Kyrgios sorprende tutti: loda Sinner, ma incorona Alcaraz come erede dei Big 3

In un'intervista sorprendentemente lucida, Nick Kyrgios elogia Jannik Sinner definendolo un "colosso", ma incorona Carlos Alcaraz come vero erede dei Big 3.
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Un Kyrgios diverso: onesto, lucido e (quasi) diplomatico

Nick Kyrgios non è nuovo a uscite esplosive, provocazioni e giudizi divisivi. Ma questa volta, il tennista australiano ha stupito tutti con dichiarazioni insolitamente misurate e rispettose nei confronti di alcuni dei protagonisti più brillanti del tennis contemporaneo. In un’intervista rilasciata al Guardian, Kyrgios ha messo da parte il personaggio da “bad boy” per offrire un’analisi ponderata sull’attuale panorama tennistico, elogiando apertamente Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic.

Sinner colosso, ma Alcaraz destinato all’Olimpo

È proprio su Sinner che Kyrgios si sbilancia con parole inaspettatamente lusinghiere: «Sinner è un colosso», ha dichiarato senza mezzi termini. Un riconoscimento significativo, soprattutto considerato che arriva da un giocatore che raramente si concede a elogi sinceri verso i suoi colleghi. Il numero uno al mondo, secondo Kyrgios, sta mostrando un tennis di straordinaria solidità e potenza, ed è destinato a dominare insieme ad Alcaraz per almeno un decennio.

Ma è sullo spagnolo che l’australiano non riesce a contenere l’entusiasmo: «Alcaraz ha quel talento e quel fattore X che avevano Federer, Nadal e Djokovic. Sarà alla pari con quei grandi». Una previsione audace, ma non isolata nel mondo del tennis. In effetti, Alcaraz ha già dimostrato di possedere le caratteristiche tipiche dei fuoriclasse: tecnica raffinata, forza mentale e una naturale capacità di attrarre il pubblico.

Djokovic, il più grande di tutti i tempi

Non poteva mancare un commento su Novak Djokovic, l’uomo che lo ha sconfitto nella sua unica finale Slam a Wimbledon 2022. Kyrgios lo definisce senza esitazioni «il più grande tennista di tutti i tempi» e aggiunge: «Ora è molto più a suo agio con sé stesso. Credo che volesse essere amato dal pubblico, ma gli piace anche fare il cattivo. Trova energia quando la gente lo provoca». Un ritratto affettuoso ma realistico di un campione che, agli occhi dell’australiano, ha ormai superato anche il bisogno di piacere.

Quella finale, racconta Kyrgios, è una ferita ancora aperta: «Se avessi giocato diversamente alcuni punti, avrei vinto. Ma non c’è niente di male a perdere contro il più grande di tutti i tempi». Una riflessione che svela quanto ancora quel match pesi nei suoi pensieri, ma che al tempo stesso lascia trasparire maturità e consapevolezza.

Il pronostico per Wimbledon e il futuro incerto

Nonostante il rispetto per Djokovic e la stima per Sinner, Kyrgios non ha dubbi su chi vincerà Wimbledon quest’anno: «Credo che vincerà Alcaraz». Una scelta che ribadisce la sua preferenza per il talento esplosivo dello spagnolo, visto non solo come campione del presente, ma come erede designato dei giganti del passato.

L’intervista ha anche rivelato uno spaccato più umano di Kyrgios, segnato dai persistenti problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi per tre stagioni consecutive. All’età di 30 anni, il futuro dell’australiano nel circuito resta incerto. Ma se questa nuova fase dovesse coincidere con un Kyrgios più riflessivo e meno incendiario, allora le sue parole – per una volta – potrebbero contare più delle sue racchette.

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