Le dichiarazioni di Roger Federer dopo la vittoria su Goffin

Le dichiarazioni di Roger Federer dopo la vittoria su Goffin

Scopriamo cos’ha avuto da dire Roger Federe dopo essersi imposto sul belga David Goffin.

Ecco le risposte che ha dato Roger Federer, nella solita conferenza stampa post-match, dopo la vittoria per 6-2 6-1 6-4 su David Goffin.

Domanda: Cosa ne pensi del match?

Federer: Be, è stato buono. Sono sorpreso che sia finito così velocemente. Sai, vincere i primi due set in circa 50 minuti è la miglior cosa che possa succedere, specialmente se si inizia così tardi e contro un giocatore di qualità. Quindi sono veramente contento.

Era importante restare sempre lì, essere aggressivi e poi, ovviamente, chiuderla in tre set. Sono stato capace di farlo, e questo mi va a genio. Ci sono stati un po’ di momenti di cui ricordarsi per le prossime partite in questo match, e sono felice di aver giocato così, anche perchè la partita con Dimitrov non è andata esattamente come avevo previsto, penso di aver fatto un passo avanti.

D: Hai visto il match di Djokovic? Che ne pensi?

F: Be, penso che sia stata interessante, nel senso, ci sono stati un sacco di sconvolgimenti, palle break mancate un sacco di, non so, cambi istantanei. Hanno entrambi avuto le proprie chances nei primi 4 set. Non ho visto il quinto, ma credo che sarebbe potuto andare in qualsiasi modo. Credo sia stato un buon match sotto il punto di vista dell’intrattenimento, di certo.

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D: Era da un po’ che non si vedeva Djokovic giocare così male. 100 gratuiti sono davvero troppi…

F: Certo, ma da quant’è che guardate Simon? Sto solo chiedendo, perchè spesso la gente non guarda le cose dal giusto punto di vista. Gilles gioca ogni match così. Ti fa sbagliare. Ti fa andare su e giù e poi insegue ogni palla. Un sacco di punti, quindi, finiscono con degli errori.

Hanno giocato 5 set, quindi è certo che gli errori sono fioccati. In fondo, però, non importa se hai fatto 50 0 100 gratuiti se porti a casa la partita. Sento la gente che parla come se  questo fosse stato per lui un giorno orribile. Ovviamente può giocare meglio, ma, d’altro canto, dall’altra parte della rete c’era quello con le gambe più veloci di tutti, che sapeva esattamente cosa fare e che ha lottato fino alla fine. Quindi è stato molto duro chiuderla per Novak, e lui lo sa.

D: Giocherai il tuo dodicesimo quarto di finale qui in Australia contro Berdych. Cosa devi fare per batterlo questa volta?

F: Devo giocare bene. Penso che questo campo lo avvantaggi. Questo rimbalzo basso e la superficie veloce lo facilitano al servizio e in risposta. E’ un campo molto veloce. Penso che per il suo gioco sia molto buono.

Penso di aver sempre giocato bene contro di lui. Ha giocato molto bene qua l’anno scorso con le stesse condizioni. Sono stato impressionato da come ha giocato contro Nick [Kyrgios]. Oggi non ho visto molto del match contro Bautista Agut. Ha dovuto giocare in un campo diverso, nella sessione mattutina, contro un avversario diverso da me, lo ha battuto in cinque set, e questo, ne son sicuro, gli dà molta confidenza, anche se il punteggio non lo lasci trasparire.

Darei per scontato che è esattamente dove vorrebbe essere, che recupererà e mi complicherà non poco la vita, non ho dubbi.

Sono sicuro che sarà un bel match, in cui entrambi giocheremo aggressivo. Questo campo paga molto chi gioca in questo modo.

D: Hai parlato del voler portare i tuoi figli, specialmente le due gemelle, con te durante la stagione per permettere loro di ricordati mentre giochi. Vuoi che riescano ad imparare qualcosa di più che solo giocare a tennis mentre ti guardano?

F: In termini di tennis contemporaneo o in generale nella vita?

D: Tennis portato nella vita quotidiana.

F: Fammi un esempio, voglio solo rispondere al meglio possibile.

D: “Il papà sta lavorando sodo!”, quel genere di cose.

F: Certo (sorride).

Nel senso, ho avuto quel genere di conversazioni con loro, del tipo che il duro lavoro ti porta sempre da qualche parte. Ho detto loro l’altro giorno che potranno diventare quello che vogliono un giorno finchè lavorano sodo per diventarlo. Non accadrà mai se speri che un giorno ti sveglierai e diventerai fortissimo in quello (schiocca le dita). Ci vorrà certamente del tempo per migliorare, voglio che sappiano che, qualunque cosa decidano di fare, devono lavorare sodo per raggiungerla.

Penso di essermi spiegato con loro, nel senso, che ancora oggi, dopo tutto questo tempo, vado in campo e mi alleno per migliorare. Quindi penso che col tempo riescano a capirlo sempre meglio. Certamente, capiscono pure questo, specialmente in cose come lo sport, la scuola, leggere, scrivere e cose del genere, prima o poi si migliora. Per questo credo che abbiano capito i benefici che si hanno nel perseverare su un solo argomento obbiettivo alla volta.

Roger federer

D: E’ vero il contrario? Nel senso, ti dicono mai “Papà fai quello, fai questo”? Ti parlano mai di tennis in qualsiasi maniera?

F: Certo, una cosa che mi hanno detto è che dovrei giocare più spesso sulle linee. Credono sia una cosa buonissima, e io ho risposto “Ok, ci proverò”. L’altra cosa che mi dicono è che dovrei giocare guardando da una parte e poi mandare la pallina dall’altra. Ho risposto “Ok, proverò a fare pure questo. Non è facile se rimani a pensarci ma ci proverò”.

E’ stato abbastanza divertente in verità. L’altro giorno sono venute a vedermi mentre mi allenavo e mi hanno detto di fare “quel colpo”. Io ho risposto “quale colpo?”, e loro “Quello in cui guardi da una parte e poi mandi la palla dall’altra”. Quindi, in un certo senso, mi hanno dato un consiglio. Sono delle buone coach, certo (ride).

D: Con le bambine, e anche con i bambini, non senti come se a loro stia mancando qualcosa che c’è in una famiglia che viaggia molto meno di voi? Li porti sempre in giro e loro vedono tutto il mondo, ma non credi ci sia un’altra faccia della medaglia?

F: Be, sarebbe fantastico dormire per tre mesi nello stesso letto, e questo aiuterebbe con il ritmo del sonno e cose del genere. Ma siamo abituati a questa vita. E’ l’unico modo di vivere che conoscono e che io ho conosciuto da 20 anni a questa parte.

Quindi è tutto ok. Ma, certamente, ci sono dei benefici nell’essere per più tempo nello stesso posto, e per noi anche solo stare in Svizzera sarebbe fantastico. Riusciremmo ad andare molto più spesso in campagna, capire quali sono le scuole più adatte in cui iscriverli e cose del genere.

Comunque, ci sono un sacco di famiglie e amici che ci vengono a trovare mentre siamo in giro per il mondo. Onestamente, non sono mai da soli e cose del genere. Sono sempre molto impegnati. Hanno un sacco di amici lungo il tour e penso che sia un bene per loro.

 

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