Il dolce retroscena dopo la sconfitta di Parigi
Dopo l’amara sconfitta in finale al Roland Garros contro Carlos Alcaraz, Jannik Sinner ha trovato un modo inaspettato – e dolcissimo – per consolarsi. Lo ha rivelato il suo allenatore Darren Cahill, in un’intervista ai canali ufficiali di Wimbledon, alla vigilia dell’esordio del numero 1 al mondo contro Luca Nardi.
“Dopo la conferenza stampa, stavamo andando al bus quando, passando dal lounge giocatori, Jannik ha visto il barattolo di caramelle. Di solito ne puoi prendere un paio. Lui ha preso l’intero barattolo!” ha raccontato Cahill ridendo. “Era stato a dieta ferrea per due settimane. In macchina aveva questo barattolo pieno di caramelle in grembo, e tutti noi ridevamo a crepapelle”.
Una scena che restituisce l’immagine di un Sinner umano, capace di concedersi una pausa dopo settimane di sacrifici. Il racconto, per quanto leggero, riflette anche una nuova serenità del giocatore, capace di lasciarsi alle spalle una delusione cocente.
La sconfitta come stimolo, non come freno
Il momento è stato vissuto dal team non come una crisi, ma come un passaggio naturale nel percorso di crescita. La sconfitta contro Alcaraz a Parigi non ha minato la fiducia del gruppo: “Jannik ha metabolizzato quella finale. È consapevole di cosa ha fatto, è stato straordinario anche se non è finita come voleva” ha spiegato Cahill.
Anche l’uscita prematura dal torneo di Halle, battuto da un ispirato Alexander Bublik poi vincitore del torneo, non ha sollevato particolari preoccupazioni: “È stato solo un passaggio. La settimana successiva ha avuto la sua miglior settimana di allenamento su erba di sempre. È rigenerato, fresco, concentrato”.
Wimbledon come nuova sfida
Sinner arriva a Wimbledon con poche partite sull’erba ma con tanta preparazione alle spalle. Cahill non nasconde che i primi turni saranno cruciali: “Se riuscirà a superare bene le prime sfide, sarà completamente a posto. Si è dedicato appieno a questo torneo”.
Il focus è totale, e l’obiettivo chiaro: giocare il proprio miglior tennis, senza farsi schiacciare dalle aspettative. “Jannik sa che se continuerà a lavorare così, ha davanti altri 10-12 anni al top. Avrà molte altre occasioni contro Alcaraz. Se avesse vinto a Parigi, oggi parleremmo del Sinner Slam” ha aggiunto l’australiano, sottolineando la grande rivalità – e rispetto – tra i due dominatori del tennis attuale.
Visione, consapevolezza e fame di successi
Cahill ha sottolineato come la forza di Sinner risieda anche nella sua lucidità mentale: “Ha una visione chiara del proprio gioco, sa dove si trova e dove vuole arrivare. Sta migliorando sull’erba e ne è consapevole. Si gode il processo, passo dopo passo”.
Nel frattempo, all’orizzonte si profila una possibile nuova sfida proprio con Alcaraz, a Wimbledon, dove l’iberico va a caccia di un’impresa leggendaria: la doppietta Roland Garros-Wimbledon per il secondo anno consecutivo, riuscita solo a mostri sacri come Björn Borg e Steffi Graf.
Ma anche Jannik, con un barattolo di caramelle alle spalle e un sogno in mano, vuole scrivere la sua storia.


