Si sta per sollevare il sipario su quello che viene considerato il torneo di tennis più prestigioso, il terzo Slam della stagione che ha come superficie la meno calcata erba.
Il torneo più Antico
Wimbledon è il torneo di tennis più antico ed è l’unico dei quattro Slam non organizzato da una Federazione Nazionale, essendo prerogativa dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, un circolo tennistico inglese fondato nel 1868 con sede nella città della contea di Londra.
La sua prima edizione è datata 1877 e all’epoca era in programma esclusivamente il singolare maschile, il primo dei quali fu vinto dal britannico Spencer Gore.
Con il passare del tempo Wimbledon è cresciuto e dal 1884 sono state incluse le competizioni femminili, diventando uno dei quattro tornei Slam insieme agli Australian Open, al Roland Garros e agli US Open.
La data che riflette la “precisione” britannica
A Wimbledon ogni cosa è meticolosamente presa sotto attenzione, la stessa data non è stata scelta a caso.
Ogni anno lo Slam di svolge sei settimane prima del primo lunedì di agosto, il primo match ufficiale deve essere disputato dal campione in carica del torneo e i cancelli vengono aperti la mattina alle ore 10:30. Quest’anno si giocherà tra il 30 giugno e il 13 luglio.
Il “dress code” o codice di abbigliamento
A Wimbledon vige un codice di abbigliamento molto rigido considerato fondamentale, sia per i giocatori sia per il pubblico degli spalti.
I giocatori si devono vestire rigorosamente di bianco, un colore considerato pulito, che rappresenta lo sport di un gentiluomo, ragione per la quale il tennis a volte è chiamato “lo sport bianco”. Il motivo è legato al sudore. Quando il torneo venne istituito l’idea era che vedere il sudore sulle magliette durante le partite fosse indecoroso.
La regola del “dress code” si estende anche ai giudici di sedia, che devono indossare una maglietta a righe con colletto bianco, pantaloni beige per gli uomini e gonna lunga per le donne, e una giacca scura. Non vengono esentati neanche i guardalinee, che indossano sempre il classico berretto inglese.
Se ci dovessero essere degli strappi alle regole, arriva una multa non esigua, come nel 2013 accadde a Roger Federer, sanzionato per avere indossato delle scarpe con una suola arancione. All’All England Lawn Tennis and Croquet Club, anche agli spettatori è richiesto un look elegante, che prevede giacca e cravatta per gli uomini e abito per le donne.
L’erba di Wimbledon
L’erba iconica dei campi di Wimbledon richiede speciali attenzioni. Per ottenere un prato di qualità sono necessarie una tonnellata di semi all’anno.
Alla manutenzione del prato lavorano più di cinquanta professionisti, che si occupano di falciarlo, irrigarlo e verniciarlo. All’inizio del torneo deve essere tagliato esattamente a 8 mm, in modo che l’erba offra un rimbalzo basso e veloce, favorendo un gioco offensivo e richiedendo abilità specifiche.
I lavori per il manto iniziano subito dopo la fine di ogni torneo e durano l’intero anno. Questa meticolosa manutenzione garantisce una qualità di gioco ottimale. Nel resto dell’anno il taglio del prato viene mantenuto a 13 mm.
La partita più lunga giocata a Wimbledon
La partita più lunga di sempre giocata si è svolta nel 2010, tra il 22 e il 24 giugno, sui campi di Wimbledon. L’americano John Isner ha affrontato il francese Nicolas Mahut e l’incontro è durato non meno di 11 ore, 6 minuti e 23 secondi. Alla fine Isner ha sconfitto Mahut con il punteggio “monstre” di 6-4 3-6 6-7(7) 7-6(3) 70-68. Quell’incontro ha battuto dieci record del tennis, tra i quali, partita più lunga, set più lungo giocato (8 ore e 11 minuti), maggior numero di games in un set (138).
La tradizione gastronomica
Quando si dice Wimbledon si è subito soliti pensare a uno tra i suoi elementi distintivi, le fragole e la panna. Secondo la leggenda, Re Giorgio V introdusse questa tradizione a Wimbledon, anche se la realtà è che si consuma sin dalle prime edizioni. A questo proposito, non è un caso che la stagione delle fragole nel Regno Unito coincida con le date del prestigioso torneo londinese.
Non è però una fragola qualunque, è la fragola Elsanta, coltivata nelle fattorie del Kent, nel sud-est dell’Inghilterra. Vengono prelevate il giorno prima e arrivano alle strutture alle 5:30 del mattino. Di solito per coloro che si recano a Wimbledon è tradizione che vengano deliziati con questa prelibatezza, ammesso che le fragole piacciano, se non piacciono non ha nessun effetto.
Nelle due settimane della manifestazione si consumano circa 30.000 chili di fragole e 7.000 chili di panna. In media vengono servite più di centodiecimila porzioni, per trenta tonnellate di fragole e ottomila litri di panna. Non dimenticando le trecentomila le tazze di thé bevute durante il torneo, le novantamila pinte di birra e le dodicimila bottiglie di champagne, rigorosamente servito con una fettina di salmone.
