Federer, sul bambino che ha eluso la sicurezza a Parigi: “Non sono contento di quello che è successo”

Federer, sul bambino che ha eluso la sicurezza a Parigi: “Non sono contento di quello che è successo”

Gilbert Ysern, direttore del Roland Garros, è stato costretto a parlare con più di cento giornalisti il primo giorno del torneo, improvvisamente. Dopo il match di Roger Federer contro Alejandro Falla, terminato per 6-3 6-4 6-4 favore dello svizzero, un adolescente è entrato in campo per fotografarsi insieme al campione di 17 Slam. Per farsi un selfie, i famosi autoscatti che valgono tre volte di più se fatti con una celebrità, il ragazzo ha camminato per il campo come se fosse il salotto di casa sua.
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Non ha incontrato nessuna resistenza. Nessuno lo ha fermato. Gli uomini della sicurezza hanno reagito in ritardo, e non sono riusciti ad evitare che il ragazzo si avvicinasse a Federer. Non è la prima volta che uno spettatore entra in campo: tutti ricordiamo quando Monica Seles è stata accoltellata ad Amburgo. Ma più di venti anni dopo quel famoso accoltellamento, i protocolli di sicurezza non hanno funzionato.

“Successe anche nella finale del Roland Garros 2009”, ricorda Federer il famoso Jimmy Jump che ha invaso il campo con una bandiera e un berretto di lana. “Non sono contento di quello che è successo oggi. E’accaduto anche in allenamento. E’solo un bambino, ma la scorsa volta ne sono entrati altri tre”, dice Roger riferendosi all’episodio di Sabato, quando tre ragazzini hanno fatto irruzione in campo per ottenere la foto tanto desiderata. “Oggi è successo nel campo centrale, dove nessuno penserebbe possa accadere una cosa del genere. Parlo solo a nome mio, ma penso che tutti i giocatori siano d’accordo con me: nel luogo in cui si lavora bisogna essere sicuri”, insiste il numero 2 del mondo.

Non voglio parlare di ciò che dice Federer, voglio parlare dei fatti”, dice Ysern dopo che lo svizzero ha abbandonato la sala stampa. “Certo, i suoi commenti sono giusti e ha ottime ragioni per essere scontento. In parte, credo che non sia la fine del mondo, ma certamente gli addetti alla sicurezza non hanno agito come avrebbero dovuto. E’stato un errore di valutazione”, afferma il direttore del secondo Slam della stagione, che subito dopo l’intervista si è scusato di persona con Roger Federer.
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“Ysern si è scusato con me, abbiamo avuto una breve conversazione.”, confessa il numero 2 del mondo. “Sono sicuro che farà ciò che è necessario per garantire la sicurezza, ma non lo pretendo solo in questo torneo, ma in tutti quelli che giochiamo”, dice l’elvetico. “Non era un bambino di 5 anni. Quindi è una situazione che non dovrebbe mai verificarsi sul Philippe Chatrier. E ho già detto che è accaduto anche ieri, quando uno è saltato in campo e lo hanno seguito in cinque. Nessuno della sicurezza ha reagito. Penso che gli addetti dovrebbero reagire più velocemente”, continua Roger. “Spero che prendano le contromisure necessarie. Si sono scusati, ed è una cosa che apprezzo, ma voglio vedere cosa faranno”, conclude Federer che ora sfiderà Marcel Granollers.

Ora rafforzeremo la sicurezza: nessuno riuscirà ad entrare in campo in nessun momento. E’ certo che è imbarazzante per il torneo questa cosa. Questo significa che abbiamo commesso un errore, dobbiamo correggerlo e assicurarci che non accada più”, commenta Ysern. “Onestamente non so perché sia accaduto. E’stato un po’ diverso. Era il giorno dei bambini, c’era molto pubblico e molti bambini sugli spalti che incoraggiavano i giocatori per farsi fare un autografo, o qualcosa del genere”, ha sostenuto.
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“Ma,ripeto, c’è stata scarsa capacità di valutazione. E’successo due volte, e dobbiamo fare in modo che non accada più”, continua il direttore. “Non voglio dire che sono contento per quanto è accaduto ieri, ma non ritengo che sia necessario cambiare i protocolli di sicurezza”.

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