Il tennis al tempo della crisi: il caso David Vega

Il tennis al tempo della crisi: il caso David Vega

Il 22enne spagnolo, come tutti i giovani sportivi, ha dei sogni nel cassetto: innanzitutto desidera affermarsi nel circuito Challenger; in seconda battuta spera di entrare nella Top 100. David tutto questo al momento non se lo può permettere. Non perché sia privo di talento

La vita dorata dei tennisti professionisti. Le persone che non conoscono bene questo sport spesso ritengono che i giocatori siano tutti ricchi, un po’ come i calciatori. Non è così. Negli ultimi anni, soprattutto a causa della crisi economica, molti atleti hanno dovuto farsi letteralmente i conti in tasca. Alcuni hanno chiesto aiuto. Tra loro David Vega, che si è affidato al crowdfunding.

DOTI TECNICHE – Il 22enne spagnolo si trova attualmente al 763esimo posto del ranking ATP. Come tutti i giovani sportivi che si rispettino ha dei sogni nel cassetto: innanzitutto desidera affermarsi nel circuito Challenger; in seconda battuta spera di entrare nella Top 100. David tutto questo al momento non se lo può permettere. Non perché sia privo di talento. I suoi colpi sono spesso piatti; ha una grande capacità di “soffrire” in campo; quando può cerca di essere sempre dominante. Per queste caratteristiche c’è già chi l’ha paragonato a Roberto Bautista. Inoltre, grazie alle esperienza da doppista, è riuscito a migliorare nel servizio. In poche parole un tennista completo.

LE ULTIME DUE STAGIONI – Il 2015 è stato un anno molto fruttuoso per lui. Ha vinto il Futures di Ourense; ha raggiunto la finale di Béjar e si è messo in mostra in qualche nel Challenger di Siviglia. Grazie a questi risultati ha avuto la possibilità di confrontarsi, a Estoril, in Portogallo, con Pablo Carreno Busta. Risultato finale 6-1; 6-2 in favore del numero 30 del mondo. Per David questi erano piccoli passi verso il suo grande obiettivo. Poi, nel 2016 la situazione economica è peggiorata, e di conseguenza, anche i risultati. Vega è riuscito a partecipare, con notevoli sforzi, a tornei Futures in Spagna, Marocco, Tunisia e Italia. Troppo poco per uno come lui.

LA SVOLTA – Per uscire da questa difficile situazione, che lo costringe ad allenarsi un po’ dove capita e a rinunciare a quasi tutti i tornei geograficamente distanti dalla penisola iberica, si è affidato al crowdfunding. Questa pratica permette di accumulare piccoli investimenti in singoli progetti da parte di un gran numero di individui tramite internet. Poi chi ha donato viene ricompensato. Con un piccolo investimento David invia ai suoi sostenitori la sua racchetta firmata e altri accessori. Per i più generosi c’è la possibilità di palleggiare con lui. Un progetto che è figlio della crisi, ma senza dubbio con l’obiettivo di spingere David Vega verso la carriera che merita.

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