Agnieszka Radwanska alla vigilia del Roland Garros: “Spero che il mio lavoro su terra paghi”

Agnieszka Radwanska alla vigilia del Roland Garros: “Spero che il mio lavoro su terra paghi”

La campionessa polacca, n. 2 del mondo, ha parlato del suo feeling con la terra rossa, a pochi giorni dall’inizio del French Open: “Il mio problema maggiore è il movimento: non so scivolare!”.

Quando ho iniziato a giocare nel circuito Wta ho faticato molto ad adattarmi al cemento, perché non ci giocavo da bambina. Tutti i tornei in Polonia, fin dagli juniores erano su terra ed ero molto a mio agio su quella superficie.Tutto è cambiato quando ho debuttato nel circuito”. La tennista polacca ha svelato un retroscena interessante sulla sua carriera, a pochi giorni di distanza torneo su terra per eccellenza.

LA PREVALENZA DEL CEMENTO – “Sapendo che il 90% degli incontri sono su cemento – ha spiegato la polacca – ho modificato il mio gioco per ottenere i migliori risultati su questa superficie. Ho vinto due titoli Wta su terra battuta, ma l’ultimo risale a quattro anni fa, a Bruxelles, dove ho battuto Simona Halep, finalista a Parigi nel 2014. Insomma, non sono così male”. Agnieszka ha trovato necessario questo adattamento al gioco sul duro: “La stagione dura 10 mesi, 7 sono su cemento, due Slam e le Finals son su questa superficie, è fondamentale costruirsi una buona carriera sul veloce”.

“NON SO SCIVOLARE” – La tennista originaria di Cracovia ha poi parlato del suo maggior limite sulla terra rossa, che detto da una tennista agile come lei suona molto strano: “Il mio più grande problema sulla terra è il movimento: non mi piace scivolare, ma mi piace farlo sui campi veloci. Divertente no?”. Agnieszka ha spiegato meglio questa difficoltà: “Sul cemento puoi scivolare e cambiare rapidamente la tua direzione, su terra battuta non puoi. Sulla terra scivolo in un angolo per colpire la palla, e prima che possa cambiare direzione vedo già la mia avversaria colpire nell’angolo opposto. Questo fa una grande differenza: per giocare il mio miglior tennis devo essere in grado di colpire e potermi muovere sul campo e quando non riesco si fa tutto più difficile”.

“PREFERISCO L’ERBA” – La finalista a Wimbledon 2012 ha poi osservato che il suo tipo di gioco si adatta meglio all’erba: “Alcuni non ottengono risultati su una superficie perché il loro gioco non si adatta alla stessa, oppure perché prediligono una superficie piuttosto che un’altra. Io non vado molto forte su terra, ma mi piace l’erba: ognuno ha le sue preferenze e punti deboli. Nel 2012 ho fatto la mia prima finale Slam sull’erba, per esempio. Certamente – ha aggiunto – farò il massimo a Parigi, ma non giocherò molti tornei su terra. Sto cercando di programmare un torneo in più sull’erba, voglio far bene in Francia ma non giocherò più di tanto su quella superficie. Attualmente son numero 2, farò il possibile per cercare di scalare la vetta, a Parigi non difendo punti per cui cercherò di sfruttare al meglio l’occasione”.

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