Best Quotes of the Week: “Quando Roger era il piccolo Satana”

Best Quotes of the Week: “Quando Roger era il piccolo Satana”

La compilation di alcune delle dichiarazioni più interessanti della settimana. Dall’infanzia di Roger Federer alla speranza di Ana Konjuh. Génie Bouchard non ha tempo per i ragazzi, Ferru vuole tornare al Master e Hewitt sogna in grande agli Australian Open…

Ecco la compilation settimanale di alcune tra le dichiarazioni più interessanti della settimana. Dall’infanzia di Roger Federer alla speranza di Ana Konjuh. Génie Bouchard non ha tempo per l’amore, Ferru vuole tornare al Master e Hewitt sogna in grande agli Australian Open…

Aga voleva l’altra Martina
“Inizialmente Agnieszka aveva pensato alla Hingis come sua futura coach. Martina però gioca ancora il doppio   e raggiunge spesso le fasi finali dei tornei; per questo motivo non avrebbe avuto tempo di seguirla. E poi, secondo me, è ancora troppo giovane. Non ha l’esperienza della Navratilova”. (Marta Radwanska, madre della n. 6 del mondo al sito polacco Dziennik Polski). 
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Piacere, sono Ana Konjuh!
“Chi sarei ansiosa di incontrare? Sicuramente Roger Federer. Sono una sua grande fan. Ho avuto la possibilità di incontrarlo ma non ho voluto. Il motivo? Non vorrei incontrarlo come una sua semplice fan. Mi piacerebbe presentarmi dicendo ‘Piacere, sono Ana Konjuh’. Vorrei che lui sapesse già chi sono io. E per farlo devo però ottenere qualcosa di importante prima di conoscerlo. Lui è una leggenda nel mondo del tennis. Non c’è mai stato un tennista del suo livello e credo che mai ci sarà” (Ana Konjuh, croata, 17 anni appena compiuti e n. 93 del ranking mondiale).  

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Quando Roger era ‘il piccolo Satana’
“Un giorno sua mamma Lynette venne da me e mi disse: “Ho un figlio di 7 anni. Potrebbe unirsi a te? I signori Federer non erano affatto superbi, ma persone semplici, e lo sono ancora oggi.
Allora, Roger era molto amico di Marco Chiudinelli. La carriera di Marco potrebbe non esistere senza di Roger, ma la carriera di Roger non potrebbe essere la stessa senza Marco. I due si sono guidati a vicenda. In quegli anni, hanno condiviso un sacco di tempo fuori dal campo. Ad esempio giocando ai videogiochi in una sala decorata con poster di Michael Jordan e Pamela Anderson. Oppure giocavano a calcio in una squadra della città Concordia, in cui Roger era il centravanti.
Una volta, dopo aver perso una partita, seduto sulla sedia dell’arbitro, si mise a piangere in modo incontrollabile. Tutti gli altri erano nella club-house a fare picnic”. Alcuni membri del club erano soliti chiamarlo ‘Piccolo Satana’ per il suo carattere capriccioso. Secondo Madelaine, “Roger bestemmiava molto e a voce alta, però rideva e si rianimava”. (Madeleine Baerlocher, ex allenatrice presso il Tc Old Boys, il club di Basilea dove Roger Federer imparò a giocare a tennis). 

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Come un muratore 
“Non dovremo fare miracoli. Bisognerà avere continuità nella preparazione e nel lavoro. Come nella costruzione di una casa. Si comincia dalle fondamenta, non dal tetto. Diciamo che, appunto, il ‘tetto’ saranno i risultati inizieremo dalla base. Adesso ci troviamo in una fase di preparazione, stiamo lavorando duramente”. (L’ex tennista venezuelano Dani Vallverdu, storico sparring partner di Andy Murray e neo-coach di Tomas Berdych). 

Il Baby-Federer sta crescendo
“Dal punto di vista fisico è ancora un cucciolo, bisogna lavorare molto sul potenziamento. Sta assorbendo moltissimo e inizia ad ottenere risultati molto positivi”. (Roger Rasheed, coach di Grigor Dimitrov, al quotidiano The Australian – qui l’intervista completa).

