Un incubo che si ripete
Emma Raducanu continua a convivere con un incubo che sembra non volerla abbandonare. Dopo mesi di tormento, la tennista britannica è di nuovo al centro di un episodio inquietante: lo stalker che l’ha perseguitata negli ultimi tempi ha provato ad acquistare dei biglietti per Wimbledon, ma è stato bloccato dal sistema di sicurezza dell’All England Club. Il suo nome, inserito nella lista delle persone non gradite, è stato segnalato e intercettato al momento dell’iscrizione al ballot e nella lista d’attesa per i biglietti invenduti.
Non si tratta del primo episodio che coinvolge l’uomo, il cui nome non è stato reso pubblico. A febbraio, durante il torneo di Dubai, si era già avvicinato alla tennista consegnandole una lettera e scattandole una foto senza permesso. Il giorno seguente era riuscito a entrare tra il pubblico durante il match contro Karolina Muchova, costringendo Raducanu ad abbandonare momentaneamente il campo e rifugiarsi dietro la sedia dell’arbitro in lacrime.
Tra paura e isolamento
Le immagini di quell’incontro, trasmesse in tutto il mondo, avevano mostrato una giovane atleta profondamente scossa. “L’ho visto nel primo game della partita e ho pensato: ‘non so come farò a terminare l’incontro’. Non riuscivo letteralmente a vedere la palla per le lacrime. Riuscivo a malapena a respirare”, aveva raccontato Raducanu dopo la partita, evidenziando lo stato di angoscia vissuto in campo.
A seguito di quell’episodio, la campionessa dello US Open 2021 ha deciso di ritirarsi temporaneamente dai social e prendersi un periodo di pausa. “Da quel giorno sono più cauta e non vado mai in giro da sola”, ha confessato, spiegando come la sua routine sia cambiata per ragioni di sicurezza. Anche in passato, Raducanu era stata vittima di stalking, con un uomo che si era presentato addirittura davanti alla porta di casa.
Wimbledon rafforza le misure di sicurezza
Alla luce dei nuovi fatti, gli organizzatori di Wimbledon hanno aumentato il livello di allerta per garantire la sicurezza di giocatori e spettatori. Sally Bolton, amministratrice delegata dell’All England Lawn Tennis Club, ha confermato un rafforzamento delle misure con la presenza di agenti di polizia e militari nei pressi dei campi. “Invitiamo tutti i giocatori a segnalarci qualsiasi situazione sospetta o a rischio”, ha sottolineato Bolton.
Dal 30 giugno al 13 luglio, durante le due settimane del torneo, verranno attuate verifiche più stringenti anche per coloro che attendono in fila l’accesso quotidiano al complesso. L’obiettivo è impedire che persone pericolose riescano a superare i controlli e mettere a rischio l’incolumità dei partecipanti.
Una tennista forte, ma vulnerabile
Emma Raducanu, a soli 22 anni, ha già vissuto momenti che vanno ben oltre la pressione del tennis professionistico. Simbolo di una generazione talentuosa e fragile al tempo stesso, la britannica è oggi costretta a convivere con il peso della notorietà e il timore per la propria sicurezza personale. Le sue parole e le sue scelte — come la chiusura temporanea di Instagram e l’evitare luoghi pubblici in solitudine — raccontano la storia di una giovane donna determinata a difendersi e a non farsi spezzare dalla paura.
In attesa che la giustizia faccia il suo corso, resta la speranza che Wimbledon possa rappresentare, oltre che un palco sportivo, un luogo sicuro in cui Raducanu possa tornare a esprimere il suo talento senza ombre.


