Un nuovo capitolo nella carriera di Luciano Darderi
Luciano Darderi sta vivendo giorni speciali a Wimbledon 2025. Per la prima volta in carriera ha raggiunto il terzo turno in uno Slam, superando con personalità la wild card britannica Arthur Fery. Una vittoria che conferma lo stato di forma dell’italo-argentino e, soprattutto, la sua crescente maturità tennistica. “Mi sento bene, mi sento in forma e amo giocare al meglio dei cinque set. È la cosa più bella degli Slam”, ha dichiarato con entusiasmo.
Il match con Fery, interrotto per oscurità al termine del secondo set, ha rappresentato una prova di carattere per Darderi, che ha saputo reagire a una partenza complicata nella giornata successiva. “C’è stato un momento difficile quando siamo ripartiti – ha spiegato – sono andato sotto di un break, ma mi sono ripreso subito. Lui era in fiducia, ma io dal 2 pari sono stato più solido e lui si è sciolto.”
La svolta sull’erba: “Ho capito tante cose che non sapevo”
L’adattamento all’erba è stato uno dei principali temi della crescita di Darderi in questa stagione. Dopo le difficoltà dell’anno precedente, il giocatore ha scelto un approccio diverso: niente tornei Challenger su terra, ma una lunga preparazione specifica sui prati. “Mi sto abituando all’erba, ho passato molte settimane su questa superficie e ho capito tante cose che non sapevo”, ha spiegato. Secondo lui, la chiave è stata lavorare su due aspetti cruciali: servizio e risposta, fondamentali su un’erba che oggi, come fa notare lui stesso, è diventata “più lenta rispetto al passato”.
Il nuovo approccio ha già dato frutti, anche se le prime uscite non sono state semplici. “Ci sono stati tanti primi turni, ma ora sono qui e sto dimostrando che il lavoro paga”.
L’obiettivo dichiarato: Top 20
Darderi non si nasconde: il traguardo stagionale è chiaro. “A inizio stagione ho fissato l’obiettivo di entrare in Top 20, e continua a esserlo”. Consapevole di aver perso punti importanti dai tornei dell’anno scorso, vede comunque un’opportunità: “Da qui a marzo ho poco da difendere. Posso far bene sul cemento, mi sto preparando per questo”. La fiducia è alta, anche grazie a una condizione fisica che definisce “ottima”.
Ora lo attende Jordan Thompson, un avversario ostico che ha già giocato due match al quinto set. Darderi, che ha deciso di ritirarsi dal doppio per concentrare le energie sul singolo, analizza con lucidità la sfida: “Lo conosco poco, ma so che su questa superficie è pericoloso. Cercherò di tenerlo dietro e di non farlo arrivare a rete”, ha detto sorridendo.
Famiglia, team e crescita personale
Il percorso di Luciano è strettamente legato alla famiglia e a un team che lo segue con dedizione. Suo padre, anche coach, ha avuto un ruolo chiave nella sua evoluzione mentale: “Quando ho vinto i campionati italiani Under 16 ho fatto il salto di qualità. Ho cominciato ad avere più fiducia in lui”. Il gruppo di lavoro comprende anche Giuliano Basile, che si alterna tra Luciano e il fratello minore Vito, e il fisioterapista Elio da Fano, figura centrale nella preparazione fisica dell’atleta.
Proprio Vito sta vivendo un bel momento, arrivato in finale in un ITF in Repubblica Ceca. “Sta migliorando molto mentalmente. È in quella fase in cui capisci se vuoi davvero fare questo sport. Lo aiutiamo tanto, anche per la parte atletica”, racconta Luciano con affetto. E aggiunge: “Se arrivo alla seconda settimana verrà qui. Spero di vincere e vivere questa emozione Slam insieme a lui.”
“Nel tennis ognuno ha i suoi tempi”
Il successo di Darderi arriva al termine di un percorso non lineare, e lui stesso lo sottolinea: “Nel tennis ognuno ha i suoi tempi. Non tutti arrivano al top subito. Io sto cercando di farlo con costanza”. Il cammino verso l’élite del tennis mondiale è ancora lungo, ma il talento e la determinazione non mancano. A Wimbledon, Darderi sta scrivendo la sua storia con umiltà e fiducia. E con uno sguardo fisso verso l’alto.


