ATP Roma: pagelle finali

ATP Roma: pagelle finali

Ecco i promossi e i bocciati di un’edizione molto elettrizzante degli Internazionali BNL d’Italia.

Quando finiscono tornei d’effetto, e con partite così emozionanti, c’è sempre una sensazione di tristezza e vuoto che s’insidia in tutti noi; proprio in quel momento bisogna tirare le somme di quello che è successo.

Novak Djokovic, voto 9: fino ai quarti sembra penzolare tra il “robonole” del 2011 e il Djokovic che riesce a perdere al secondo turno di Madrid 2013 con un Dimitrov pieno di crampi da non stare in piedi. Le ultime due partite, invece, fugano ogni dubbio e fanno trasparire un tennista con ritmo e tenuta mentale impressionante. Ma questi vuoti, se ritorneranno, permetteranno a Djokovic di vincere lo slam che gli manca? Molto buono, ma basterà?

Rafael Nadal, voto 7 1/2: fino ai quarti sembra che Rafa sia tornato il re della terra che non perde uno scambio neanche a tagliargli le gambe, ma appena si ritrova un Wawrinka in versione “chiudo gli occhi e tiro missili dove capita” si sgonfia come un palloncino bucato. Questo non fa altro che alimentare i dubbi sulle prestazioni dello spagnolo, già aumentati dopo la stesa presa da Murray in finale a Madrid. L’interrogativo diventa quindi, riuscirà a fare doppia cifra al Roland Garros il mancino di Manacor? Incostante.

Roger Federer, voto 8: lo svizzero sembra in gran spolvero, e cede solo a un Djokovic ingestibile. I primi due turni sembrano far pesare l’età non più fanciullesca dell’elvetico, ma le asfaltate che ricevono Berdych (voto 7, meglio a Montecarlo) e Wawrinka (voto 7+, ritrovato?), rispettivamente in quarti e semifinale, fanno capire che “the King is back”, e ha fame di successi. Carico.

Andy Murray, non valutabile: lo scozzese non aveva mai vinto un torneo su terra, e questa stagione infila 10 partite e due tornei di fila su questa superficie (Monaco di Baviera e Madrid). Si ritira prima di giocare gli ottavi contro Goffin, e il 64 63 rifilato a Chardy non lascia trasparire troppo, ma Murray ha già dimostrato di essere veramente pronto per il secondo slam stagionale. Sir Andy Murray ha lasciato da parte il glaciale humor britannico ed è passato ai fatti. Pronto.

David Ferrer, voto 8-: il guerriero di Valencia continua a scendere in campo come gli spartani scendevano in guerra: non molla una palla neanche morto, scende in campo anche se dolorante con Gasquet al secondo turno e si mostra ancora più carico del solito. Arriva in semifinale dopo aver fatto capire chi comanda al giovane Goffin(voto 7/8, in continua crescita) e fa partita quasi alla pari col solito Djokovic. Ferru è pronto alla battaglia. Guerriero.

Ernests Gulbis, voto 0(-): Non esistono parole per descrivere la situazione del lettone, basti sapere che ha vinto solo una partita su 11 disputate questo anno. La sola idea che possa confermare la semifinale parigina dello scorso anno è un’utopia. Il rammarico per una stagione che vede scomparire un tennista in grado di regalare molto spettacolo è come tirare un calcio allo spigolo di un comodino. Sperduto.

Gli Italiani

Fabio Fognini, voto 8: dopo esserci abituati a sentir parlare di Fognini solo per le sue pazzie, avere sue notizie grazie ai successi è come ricevere il regalo tanto desiderato a Natale. Il ligure lotta molto duro per arrivare al terzo turno, dopo aver battuto Dimitrov (voto 4, insufficente) con un pesante 60 al terzo, per poi arrendersi solo al tie-break del terzo (anche se non troppo giocato) con il colosso ceco Berdych. Il Fogna sembra aver trovato la retta via. Sulla buona strada.

Matteo Donati, voto 10: il giovanissimo vince il suo torneo battendo Giraldo con autorità, e facendo partita pari per un set con Berdych. A questo punto Donati può anche puntare a superare qualche turno al Roland Garros. Trovato.

Simone Bolelli, voto 5: il Bole gioca una buona partita con Thiem al primo turno, perdendo solo dopo due tie-break. Bolelli è comunque in buona forma, sia in doppio, sia in singolo. Speriamo, dunque in una continua crescita del bolognese, che però poteva fare meglio nel torneo di casa. Può fare meglio.

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