Circus Preview: Nishikori pronto ad abbattere il muro di Belgrado, Federer si pregusta la semifinale, Serena soffrigge l’ennesima polpetta avvelentata per Masha

Circus Preview: Nishikori pronto ad abbattere il muro di Belgrado, Federer si pregusta la semifinale, Serena soffrigge l’ennesima polpetta avvelentata per Masha

Alla vigilia della prima tornata di quarti di finale dell’Australian Open, ci ritroviamo a fare i conti con la storia. Dopo i 28 anni intercorsi tra l’edificazione e l’abbattimento dello sciagurato muro di Berlino, domattina potremmo ritrovarci a celebrare, dopo una striscia di 36 vittorie consecutive, l’agognata demolizione del muro di Belgrado. Quarto di finale assai meno problematico per Roger Federer, opposto a Tomas Berdych. Tra le donne, ci si prepara ad un nuovo atto di bullismo, da parte di Serenona, nei confronti di Maria Sharapova. Derby del talento e della buona sorte tra Radwanska e Suarez-Navarro.

Alla vigilia della prima tornata di quarti di finale dell’Australian Open, ci ritroviamo a fare i conti con la storia. Dopo i 28 anni intercorsi tra l’edificazione e l’abbattimento dello sciagurato muro di Berlino, domattina potremmo ritrovarci a celebrare, dopo una striscia di 36 vittorie consecutive, l’agognata demolizione del muro di Belgrado. Non ce ne vogliano i tifosi di Nole, ma mai come in questo momento sembra incombente l’epocale eventualità. Fino a pochi giorni fa, infatti, associare Djokovic alla parola sconfitta risultava impossibile, come se ormai il mondo del tennis si fosse rassegnato all’imperitura egemonia del serbo.

La sconcertante prestazione offerta contro Gilles Simon, però, ha ridestato tutto il microcosmo della racchetta. Quello visto negli ottavi di finale è parso un Djokovic spento, svuotato ed inerme. Gillou, grazie al suo acume tattico e all’impagabile generosità, ha condotto Nole verso l’esasperazione, costringendolo a commettere la disarmante cifra di 100 errori gratuiti. Parlavamo delle 36 vittorie consecutive inanellate da Nole tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. La cabala, in tal senso, ci offre un ulteriore elemento per rafforzare la nostra tesi: l’ultimo avversario ad elimare Djokovic prima di una finale Slam è stato proprio Kei Nishikori. Il giapponese, nel corso della semifinale dello U:S Open 2014, rifliò a Nole una delle più brucianti amarezze dell’intera carriera. Per una volta il cagionevole nipponico sembra sufficientemente attrezzato per ammortizzare le fatiche di un Major, come ha perentoriamente dimostrato nell’intero cammino in terra australiana. L’umiliazione inflitta negli ottavi a Tsonga, poi, non può che aver ulteriormente irrobustito l’autostima del numero del 7 del mondo.

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Quarto di finale assai meno problematico per Roger Federer, opposto a Tomas Berdych. Consentiteci un ultimo riferimento statistico, poi garantiamo di darvi tregua: sono 16 i games che il ceco è riuscito a racimolare contro lo svizzero, nel computo degli ultimi tre scontri diretti. Prima del trattamento Edberg, infatti, Federer soffriva non poco le poderose sortite di Berdych. Non appena l’elvetico ha deciso di adottare i suggerimenti dell’allenatore svedese, votandosi all’aggressività e all’intraprendenza, per il macchinoso ceco sono iniziate le vacche anoressiche. Inutile, quindi, perdersi in inutli circuiti di parole: Federer ha già nove dita dei piedi in semifinale.

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Tra le donne, ci si prepara ad un nuovo atto di bullismo, da parte di Serenona, nei confronti di Maria Sharapova. La storia di questa astiosa persecuzione è tristemente nota: Nel 2004 Masha, allora 17enne, ebbe l’ardire di sconfiggere Serena nella finale di Wimbledon , privandola di un titolo che già aveva fatto rendicontare al proprio commercialista. Da quella partita Serena, conosciuta nell’ambiente per essere una che non se la lega al dito, ha pensato bene di legare direttamente la siberiana, inibendola da ogni tentativo di ribellione.

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Il secondo quarto di finale per ordine di importanze, primo in ordine di tempo, vedrà contrapporsi le due principali miracolate di questa edizione dell’Australian Open : Aga Radwanska e Carla Suarez-Navarro. La polacca è reduce dalla spudorata raccomandazione da parte della Dea bendata, materializzatasi attraverso dei crampi lancinanti occorsi alla tedesca Friedsam, sua avversaria negli ottavi di finali. La giovane teutonica, proprio quando si trovava ad un solo turno di servizio dalla vittoria, è stata paralizzata dalle insuperabili fitte muscolari, impedendole di agguantare il meritato successo.

Suarez-Navarro, invece, ha potuto agevolarsi del ritiro della menomata Kulichkova nei 16esimi, mentre negli ottavi ha impunemente beneficiato del tracollo fisico di Daria Gavrilova, dopo aver perso il primo parziale per 6-0. Al di là degli ammiccamenti della divina provvidenza, quella tra la polacca e la spagnola sarà una partita da seguire dal primo all’ultimo scambio, in virtù dello zampillante talento di cui sono dotate, merce ormai irrintracciabile nel panorama tennistico femminile.

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