ora la vedo come una sfortuna, ma ho ricevuto così tanto da Dio e dalla vita nella mia carriera che lamentarmi sarebbe un’ingiustizia. Cerco solo di ottenere il massimo da ciò che mi resta”.
L’omaggio a Sinner e uno sguardo alla finale
Infine, l’ex numero uno del mondo ha avuto parole di grande stima per Jannik Sinner, che ha raggiunto la sua prima finale a Wimbledon: “Mi ha detto che gli dispiaceva per come mi sentivo oggi, ma non ha nulla di cui scusarsi. Ha fatto tutto benissimo, e nell’ultimo anno e mezzo è stato il miglior giocatore del mondo”. Per la finale, Djokovic concede un leggero vantaggio a Carlos Alcaraz, “per i titoli che ha già vinto qui e la fiducia con cui gioca”, ma prevede un match equilibrato: “Sarà una sfida combattuta, come quella che abbiamo visto a Parigi”.
Con il futuro ancora incerto e il fisico che inizia a chiedere il conto, Djokovic si trova davanti a una delle sfide più complesse della sua carriera: non quella contro un avversario, ma contro il tempo.


