La mente è tutto: così Sinner si prepara a Wimbledon con il “medico dei piloti”

Jannik Sinner affronta Wimbledon da numero uno con uno staff ridotto ma una mente d’acciaio, grazie al supporto del dottor Riccardo Ceccarelli, il “medico dei piloti”.
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La pressione del numero uno

A Wimbledon, dove le aspettative sono alte e la pressione è al massimo, Jannik Sinner si presenta non solo da numero uno del mondo, ma anche da uomo solo al comando. Dopo la clamorosa decisione di separarsi dal preparatore atletico Marco Panichi e dal fisioterapista Ulises Badio, l’altoatesino affronta il torneo inglese con uno staff ridotto, ma con un supporto mentale che potrebbe rivelarsi determinante: Riccardo Ceccarelli, il “medico dei piloti”.

La scelta di ridisegnare il team alla vigilia di uno Slam ha colto tutti di sorpresa. Lo stesso Sinner ha commentato con discrezione l’addio ai due collaboratori, spiegando che “non è successo nulla di grave o eclatante” e che “a volte non mi sento a mio agio, c’erano un po’ di cose che non mi andavano”. Quello che resta chiaro, però, è che per il tennista azzurro “la parte più importante è sempre quella mentale”. E proprio su questo fronte è entrato in scena Ceccarelli.

L’arma segreta: Formula Medicine

Riccardo Ceccarelli è un nome di culto nello sport ad alta intensità. Medico toscano con oltre trent’anni di esperienza nel paddock della Formula 1, ha seguito piloti del calibro di Ayrton Senna, Fernando Alonso e Max Verstappen. Fondatore di Formula Medicine, un centro di eccellenza per la preparazione mentale e fisica degli atleti, Ceccarelli ha ideato un metodo scientifico che integra psicologia, neuroscienza e algoritmi.

Il rapporto con Sinner nasce nel 2020, quando il giovane talento si allenava ancora a Bordighera con Riccardo Piatti. Da allora, la collaborazione si è rafforzata, diventando un punto fermo nella carriera del tennista. Anche quando altri membri del team sono cambiati, la fiducia in Ceccarelli non è mai venuta meno. In genere, il lavoro si svolge da remoto, ma nei momenti cruciali — come questo — il medico interviene in presenza.

Mente fredda, cuore caldo

Ceccarelli non è un mental coach tradizionale. Il suo approccio si basa su “autoconsapevolezza cerebrale”: attraverso esercizi su computer che simulano situazioni di stress e competizione, l’atleta impara a riconoscere e gestire con precisione le proprie reazioni emotive. È una sorta di allenamento del cervello, che mira a migliorare le performance riducendo il dispendio mentale.

Secondo il medico viareggino, “il campione è colui che raggiunge la performance col minor consumo energetico mentale”. E Sinner sembra essere l’allievo perfetto: sempre più capace di affrontare situazioni complesse con lucidità, come dimostrato nella battaglia vinta contro Holger Rune agli Australian Open, quando nonostante un malessere è riuscito a portare a casa il match.

La “teoria dello scalatore” per arrivare in cima

Un altro concetto chiave nel metodo di Ceccarelli è la cosiddetta “teoria dello scalatore”: affrontare la competizione un punto alla volta, senza guardare troppo avanti. Un passo dopo l’altro, senza perdere il contatto con il presente. È una filosofia che Sinner ha fatto propria, e che ora si prepara ad applicare anche sui prati verdi di Londra, dove lo attende un primo turno insidioso contro il connazionale Luca Nardi.

Senza la squadra al completo, ma con una mente sempre più allenata a dominare l’ansia, Jannik si affida alla forza della sua autoconsapevolezza. Il suo Wimbledon inizia sotto il segno della resilienza mentale, con l’obiettivo dichiarato di essere “pronto mentalmente a combattere”. E quando la mente è lucida, tutto il resto può diventare un dettaglio.

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