Due (lunghe) chiacchiere con Nadia Petrova

Due (lunghe) chiacchiere con Nadia Petrova

Durante gli Australian Open, due giovani russe (Gasparyan e Kasatkina) hanno giocato bene, ma hanno entrambe perso da Serena Williams. Vediamo cos’ha da dire su questo e molto altro una che con Serena ha giocato molto più spesso: Nadia Petrova.

L’ex numero 3 al mondo ha giocato un paio di match imperdibili contro l’americana a metà degli anni 2000; l’ultimo, nel 2007, fu contro una Williams allora 81 del mondo.

Ricordo quella partita“, ha detto la Petrova, “Ero a due punti da vincere e stavo pure servendo. In quell’occasione lei ha tirato fuori dei colpi impressionanti e mi ha messo alle strette. Potevo fare qualsiasi cosa, ma lei trovava sempre qualcosa di meglio.”

La moscovita ha avuto più tardi la sua rivincita a Madrid e Pechino, diventando una delle poche giocatrici ad ottenere due vittorie di fila sulla numero 1 del mondo.

TENNIS-WTA-JPNMi sono sempre piaciute le nostre partite; non ero mai intimidita quando scendevamo in campo. Sapevo che avrei dovuto fare qualsiasi cosa per vincere, o almeno per fare una buona partita”.

Petrova è stata parte di una prorompente generazione di russe– che includono tre vincitrici slam (Sharapova, Kuznetsova e Myskina), una medaglia d’oro olimpica (Dementieva) e una numero 1 del mondo (Safina)- e ha dovuto vedersela con un infortunio riscontrato durante il Roland Garros 2013, là dove 10 anni prima era stata la prima russa dal 1975 a raggiungere la semifinale (c’era riuscita la Morozova).

“E’ stato molto freddo quest’anno”, ha detto dopo la sua sconfitta al primo turno contro Monica Puig. “Pensavo di aver messo solamente i muscoli troppo sotto sforzo. I medici e i fisioterapisti dicevano che avevo bisogno solo di una lunga pausa e che sarei stata pronta per i tornei sull’erba“.

“Ho seguito quel consiglio ma, quando sono tornata in campo, è andata ancora peggio, al punto che ho sofferto molto durante il primo turno di Wimbledon. Era un po’ meglio in doppio, ma dovevo fare altri controlli, e ricevere più visite da degli specialisti.”

Nonostante la qualificazione per la sesta volta alle Finals, in coppia con Katarina Srebotnik, la vincitrice di 37 tornei (13 in singolo e 24 in doppio) ha presto deciso di smettere di giocare finchè la sua anca fosse andata completamente a posto.

Avrei decisamente preferito continuare a giocare, girare per il mondo. Mi mancano tutte le emozioni di una vittoria o di una sconfitta. Mi manca tutt’ora, ma sfortunatamente l’anca continua a darmi problemi:”

Nadia Petrova

 

Per una donna che ha speso gran parte della propria vita viaggiando, 24 mesi di calma totale sono stati “un miscuglio di emozioni” a detta della due volte semifinalista slam, che ha speso il suo tempo finendo il rinnovamento della propria casa a Miami, aiutando la propria fondazione e anche passando una vita normale giocando con il proprio cane.

E’ bello stare fermi in un posto per un po‘. E’ bello svegliarsi ogni giorno nel proprio letto ma, dopo aver viaggiato per molto tempo, ti abitui a non farlo. A volte mi manca salire in aereo e andare da qualche parte. Mi sto annoiando a stare sempre nello stesso posto”.

La figlia di un’atleta eccezionale- la madre è stata medaglia di bronzo alle olimpiadi nella staffetta 4×400- ha iniziato a giocare a 8 anni; ha lasciato mosca a 12 anni e i suoi genitori hanno sfruttato opportunità di insegnamento in Egitto e Polonia.

Da teenager è andata in Olanda, per seguire il coach Glen Schaap (che ha poi lavorato con Safina e la rivale da junior Jelena Dokic), ma ha ammesso che era davvero difficile sentirsi a casa in posti che non lo fossero.

“Non mi lego tantissimo alle persone. Ovviamente fai amicizia, ma non è come quelli con cui sei cresciuta e andavi a scuola assieme, con cui hai un legame stretto. E’ difficile lasciasi tutti alle spalle, ma non mi è pesato così tanto“.

“Ho ancora un sacco di amici con qui sono in contatto in quei luoghi, e con cui mi piaceva viaggiare. Ero una teenager che amava esplorare posti nuovi, venire a conoscenza di nuove culture e usanze. Per me era affascinante“.

2004 French Open Tennis - Day Five“E’ un fatto di genetica che riguarda com’è fatto il mio corpo, e come reagisca ai movimenti durante un match. Un sacco di infortuni alla gamba e stiramenti  sono dovuti al fatto che il mio bacino e la mia bassa schiena non sono allineati. C’ho messo un sacco a capirlo, a prendere dovuta cura di me stessa“.

“Non sono neanche quel tipo di giocatrice che, se sta fuori per un paio di mesi, è capace di tornare ai livelli ai quali aveva lasciato. Mi ci vorrebbe un po’ per ritrovare il ritmo.”

Quando tutti i pezzi sono assieme, però, diventa inarrestabile: ha vinto la medaglia di bronzo alle olimpiadi in coppia con Maria Kirilenko, e ha vinto titoli su tutte le superfici durante i suoi 15 anni nel circuito. Ha battuto 16 delle 18 vincitrici slam della sua generazione, e 13 delle 14 donne a diventare o a essere state numero 1 del mondo.

E’ una delle uniche 10 ad essere riuscita a battere entrambe le sorelle Williams, vincitrici assieme di 45 slam, sia in singolo che in doppio, e che ha giocato quella che per lei è stata la “partita perfetta” agli Australian Open 2010, quando ha battuto la ex numero 1 al mondo Clijsters per 6-0 6-1.

Tennis: French Open 2003/Roland Garros

 

“E’ stata per me una grande opportunità venire a contatto con così tante culture, viaggiare attorno al mondo, sperimentare così tanti tipi di cucina, conoscere un sacco di persone stupende. Spero di essere riuscita, quando giocavo al meglio, ad ispirare qualche ragazzino con il mio gioco. Sono stata capace di entrare in contatto con la comunità attraverso le opere di beneficenza che ho fatto da sola e con la WTA.”

“A volte penso che, magari iniziando ora, le cose sarebbero state diverse per me; forse avrei vinto un titolo slam, sarei salita al numero uno del mondo. Sono sicura che le cose erano molto più difficili allora. Ogni settimana c’erano Serena, Venus, Davenport, Capriati, Justine, Kim e Mauresmo, era una dura competizione”.

“Sono fiera e onorata di aver giocato durante quell’era”.

Olympics Day 9 - Tennis

 

 

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