L’attesa per Wimbledon 2025
Il prato immacolato dell’All England Club è pronto a ospitare un’edizione che promette scintille. I riflettori sono puntati su Novak Djokovic, sette volte campione a Londra, che sogna di eguagliare l’otto di Roger Federer e di prendersi la rivincita dopo le finali mancate negli ultimi due Slam. Nel suo stesso lato del tabellone c’è il numero 1 del mondo Jannik Sinner, mentre in quello opposto il detentore del titolo Carlos Alcaraz va a caccia di una clamorosa tripletta.
Il cammino di Djokovic nel tabellone
Sorteggiato come testa di serie n. 6, il fuoriclasse serbo debutterà contro Alexander Muller. L’eventuale secondo turno lo vedrebbe opposto al beniamino di casa Daniel Evans, seguito dal giovane talento americano Alex Michelsen ai sedicesimi. Dagli ottavi il livello si alza con la probabile sfida all’indiavolato Alex De Minaur; ai quarti incombe un quartetto variegato: Jack Draper, Alexander Bublik, Jakub Mensik o l’azzurro Flavio Cobolli. Se i pronostici saranno rispettati, la semifinale potrebbe regalare il remake di Parigi contro Sinner, che nel suo segmento dovrà superare ostacoli del calibro di Tommy Paul e Lorenzo Musetti.
Allenamento-show con Alcaraz sul Campo Centrale
Per inaugurare il Centrale, Wimbledon ha scelto i protagonisti delle ultime due finali: Alcaraz e Djokovic. Tra scambi tiratissimi e sorrisi, Nole ha scherzato con lo spagnolo: “Qualsiasi cosa faccia a Ibiza, funziona! Vince sempre, prima e dopo Ibiza”. Poi, rapito dalla perfezione del tappeto verde, ha confessato: “Sono veramente contento di essere di nuovo sul Campo Centrale. Ti dispiace quasi giocarci. È così perfetto, è un vero privilegio”. Questa volta, da campione in carica, è Alcaraz a dettare le regole dell’allenamento, e Djokovic lo sottolinea con ironia: “Carlos Alcaraz, da defending champion, ha la priorità. Io sono lo sparring partner. Sono contento che abbia scelto me”.
Il contesto e gli avversari
Il 24 volte vincitore Slam ha ricordato che le “palline usate a Wimbledon sono più lente rispetto al passato”, dettaglio che – a suo dire – rende complesso passare a rete avversari esplosivi come Alcaraz. Nole arriva a Londra dopo un inizio di stagione altalenante e con il ricordo di un ginocchio dolorante un anno fa, ma la storia insegna che il serbo sa trasformarsi sull’erba. Dall’altra metà del draw, Alcaraz si fa strada con un percorso in apparenza più agevole, sorvegliato da Rublev, Rune, Zverev, Medvedev e Fritz. Tutto lascia presagire una corsa a tre: l’esperienza di Djokovic, la costanza di Sinner e l’esplosività del campione in carica.
A vent’anni dall’esordio londinese, Djokovic è ancora il fattore X del torneo: l’uomo capace di insinuarsi tra le giovani stelle e rovinare loro la festa. Con Alcaraz deciso a difendere il titolo e Sinner pronto a scrivere una nuova pagina del tennis italiano, Wimbledon 2025 si annuncia come un romanzo in cui tradizione e rivoluzione si sfidano punto su punto.