Le palline di Wimbledon
Le palline sono uno degli elementi fondamentali dello Slam. Dunlop Slazenger Group è la fabbrica incaricata di fornire quelle ufficiali, che nel tempo sono diventate un importante oggetto di merchandising. Ognuna delle circa cinquantamila palline utilizzate viene ispezionata in modo molto scrupoloso nei minimi dettagli e a fine torneo vengono vendute ad altri tennis club o a tifosi, spesso con scopi benefici. Il colore giallo delle palline è stato introdotto nel 1986 quando si appurò che avere un palla di colore bianco era televisivamente impossibile da sostenere.
Wimbledon e la superstizione
Ci sono molte cose di Wimbledon che affascinano e attorno ad esse spunta qualche “segreto”. Uno di questi è che il torneo è estremamente superstizioso e crede nella maledizione del numero 13, di conseguenza, dei 19 campi che si sono, non ce n’è uno con il numero 13. Nonostante questo, in proposito c’è un divertente aneddoto. E’ stato nel 2013 che Andrew Barron Murray, detto Andy, vinse il torneo, spezzando la “maledizione” secondo la quale nessun britannico vinceva dal 1936.
In che modo i giudici chiamano i giocatori
Il giudice di sedia chiama sempre con l’appellativo “Miss”o “Mrs” le giocatrici del torneo femminile. Un discorso diverso per gli uomini, il quale titolo di “Mister” viene utilizzato esclusivamente in caso di un giocatore dilettante. Per i professionisti, il “Mister” viene utilizzato esclusivamente quando qualcuno ricorre all’occhio di falco.
I giocatori che hanno vinto di più a Wimbledon
Una vittoria a Wimbledon è qualcosa che pochi tennisti al mondo possono vantare e di sicuro rientrano tra i migliori. Oggi vincere questo Slam significa portarsi a casa una cospicua somma di denaro, ma essere presenti nell’albo d’oro di questa competizione forse vale anche di più.
Quando si parla di Wimbledon non è possibile non associarlo a Roger Federer, considerato il Re dell’erba londinese con i suoi otto trionfi tra il 2003 e il 2017, uno in più di Pete Sampras, William Charles Renshav, detto Willy e l’inossidabile Novak Djokovic che, anche quest’anno proverà ad eguagliare l’ex rivale svizzero.
In campo femminile è Martina Navratilova la regina del torneo con nove successi, meglio anche di vere e proprie icone del tennis come Steffi Graff che ha vinto sette volte e Serena Williams che ha vinto sei volte.
Il cosiddetto “wonder boy” di Londra
Il più giovane vincitore di sempre del singolare maschile di Wimbledon è stato Boris Becker, che nel 1985 vinse a 17 anni e 227 giorni, battendo in finale Kevin Curren. Il tedesco fa parte dei tre giocatori non compresi tra le teste di serie che hanno vinto nell’era open insieme a Richard Krajicek nel 1996 e Goran Ivanisevic cinque anni dopo.
Le prestazioni dei giocatori italiani a Wimbledon
La prestazione migliore prestazione di un italiano a Wimbledon in singolare appartiene a Matteo Berrettini, finalista nel 2021. Ha raggiunto la semifinale Nicola Pietrangeli (1960). Hanno raggiunto i quarti sull’erba di londinese: Umberto De Morpurgo (1928), Nicola Pietrangeli (1955), Adriano Panatta (1979), Davide Sanguinetti (1998), Jannik Sinner (2022 e 2024) e Lorenzo Musetti (2024).
Tra le donne hanno raggiunto i quarti di Wimbledon: Lucia Valerio (1933), Laura Golarsa (1989), Silvia Farina (2003), Francesca Schiavone (2009), Camila Giorgi (2018) e Jasmine Paolini (2024), la quale nello stesso anno è arrivata in finale.
I raccattapalle o “ball boys”
I raccattapalle, chiamati “ball boys”, provengono da una formazione in scuole locali come “The Shaftesbury Children’s Home, Goldings” dal 1947 e dal 1969 in altre istituzioni scolastiche di quartieri limitrofi come “Merton”, “Sutton”, “Kingston”, “Surrey” e “Wandsworth”. I raccattapalle, come vuole la tradizione, vengono scelti in modo individuale dai loro professori.
Il falco Rufus
Il torneo di Wimbledon dal 1999 è stato disinfestato dal pericolo piccioni. Il merito è di un falco chiamato Rufus, che vola sui campi dalle nove del mattino sino a un’ora prima dell’apertura dei cancelli. Rufus, che è un animale domestico, ha un account Twitter con più di diecimila followers e qualche anno fa fu vittima di un rapimento. Il falco più famoso di Londra è un dipendente della “Avian Environmental consultants”.
I trofei di Wimbledon
Il trofeo riservato al torneo maschile è una brocca d’argento placcata in oro e misura 47 cm di altezza e 19 cm di diametro. Contiene l’iscrizione “All England Lawn Tennis Club Single Handed Championship of the World”. Ogni anno la scena è sempre la stessa, di solito cambiano i protagonisti però il copione è lo stesso: premiazione al centro del campo, intervista di rito e commozione con il trofeo in mano, il quale, però, non viene portato a casa, portano una replica decisamente più piccola di quasi il 75%, mentre le donne si portano a casa un piatto d’argento del diametro di 46 cm, decorato con figure mitologiche.
I trofei originali sono da sempre conservati nel Museo di Wimbledon, che si trova a Church Road.