I buoni propositi di Ferru
“In certi momenti, nel 2014, mi sono fatto prendere un po’ troppo dalla fretta e dall’agitazione; non è stato un brutto anno, ma mi è dispiaciuto molto di non essere stato fra i primi otto del mondo. L’anno prossimo voglio assolutamente rimanere nella top 10 e partecipare al Master.
Confido molto nel mio nuovo coach . E’ molto onesto, estremamente chiaro in quello che dice. Io cerco persone che non solo migliorino il mio tennis, ma mi aiutino anche sul piano personale, attraverso la vicinanza e l’instaurazione di fiducia mentre si lavora. E’ molto importante allenarmi e giocare sapendo chi sono e cosa sono in grado di fare; per questo il dialogo è importantissimo.
Ho 32 anni e in questa stagione molte cose sono migliorate oltre ogni aspettativa. Devo evolvere il mio gioco per battermi con i migliori. Adesso ci sono giovani molto potenti fisicamente e il tennis sta diventando sempre più questo: pensa meno e colpisci più forte. Se voglio competere con i top-player devo essere più rapido nei movimenti, colpire con più anticipo. In questi ultimi mesi ho migliorato la coordinazione e ho imparato a variare di più il ritmo di gioco”. (David Ferrer, n. 10 del mondo, in un’intervista al El Pays).
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I modelli di Roger
“Quando ho raggiunto un certo livello, per non perdere la motivazione ho guardato a grandi atleti come Michael Jordan, Tiger Woods, Valentino Rossi o Michael Schumacher. Gente che è stata vincente per tanto tempo, in molte occasioni. Mi chiedo: ‘Come ci sono riusciti?’. Mi rendo conto di essere simile a loro, nel corso degli anni mi avvicino sempre più. Sono di grande ispirazione per me, per continuare a lavorare duramente.
Mi sento fortunato a poter giocare sempre sui campi centrali e, molto spesso, in mondovisione. Devo dire che, onestamente, forse non avrei continuato, se avessero iniziato a mandarmi sul campo numero 4 tutti i giorni. Sarebbe stato un duro colpo per me, dopo essere stato in tutti quegli stupendi palcoscenici in giro per il mondo, giocare di fronte ad un pubblico più modesto… sì, sarebbe stato veramente difficile”. (Roger Federer in un’intervista radiofonica alla Bbc).
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Fabio? Una pasta d’uomo!
“Fabio è la persona più quieta e sorridente del mondo. Sa perchè io lo adoro? Perché mi fa ridere. Di continuo. Insieme passiamo un sacco di tempo a farci risate interminabili. In casa fa un sacco di cose! Al mattino quando ci svegliamo lui si alza per preparare il thé, io mi dedico al pane. Lui prepara la tavola, io spreparo. Comunque, al momento non lo sposo. Per adesso stiamo bene così. Anche io mi arrabbio quando lui in campo si comporta male.
Gli dico: Fabio così non solo stai male tu ma pure noi che ti vogliamo bene. Non è che alziamo la voce però gli dico ciò che penso e che devo dirgli. Fabio sbaglia il modo di reagire a questi errori. Altre volte è imperdonabile, come a Montecarlo; ma quello è stato un episodio a sé stante. Quando è in campo è una pentola a pressione: se non trova il modo si scaricare il vapore in modo corretto rischia di esplodere. Ma è fatto così”. (Le dichiarazioni di Flavia Pennetta sul fidanzato Fabio Fognini al quotidiano Tuttosport – qui l’intervista completa).   

Génie non ha tempo per i ragazzi
“Sono in una città diversa ogni settimana, quindi è molto difficile trovare un fidanzato. Gioco a tennis, ho bisogno del mio tempo per allenarmi e fare le mie cose. Sono abituata ad ignorare i ragazzi…” (La confessione della tennista canadese Eugénie Bouchard alla rivista Hello!).
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Padri e figli
“Il supporto dei genitori e il loro consiglio è molto importante. Ti fa capire che è un privilegio essere in grado di poter frequentare lezioni di tennis e poter disputare i tornei. Il minimo che un ragazzo possa fare è dare il massimo e approcciarsi con una buona attitudine. Allo stesso tempo, i genitori devono lasciare il giusto spazio al ragazzo e all’allenatore per far si che possano lavorare e anche viaggiare da soli. I genitori non devono comportarsi da babysitter. Ecco perché quando i miei genitori mi dicono ‘Sai, vorremmo venire a ogni torneo che giochi nel circuito’ io gli rispondo ‘Certo, venite a vedermi. Non mi dispiace trascorrere ogni giorno insieme a voi’. Se, al contrario, mi dicessero ‘No, non vogliamo venire perché non ci piace’, per me andrebbe bene lo stesso. Ed è così che molti genitori dovrebbero comportarsi, senza mettere troppa pressione addosso alle spalle dei propri figli”. (Roger Federer in un’intervista radiofonica alla Bbc).

Australian Open: Rusty sogna in grande
Giocare match in 5 set per me è una cosa positiva, soprattutto considerando le condizioni in cui si svolgerà il torneo. Ho delle buone sensazioni, penso di poter eliminare qualche testa di serie e con un pizzico di fortuna arrivare in semifinale. La speranza è quella di disputare la seconda settimana del torneo”. (Lleyton Hewitt)

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Quei match-point salvati contro Robredo…
“Dopo l’operazione ho dovuto lavorare davvero sodo e credo di aver sottovalutato quanto difficile il processo di recupero potesse essere. Ho avuto una prima parte di stagione molto complicata e in seguito ho iniziato a giocare un buon tennis soltanto agli Us Open. Da lì, la mia stagione è iniziata a cambiare e le cose sono migliorate. Sono andato in Cina con una mente più aperta e il mio miglior tennis è ritornato a farsi vedere. Se dovessi scegliere un momento specifico nel quale le cose sono cambiate, direi la finale di Shenzhen, dove ho salvato diversi match points contro Tommy Robredo. Purtroppo, quando ti prendi del tempo fuori dal tennis, il circuito non ti aspetta, per cui ho avuto come la sensazione di dover recuperare rispetto ai big che stavano giocando un ottimo tennis”. (Andy Murray)

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