Fritz, il riscatto americano passa da Wimbledon
Taylor Fritz ha compiuto un altro passo importante nella sua crescita tennistica, centrando per la prima volta la semifinale a Wimbledon. Dopo i titoli conquistati sull’erba a Stoccarda e Eastbourne, l’americano conferma il suo straordinario feeling con questa superficie, superando Karen Khachanov nei quarti con il punteggio di 6-3 6-4 1-6 7-6(5). La vittoria, tutt’altro che semplice, ha evidenziato non solo la potenza del suo servizio, ma anche una nuova maturità mentale che gli consente oggi di competere con i migliori.
“Se gioco così, nessuno può fare troppo contro di me”
In conferenza stampa, Fritz ha mostrato grande fiducia nei propri mezzi e una consapevolezza crescente del proprio livello. “L’erba è una superficie che uniforma molto le cose. Mi sento più vicino ai migliori, ad Alcaraz, Sinner e Djokovic, qui rispetto al Roland Garros”, ha dichiarato. Non solo: ha sottolineato come la sua performance nei primi due set contro Khachanov sia stata talmente solida da mettere in difficoltà qualsiasi avversario. “Se gioco come ho fatto oggi nei primi due set, non c’è molto che qualcuno possa fare dall’altra parte della rete”.
Il numero 5 del mondo ha poi ricordato quanto l’esperienza nei tornei del Grande Slam abbia influito positivamente sul suo approccio. L’aver già disputato quarti di finale in più occasioni e aver vissuto l’intensità di match come la semifinale dello US Open contro Sinner ha trasformato il suo modo di affrontare la pressione: “Oggi ero molto più calmo e rilassato. A New York contro Tiafoe ho capito quanto possa essere stressante arrivare in fondo. Da lì nulla mi sembra più insostenibile”.
L’equilibrio tra perfezionismo e consapevolezza
Fritz ha parlato anche del suo atteggiamento in campo e in allenamento, rivelando un lato profondamente autocritico. “Sono ancora molto esigente con me stesso. Questo mi dà la spinta per migliorare ogni giorno. In allenamento cerco di essere un perfezionista, ma quando gioco accetto quello che ho. Questo mi aiuta a restare calmo anche quando qualcosa va storto”. Una strategia mentale che gli sta dando ottimi risultati.
A rendere più completo il ritratto di questo nuovo Fritz è anche il riferimento al supporto della sua compagna, Morgan Riddle, che l’atleta ha definito fondamentale per il suo equilibrio e per la concentrazione fuori dal campo: “Da quando sto con lei, il mio miglioramento è stato evidente. Mi motiva, mi aiuta a restare in salute e a fare sempre le scelte giuste”.
La tecnologia al servizio del gioco
Durante il match con Khachanov, una chiamata dubbia del sistema elettronico ha suscitato curiosità. Ma Fritz non ha mostrato esitazioni: “Preferisco l’Electronic Line Calling rispetto agli arbitri. Ti evita la fatica mentale di dover chiamare il challenge durante il punto. Funziona, è chiaro, e si evita la polemica”.
Ora Alcaraz (forse), ma con nuove certezze
In attesa di sapere se il suo avversario in semifinale sarà Carlos Alcaraz, Fritz si dice pronto. Anzi, quasi sollevato. “Se sarà lui, meglio qui che sulla terra rossa del Roland Garros. Lì sarebbe stato un incubo”. Con una nuova consapevolezza e uno stile di gioco perfetto per i prati londinesi, l’americano sogna in grande. E questa volta, sembra avere davvero tutte le carte in regola per farlo.


