Alexander Zverev: meno arroganza, più umiltà

Alexander Zverev: meno arroganza, più umiltà

Il tennista tedesco ha avuto un 2017 veramente sorprendente ed esplosivo, riuscendo a vincere due Master 1000 e centrare per la prima volta in carriera la top 10. Però probabilmente quest’entrata tra i grandi del tennis mondiale deve avergli fatto perdere l’attenzione dai suoi reali obiettivi, facendolo calare di rendimento anche nell’ultimo periodo.

di Lino Di Bonito

Alexander Zverev è una delle stelle della nextgen che più si è affermata ed è riuscito ad imporre il suo gioco tra i grandi del tennis mondiale, infatti nel 2017 è entrato per la prima volta tra i primi 10 del mondo ed ha strappato il pass per le ATP Finals di Londra. Risultato sorprendente vista la giovane età del tedesco, però tanto giovane quanto immaturo. Infatti questo 2018 non è iniziato nel migliore dei modi, subendo sconfitte abbastanza inaspettate in vari tornei ed in più la ciligiena sulla torta è stata la separazione dal suo coach Juan Carlos Ferrero.

IL RAPPORTO CON FERRERO – Iniziato durante l’estate scorsa, il connubio tra i due sembrava funzionare piuttosto bene, infatti il tedesco ha conquistato grazie allo spagnolo l’ATP 500 di Washington e il Master 1000 di Montreal, culminato poi con la qualificazione alle ATP Finals di Londra a fine anno. Però in questo 2018 qualcosa si è rotto tra i due, infatti lo stesso Zverev, a metà febbraio, ha annunciato la rottura del loro rapporto: “In una discussione durante gli Australian Open ha superato il limite. Ovviamente può accadere di discutere, succede anche con mio padre, ma c’è modo e modo. In quel frangente è stato molto irrispettoso con tutto il mio staff. Ecco perché ho preferito interrompere la nostra collaborazione”. Lo spagnolo non ha fatto attendere la sua replica: “Io gli ho chiesto fin dal primo giorno rispetto per me e per tutto il team. Tra le altre cose più importanti gli ho chiesto ripetutamente di essere più puntuale. Non andava bene che ogni giorno arrivasse con 20-30 minuti di ritardo agli allenamenti. Semplicemente, credevo che una maggiore disciplina sarebbe servita anche a migliorare il suo tennis. I primi mesi è stato educato e rispettoso. Ma non appena ha preso confidenza non rispettava più i patti che avevamo stabilito all’inizio“. Dunque un litigio che è nato anche per motivi extra tennistici, dato che il tedesco non voleva cambiare alcune abitudine della sua vita quotidiana, elementi però importante, per lo spagnolo, per formare un vero campione.

RISULTATI DELUDENTI – Sono già 7 le sue sconfitte dall’inizio dell’anno a questa parte, non proprio una media esaltante per un numero 5 del mondo, visto che sopratutto il miglior risultato ottenuto finora è stata la semifinale ad Acapulco, con un deludente terzo turno a Melbourne. Risultati totalmente opposti rispetto a quelli del 2017, sarà forse che la prematura ascesa verso la top 10 gli abbia un po’ montato la testa? Quel che è certo è che lo Zverev attuale è un lontano parente di quello della stagione scorsa, dove riuscì a battere campioni del calibro di Federer, Djokovic, mentre adesso che è tra i primi 5 al mondo non riesce a superare un turno nel 1000 più importante dell’anno. Papà Zverev dovrebbe sicuramente far qualcosa e cambiar qualcosa sopratutto ma non dal punto di vista del gioco ma da quello mentale che sicuramente ci sono ancora molte lacune.

PIU’ GIOCO MENO RABBIA – Fin dalla sua giovane età il nativo di Amburgo è noto per i suoi scatti d’ira durante i match e per le numerose racchette rotte durante gli incontri. Certo un po’ di frustrazione ci sta durante un incontro disputato male ma c’è comunque modo e modo di reagire ad una sconfitta, di certo frantumare una racchetta non è un esempio per i futuri aspiranti tennisti ma sopratutto non è un comportamento da un top 5, per rimanere ai vertici del tennis mondiale bisognerà sicuramente migliorare determinati atteggiamenti, ma in fin dei conti Zverev ha soli 20 anni ed avrà tutto il tempo per farlo.

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