Daniil Medvedev esce di scena già al primo turno di Wimbledon 2025, battuto in quattro set da un sorprendente Benjamin Bonzi. Una sconfitta amara per il numero 9 del mondo, che per il secondo Slam consecutivo abbandona la competizione al debutto, dopo il Roland Garros. Ma nonostante il colpo subito, il tennista russo si mostra lucido e riflessivo in conferenza stampa, cercando risposte più nella prestazione del suo avversario che nella propria.
“È solo questione di fiducia”
Medvedev non cerca scuse e si assume le proprie responsabilità, ma sottolinea come il livello del francese sia stato nettamente superiore alla media. “Mi sento triste. Ma la partita è finita, quindi non posso fare nulla. Lui ha giocato molto bene, per quanto mi riguarda non mi è sembrato di aver giocato male. Sono sorpreso dal suo livello, davvero. Non credo ci sia un’altra partita quest’anno in cui abbia giocato così”, ha dichiarato l’ex numero uno del mondo.
Il russo ha ammesso che il rendimento di Bonzi, in particolare nei colpi da fondo, è stato eccezionale: “Ha sbagliato pochissimo. Qualche errore di dritto, ma di rovescio ricordo forse tre errori non forzati. Gli auguro di giocare ancora così, anche se non mi sorprenderei se non lo facesse più”.
Halle come bussola
Nonostante il momento complicato nei tornei dello Slam, Medvedev non si dice preoccupato per il suo rendimento stagionale. Il riferimento costante è il torneo di Halle, dove ha raggiunto la finale con un livello di gioco alto e convincente: “Sarei molto preoccupato se non ci fosse stato Halle. Lì ho giocato bene, ho ritrovato fiducia. È solo questione di vincere qualche partita in più”.
Il russo ammette di aver avuto buone sensazioni anche nella preparazione a Wimbledon, con diversi set vinti in allenamento. “Ma non conta. La partita vera è tutta un’altra storia”, ha ammesso con realismo. E aggiunge che l’obiettivo rimane tornare nella top 10 entro fine anno, sfruttando i prossimi tornei sul cemento: “Non ho tanti punti da difendere. Se riesco a giocare bene come ad Halle, ci ritorno”.
Condizioni difficili, ma non decisive
A rendere ancor più ardua la sfida è stato il caldo record registrato nel giorno d’apertura dei Championships. Medvedev ha ammesso che le alte temperature hanno inciso sulla tenuta fisica, soprattutto nel quarto set: “Non dirò mai che ha vinto per il caldo. Ma non è facile giocare con questo clima. Alla fine ero stanco, e lui continuava a mettere pressione con risposte profonde e vincenti. È stata dura”.
Anche l’orario della partita, fissato alle 11 del mattino, non ha aiutato: “Di solito non rendo al meglio così presto. Ma oggi mi sentivo bene, mi sono svegliato presto e ho fatto tutto come si deve. Non credo abbia fatto la differenza”.
Riflessione e autocritica
L’analisi finale di Medvedev è lucida e priva di drammi. “Non mi manca nulla rispetto agli anni passati. È solo una questione di fiducia. Se inizi a vincere quelle partite tirate, tutto cambia”, ha affermato con convinzione. “Devo solo imparare a reagire meglio contro avversari in giornata perfetta. Oggi Bonzi lo era, e io non sono riuscito a trovare una soluzione”.
Per Medvedev ora si apre la stagione sul cemento, terreno più favorevole, dove andrà alla ricerca del riscatto e di quella continuità nei tornei più importanti che, finora nel 2025, è mancata. Un’annata complessa, ma non compromessa.


