Tulane University: quando il tennis è più forte dell’uragano

Tulane University: quando il tennis è più forte dell’uragano

Una storia sportiva di rara bellezza quella della Tulane University, un esempio della forza motrice che lo sport è in grado di innescare, la resilienza di un paese che ha saputo ricostruirsi proprio a partire dai suoi aspetti di vita quotidiana.

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Siamo alla Tulane University di New Orleans, Louisiana, USA. E’ il 29 Agosto del 2005 quando Katrina, uragano di categoria 3, accompagnato da venti ad oltre 205 km/h, si abbatte sull’area metropolitana di New Orleans: i danni sono ingentissimi, l’onda di tempesta trascina via tutto, azzerando vite, speranze, sogni, ma anche abitazioni, esercizi commerciali, monumenti e scuole. Fra i tanti settori colpiti dalla cieca furia dell’uragano vi è quello dell’istruzione: molte sono le scuole e le università che devono fare i conti con le distruzioni perpetrate da Katrina; intere strutture allagate, interi impianti sportivi che da un giorno all’altro divengono inagibili.

Qui nasce la bellissima storia della squadra di tennis della Tulane University di New Orleans. L’università della Louisiana, prima di quel nefasto Agosto del 2005, vantava una storia di tutto rispetto, costellata da una vittoria agli NCAA Championship del 1959, 18 successi nella Southeastern conference e 5 titoli Conference USA. Katrina però spazzò via tutto, inabissando campi, attrezzatura e squadra, ma non la passione per la racchetta: nel 2008 l’università chiama Mark Booras a ricoprire il ruolo di head coach della squadra di tennis maschile, interamente da rifondare tre anni dopo il passaggio dell’uragano. Mark non ci pensa due volte, ed accetta l’incarico con un obiettivo ben preciso: riportare ai fasti del passato il team della Tulane University.

Il nuovo head coach però deve ripartire da zero: non sono rimaste nemmeno le palline, non ci sono i giocatori; lui e l’università devono combattere contro i fantasmi di Katrina, contro chi non crede che Tulane possa tornare ad essere un’università, contro chi guarda a New Orleans come un’Atlantide oramai dimenticata sotto una pesante coltre d’acqua. Bisogna ricomporre la squadra, convincere dei giovani ad iscriversi alla Tulane ma soprattutto a credere nel progetto di ristrutturazione, farli sentire parte di un qualcosa di speciale. Il progetto però è ambizioso, e l’anno dopo Booras ha già formato la nuova squadra: nove giovani e volenterosi tennisti, sei dei quali al primo anno, riportano sulle scene il team maschile di Tulane. Il record stagionale non fa certo gridare al miracolo, ma riuscire a riportare in campo la squadra è già di per sé una vittoria.

La prima pietra è stata posata: i nuovi membri della squadra hanno mostrato la via, ora non resta altro che seguirla. I ragazzi della Tulane poi hanno una marcia in più, sono animati da un viscerale spirito di rivalsa, vogliono far sfoggio della forza d’animo di una città che non ha mollato. La storia che stanno cercando di fare spinge i ragazzi a lavorare e competere più duramente“, dice Booras, che poi aggiunge “Avevamo ben quindici corsi di tennis al top prima di Katrina, ma dopo l’uragano abbiamo dovuto chiudere tutto. Non ho mai sentito parlare di un programma che sia stato in grado di riemergere dopo una situazione tanto disastrosa“. 

Nel 2016, dopo che l’università tutta e il dipartimento sportivo hanno dovuto combattere contro le difficoltà, di natura prima di tutto economica, determinate dalla natura di limitare al minimo le spese in vista della sostenibilità della ricostruzione, la squadra maschile ha ritrovato la via verso la vittoria, qualificandosi per l’NCAA Tournament per la prima volta dopo la brusca interruzione, riuscendo poi quest’anno a raggiungere la 3oesima posizione a livello nazionale.

Tanta strada è stata fatta, ma molta ne resta ancora da percorrere, e Booras, affiancato dall’entusiasmo di Rick Dikcson, direttore del dipartimento sportivo dell’Università dai tempi di Katrina, non ha certo intenzione di abbandonare il timone.

Una storia bellissima, che esalta i valori positivi di cui lo sport è in grado di farsi promotore, che narra di come una racchetta e una pallina siano in grado di riunire gli animi, di offrire una base da cui ripartire.

(Fonte: http://www.tennis.com/pro-game/2017/11/tulane-green-wave-hurricane-katrina-heroes-tennis-channel-2017/69933/)

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